<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963</id><updated>2012-01-25T16:09:36.716+02:00</updated><category term='drone'/><category term='morti'/><category term='bombe'/><category term='IDF'/><category term='sionismo'/><category term='ISM'/><category term='bds'/><category term='auto'/><category term='ministro'/><category term='fiom'/><category term='Hebron'/><category term='attacchi'/><category term='gaza'/><category term='nakba'/><category term='Chomsky'/><category term='Beit Jala'/><category term='nobel'/><category term='appello'/><category term='cinghiale'/><category term='Valsusa'/><category term='ordinanza'/><category term='libertà di stampa'/><category term='cunicoli'/><category term='storia'/><category term='fosforo bianco'/><category term='raccoglitori'/><category term='studenti'/><category term='ebrei'/><category term='Bianca'/><category term='spari'/><category term='freedom flotilla'/><category term='acqua'/><category term='buffer zone'/><category term='Frattini'/><category term='respingimenti'/><category term='coloni'/><category term='resistenza'/><category term='piombo fuso'/><category term='deportazioni'/><category term='Oliva'/><category term='manifestazione'/><category term='Muhammar Awar'/><category term='pesca'/><category term='fiera del libro'/><category term='aid mubarak'/><category term='berlusconi'/><category term='deir balah'/><category term='boicottaggio'/><title type='text'>Da Gaza - boicotta israele.</title><subtitle type='html'>Diario da Gaza assediata, video e appelli con particolare attenzione alla campagna BDS e all'attivismo con l'ISM (International Solidarity Movement).</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>156</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-8100958797581088413</id><published>2011-12-31T19:51:00.000+02:00</published><updated>2011-12-31T19:51:09.717+02:00</updated><title type='text'>Esitare va benissimo, se poi fai quello che hai da fare                                    (buon anno nuovo)</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;C'è una frase di Brecht: “esitare va benissimo, se poi fai quello che hai da fare”. Non è una mancanza di rispetto per chi non ha esitato, è un incoraggiamento per chi non sa se partire.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest'anno inizia con una buona notizia, che è una buona notizia di qualche giorno fa: finalmente riapre il &lt;a href="http://guerrillaradio.iobloggo.com/"&gt;blog&lt;/a&gt; di Vik, grazie a sua madre e a sua sorella! ...la tua bandiera ti è caduta dalle mani, ma saremo incentinaia a portarla alla meta, fratello.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel frattempo, e appunto, Oliva continua a navigare, e continua ad essere attaccata dalle navi da guerra israeliane. L'ultima volta la barchetta si stava per capovolgere, il capitano è caduto in mare. Continua ad uscire, come i pescatori palestinesi continuano a pescare nel loro mare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“esitare va benissimo, se poi fai quello che hai da fare”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sono solo tre anni dalla strage israeliana a Gaza chiamata piombo fuso. Ancora non si è vista nessuna sanzione ad Israele da parte di quasi tutti gli stati, comincia a farsi sentire la campagna popolare &lt;a href="http://www.bdsmovement.net/"&gt;BDS&lt;/a&gt; (guardiamo al &lt;a href="http://www.stopagrexcoitalia.org/news/262-agrexco-liquidazione.html"&gt;fallimento&lt;/a&gt; dell'Agrexco!), ma ancora non è sufficiente per cambiare concretamente la situazione sul campo. Ormai abbiamo imparato che chi sta in alto, eletto nelle poltrone di quella che viene chiamata democrazia, ha altri interessi da difendere che non sono quelli degli oppressi o degli esclusi. Le lobby e chi fa affari non hanno interesse ad aiutare la Palestina. Spetta a noi prendere posizione attivamente a favore del popolo palestinese e di tutti gli esclusi del mondo perchè chi ha il potere, lo abbiamo visto troppe volte, non lo fa e non lo farà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“esitare va benissimo, se poi fai quello che hai da fare”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facciamo che quest'anno sia un buon anno per lottare. Perchè non abbiamo il diritto di restare in silenzio. Perchè non abbiamo il diritto di spendere energie a litigare tra noi per decidere chi è il migliore, l'energia dobbiamo usarla per fare cose concrete. Come diceva un'amica di Gaza, impegnata nella campagna BDS: “non vi si chiede di urlare viva Gaza e Palestina libera, non vi si chiede di fare commoventi discorsi sentimentali, vi si chiede di AGIRE”. Basta parole, basta discorsi, basta ipocrisia. E non pensate di lavarvi la coscenza mandando qualche aiuto. Questa gente &lt;a href="http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/i-giovani-palestinesi-chiedono-alle.html"&gt;cerca&lt;/a&gt; libertà, cerca giustizia, non cerca soldi o cibo. È ipocrita mandare sementi a contadini che non possono raggiungere le loro terra: ciò di cui hanno bisogno è raggiungere la loro terra senza che un cecchino spari loro contro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“esitare va benissimo, se poi fai quello che hai da fare”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finalmente a casa. Per un po' penso che non tornerò in Palestina: mi prendo una pausa da Gaza ed il regime sionista già da qualche anno mi ha proibito l'ingresso in Cisgiordania e nei territori del '48. Un po' vado orgogliosa di essere nella lista nera israeliana, significa che ho dato loro fastidio. E che ha dato fastidio l'organizzazione di cui faccio ed ho fatto parte, in Cisgiordania e a Gaza: l'International Solidarity Movement. Movimento di attivisti ed attiviste, guidato dai palestinesi e nella società palestinese integrato, basato sul metodo del consenso, che compie azioni nonviolente in supporto alla resistenza del popolo palestinese.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'international Solidarity Movement di &lt;a href="http://palsolidarity.org/tag/rachel-corrie/"&gt;Rachel Corrie&lt;/a&gt;, di &lt;a href="http://www.tomhurndall.co.uk/"&gt;Tom Hurndall&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://palsolidarity.org/tag/vittorio-arrigoni/"&gt;Vittorio Arrigoni&lt;/a&gt;, di &lt;a href="http://palsolidarity.org/?s=tristan+anderson"&gt;Tristan Anderson&lt;/a&gt;, di &lt;a href="http://palsolidarity.org/2010/04/two-palestinians-and-an-international-activist-shot-with-live-ammunition-at-a-non-violent-demonstration-against-the-buffer-zone-in-gaza/"&gt;Bianca Zammit&lt;/a&gt; e di tanti, tante altre che perfortuna sono tornati a casa indenni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'&lt;a href="http://palsolidarity.org/"&gt;ISM&lt;/a&gt; è il mio modo di essere in Palestina. Io, per me, se sono stata in Palestina in tutto 14 mesi della mia vita, è perchè ero con l'ISM. Con nessun altro movimento o associazione mi sarei sentita così utile e al tempo stesso inserita all'interno del tessuto sociale locale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Venite a vedere che succede i Palestina. E sì, sono di parte, venite a vederlo con l'ISM. Perchè è un movimento che “fa la differenza”, ma non solo, anche perchè conoscerete persone interessanti da tutto il mondo, perchè entrerete in contatto reale con il popolo palestinese. Ultimamente, come avete letto anche dalle pagine di questo blog, abbiamo cominciato a metterci in rete tra attivisti italiani che sono state in Palestina con l'ISM. Stiamo organizzando dei training per chi vuole scendere. Siamo disponibili per raccontare la nostra esperienza. Per ulteriori informazioni scrivete a italianism@inventati.org &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“esitare va benissimo, se poi fai quello che hai da fare”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Buon anno nuovo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://1.gvt0.com/vi/czu2GzVD1XU/0.jpg" height="479" width="576"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/czu2GzVD1XU&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="576" height="479"  src="http://www.youtube.com/v/czu2GzVD1XU&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-8100958797581088413?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/8100958797581088413/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/esitare-va-benissimo-se-poi-fai-quello.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8100958797581088413'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8100958797581088413'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/esitare-va-benissimo-se-poi-fai-quello.html' title='Esitare va benissimo, se poi fai quello che hai da fare                                    (buon anno nuovo)'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-8225914991866380554</id><published>2011-12-15T20:16:00.000+02:00</published><updated>2011-12-15T20:16:53.029+02:00</updated><title type='text'>No alle bollicine di Sodastream</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Ricevo e pubblico ques&lt;a href="http://www.stopagrexcoitalia.org/iniziative/online/273-sodastream.html"&gt;t'appello&lt;/a&gt; di &lt;a href="http://www.stopagrexcoitalia.org/"&gt;stopagrexco&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L'acqua è limpida… gli affari di Sodastream, NO!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="stopsoda" height="119" src="http://www.stopagrexcoitalia.org/images/stories/article-fotos/stopsoda.jpg" style="border-width: 0px; float: right;" width="273" /&gt;Sodastream,  ditta israeliana che produce gasatori per l'acqua di rubinetto,  spacciati per prodotti "eco-chic", nasconde una brutta verità: il suo  principale impianto di produzione si trova in un &lt;strong&gt;insediamento israeliano costruito illegalmente nei Territori palestinesi occupati. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;h4&gt;&lt;strong&gt;Diciamo ai rivenditori e ai promotori dei prodotti Sodastream che non li vogliamo in Italia!&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/h4&gt;&lt;em&gt;Le organizzazioni, associazioni, comitati e collettivi possono inviare adesioni a: &lt;a href="mailto:stopsodastream@gmail.com"&gt;stopsodastream@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table border="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr class="rsform-block rsform-block-header"&gt;&lt;td style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;   &lt;td style="text-align: justify;"&gt;Spett.le Rivenditore/Promotore,&lt;br /&gt;vi scriviamo per informarvi, in quanto rivenditori/promotori dei  prodotti Sodastream, che questa ditta opera in palese violazione del  diritto internazionale. Infatti, come si evince anche dal suo rapporto  annuale, &lt;strong&gt;la principale fabbrica della Sodastream si trova a Mishor Adumim&lt;/strong&gt;, zona industriale di Ma'aleh Adumim, &lt;strong&gt;un insediamento israeliano &lt;/strong&gt;costruito illegalmente nei territori Palestinesi occupati.[1] &lt;br /&gt;Per questo motivo, nel luglio del 2011 &lt;strong&gt;COOP Svezia&lt;/strong&gt;, che detiene una quota di mercato pari al 21,5% dei supermercati svedesi, &lt;strong&gt;ha annunciato la sospensione della vendita dei prodotti Sodastream&lt;/strong&gt;.[2] &lt;br /&gt;Vi chiediamo, pertanto, di seguire l'esempio della COOP Svezia e di  cessare la vendita/promozione dei prodotti Sodastream, motivando la  nostra richiesta come segue: &lt;br /&gt;a) &lt;strong&gt;Gli insediamenti israeliani nei territori Palestinesi occupati sono illegali&lt;/strong&gt;  secondo il Diritto Internazionale. I prodotti degli insediamenti sono  pertanto il risultato di una violazione del diritto internazionale e di  un abuso delle risorse naturali di un popolo sotto occupazione, anche  questo un crimine secondo la IV Convenzione di Ginevra.[3] &lt;br /&gt;b) A sancire l'illegalità degli insediamenti, una &lt;strong&gt;sentenza del 2010 della Corte di Giustizia della Comunità Europea&lt;/strong&gt;  ha dichiarato i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani non  ammissibili per le tariffe doganali preferenziali previste dall'accordo  UE-Israele.[4] È stata proprio la Sodastream al centro di questa  sentenza per aver omesso il luogo esatto di provenienza sui propri  prodotti. &lt;br /&gt;c) La &lt;strong&gt;Sodastream finanzia direttamente l'insediamento di Ma'aleh Adumim&lt;/strong&gt;  attraverso le tasse comunali che vengono utilizzate esclusivamente per  sostenere la crescita e lo sviluppo dell'insediamento.[5] &lt;br /&gt;d) &lt;strong&gt;Nonostante Sodastream pubblicizzi i suoi prodotti come “eco-ambientali”&lt;/strong&gt;,  le tasse comunali pagate a Ma'aleh Adumim finanziano la gestione della  discarica israeliana di Abu Dis, anche essa costruita illegalmente in  Cisgiordania, in cui vengono scaricate 1100 tonnellate di rifiuti al  giorno provenienti da Gerusalemme e dagli insediamenti israeliani  circostanti.[6] Il Ministero dell'Ambiente israeliano ha affermato che  la discarica, ubicata sopra la &lt;em&gt;Mountain Aquifer&lt;/em&gt;, la principale fonte d'acqua in Cisgiordania, sta “inquinando corsi d'acqua e terre nelle vicinanze”.[7] &lt;br /&gt;e) &lt;strong&gt;L'organizzazione israeliana per i diritti dei lavoratori Kav LaOved&lt;/strong&gt;  ha documentato casi in cui i lavoratori palestinesi della fabbrica  Sodastream di Mishor Adumim, con poche alternative oltre a quella di  lavorare negli insediamenti, erano pagati meno della metà del salario  minimo, lavoravano in condizioni terribili e venivano licenziati se  protestavano. Inoltre, i lavoratori palestinesi vivono sotto occupazione  e quindi non godono dei diritti civili, e dipendono dai loro datori di  lavoro per i permessi di lavoro.[8] &lt;br /&gt;La Sodastream ha dimostrato di avere poco o nessun riguardo per il  Diritto Internazionale e per i diritti umani, mentre fa di tutto per  presentarsi come un'impresa socialmente responsabile che tutela  l'ambiente. Invece si rende complice e trae profitti dalla sistematica  violazione che il governo israeliano fa del Diritto Internazionale e dei  diritti umani basilari del popolo palestinese: crimini quali la  confisca illegale delle terre e delle risorse palestinesi e la  costruzione del Muro di segregazione, condannata dalla Corte  Internazionale di Giustizia nel 2004.[9] &lt;br /&gt;Poiché pensiamo che la vendita dei prodotti Sodastream avvenga da parte vostra in buona fede,&amp;nbsp; &lt;strong&gt;riteniamo che non vorrete in alcun modo facilitare la violazione dei diritti umani&lt;/strong&gt;: pertanto con questa lettera, vi chiediamo di porre termine alla commercializzazione dei prodotti della Sodastream. &lt;br /&gt;Attendiamo un vostro gentile riscontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Prime firme:&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;Stop Agrexco Roma &lt;br /&gt;Amici della Mezzauna Rossa Palestinese &lt;br /&gt;Un Ponte per... &lt;br /&gt;Comitato per la Campagna di Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni contro Israele (Campania) &lt;br /&gt;Women's International League for Peace and Freedom – Italia &lt;br /&gt;Associazione per la Pace &lt;br /&gt;Luisa Morgantini - già Vice Presidente del Parlamento Europeo &lt;br /&gt;Lo Sguardo di Handala – Onlus &lt;br /&gt;Statunitensi per la pace e la giustizia – Roma &lt;br /&gt;Comitato varesino per la Palestina &lt;br /&gt;UMVA : Unione dei musulmani varesini &lt;br /&gt;Musvarè : Associazione dei musulmani italiani varesini &lt;br /&gt;Omar al Faruk : Centro culturale islamico varesino &lt;br /&gt;Comitato "Con la Palestina nel cuore" (Roma) &lt;br /&gt;Forum Palestina &lt;br /&gt;BDS Milano &lt;br /&gt;Donne in Nero - Roma&lt;br /&gt;Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese &lt;br /&gt;BDS Pisa &lt;br /&gt;Gruppo per la Palestina  - Pisa &lt;br /&gt;Pax Christi Italia &lt;br /&gt;Istituto di Ricerca per la Pace (Italy) – Rete Corpi Civili di Pace&lt;br /&gt;Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus di Firenze&lt;br /&gt;Associazione per la pace della provincia di Pordenone&lt;br /&gt;Coordinamento Campagna BDS Bologna&lt;br /&gt;Khalil Shaheen, Director of the Economic and Social Rights Unit, Palestinian Center for Human Rights – Gaza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] &lt;a href="https://www.fuelteam.wallst.com/modules/secfilings/drawFiling.asp?docKey=137-000114420411038499-55AP9E7OBKPOLUPAAVAAN146SC&amp;amp;formType=20-F&amp;amp;date=6/30/2011&amp;amp;docFormat=PDF"&gt;Sodastream International Ltd. Annual Report for the Fiscal Year Ended December 31, 2010&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;[2] &lt;a href="http://sverigesradio.se/sida/artikel.aspx?programid=2054&amp;amp;artikel=4609112"&gt;Coop stops purchases of Soda Stream &lt;/a&gt;, 19.07.2011&lt;br /&gt;[3] &lt;a href="http://www.admin.ch/ch/i/rs/0_518_51/a49.html"&gt;IV  Convenzione di Ginevra per la protezione delle persone civili in tempo  di guerra, Titolo III Statuto e trattamento delle persone protette,  Sezione III Territori occupati, art. 49 &lt;/a&gt;, 12.08.1949&lt;br /&gt;[4] Corte di giustizia dell'Unione europea, Comunicato stampa n. 14/10, &lt;a href="http://curia.europa.eu/jcms/upload/docs/application/pdf/2010-02/cp100014it.pdf"&gt;Prodotti  originari della Cisgiordania non possono beneficiare del Regime  doganale preferenziale istituito dall'accordo CE-Israele &lt;/a&gt;, 25.02.2010&lt;br /&gt;[5] &lt;a href="http://www.whoprofits.org/articlefiles/WhoProfits-ProductioninSettlements-SodaStream.pdf"&gt;SodaStream: A Case Study for Corporate Activity in Illegal Israeli Settlements &lt;/a&gt;, Coalition of Women for Peace – Israel, gennaio 2011&lt;br /&gt;[6] &lt;a href="http://www.parkedom.co.il/Edomim/Templates/ShowPage.asp?DBID=1&amp;amp;LNGID=1&amp;amp;TmID=84&amp;amp;FID=318"&gt;Adumim Industrial Park&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;[7] &lt;a href="http://www.jpost.com/NationalNews/Article.aspx?id=224894"&gt;Jerusalem refuses to stop using Abu Dis landfill &lt;/a&gt;, 14.06.2011&lt;br /&gt;[8] &lt;a href="http://www.whoprofits.org/articlefiles/WhoProfits-ProductioninSettlements-SodaStream.pdf"&gt;Palestinian Workers at the SodaStream Factory &lt;/a&gt;,  SodaStream: A Case Study for Corporate Activity in Illegal Israeli  Settlements, Coalition of Women for Peace – Israel, gennaio 2011&lt;br /&gt;[9] &lt;a href="http://www.icj-cij.org/docket/index.php?p1=3&amp;amp;p2=4&amp;amp;k=5a&amp;amp;case=131&amp;amp;code=mwp&amp;amp;p3=4"&gt;Legal Consequences of the Construction of a Wall in the Occupied Palestinian Territory&lt;/a&gt;; Advisory Opinion of the International court of Justice. 09.07.2004 &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-8225914991866380554?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/8225914991866380554/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/no-alle-bollicine-di-sodastream.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8225914991866380554'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8225914991866380554'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/no-alle-bollicine-di-sodastream.html' title='No alle bollicine di Sodastream'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-5288852528090902993</id><published>2011-12-11T00:13:00.000+02:00</published><updated>2011-12-11T00:13:17.020+02:00</updated><title type='text'>Racconti ISM dalla Palestina...</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;          &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm }  A:link { so-language: zxx } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;Su questo blog state leggendo molte storie. Volete ascoltarle dal vivo? Volete parlare con attivisti che hanno visto e vissuto esperienze come queste, non solo a Gaza ma anche e soprattutto nella Cisgiordania? Noi non vediamo l'ora di raccontare...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Siamo alcune persone che hanno fatto attivismo nella wb con l'ISM.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Vorremmo parlare di resistenza popolare in Palestina e del ruolo dell’attivismo internazionale. Vorremmo parlare di cosa significa fare interposizione nei territori occupati e di come le politiche sioniste accelerano ed intensificano processi di colonizzazione e apartheid, di come i coloni dell'estrema destra israeliana continuano ad attaccare, impuniti o addirittura protetti dall’esercito, i civili palestinesi nella loro quotidianità. Vogliamo ricordarci che tutto questo succede anche a causa del nostro silenzio e del generale consenso e asservimento dei governi occidentali. Lo vogliamo fare raccontando la specificità delle nostre esperienze con l’International Solidarity Movement, organizzazione di volontari internazionali, che nasce con lo scopo preciso di supportare e rafforzare la resistenza popolare palestinese.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Abbiamo la possibilità, in quanto testimoni, di dare una voce ad un popolo a cui troppo spesso viene negata ogni voce.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Non ci mancano video, foto e documenti. Se siete interessati ad organizzare un’iniziativa di controinformazione potete contattarci all’indirizzo &lt;a href="mailto:italianism@inventati.org" target="_blank"&gt;italianism@inventati.org&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-5288852528090902993?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/5288852528090902993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/racconti-ism-dalla-palestina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5288852528090902993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5288852528090902993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/racconti-ism-dalla-palestina.html' title='Racconti ISM dalla Palestina...'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-2091638692185376448</id><published>2011-12-09T23:35:00.000+02:00</published><updated>2011-12-09T23:35:40.887+02:00</updated><title type='text'>Bombardamenti israeliani nell'anniversario della prima intifada</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;          &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-hpQch4MuHaY/TuJGJZeubMI/AAAAAAAAAb4/0wn5C7mPQwQ/s1600/intifadabomb1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://2.bp.blogspot.com/-hpQch4MuHaY/TuJGJZeubMI/AAAAAAAAAb4/0wn5C7mPQwQ/s320/intifadabomb1.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;L'interno della casa di Migdad (foto Rosa Schiano)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; Israele ha celebrato l'anniversario della prima intifada quest'anno ferendo gravemente due bambini ed ucciendo un uomo che stava dormendo a Gaza. Un bombardamento alle due di notte ha distrutto una casa dove 7 persone stavano dormendo, un ragazzo vent'enne racconta come ha portato fuori dalle macerie e dalla polvere la sua famiglia e lo zio morto.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; Siamo al nord di Gaza, è il 9 dicembre. La casa dove abitava Migdad Al-Zaalan è completamente inutilizzabile. Entrando si inciampa sui detriti e si rischia di cadere. Il soffitto è praticamente inesistente e i suoi resti sono sparsi su quello che resta del pavimento. Un piccolo edificio, poche stanze, una famiglia normale. Per terra, sotto la polvere, resta un materasso con un cuscino dove qualcuna dormiva, si intravede un rubinetto, materassi ammassati, bambole sommerse dai detriti, pezzi di vita quotidiana come forchette, ogni cosa anche in cucina è sommersa da macerie. Le coperte, all'uscita, sono già raccolte in grandi sacchi, pronte ad essere portate via. Questo è quello che resta dell'abitazione e degli averi di una famiglia dopo un triplice bombardamento israeliano. All'interno -se interno si può chiamare, visto che manca il soffitto- di quel che resta della casa si trova Migdad con un amico. Entrambi i ragazzi sono giovani, non più di 20 anni, e dimostrano grande forza nel  raccontare quello che è accaduto.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Migdad, 20 anni, descrive quello che è successo a partire dalle 2 di notte: “Dopo la prima bomba io e la mia famiglia siamo scappati, siamo corsi fuori di casa. I nostri vicini sono nostri parenti, quindi, dopo la seconda bomba sono andato da loro per cercare mio zio, sua moglie mi chiamava da sotto i detriti perchè portassi fuori suo figlio di sei mesi, che lei teneva in braccio. Dopo la terza bomba ho continuato a scavare per cercare mio zio. Quando lo ho trovato stava ancora respirando. Mi ha detto “prenditi cura della mia famiglia, porta fuori mia moglie e i bambini” e poi è morto. Si chiamava &lt;/span&gt;Bahjat al-Zaalan ed aveva 38 anni&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;.” Migdad, nel panico e nella disperazione, aggravati dalla notte e dall'incertezza di quello che sarebbe potuto accadere, racconta di avere urlato, di essersi strappato i capelli e di avere corso senza meta. “Siamo arrivati all'ospedale verso le 2.45. Due bambini di 8 e 10 anni sono stati gravemente feriti, in tutto abbiamo 12 feriti ed un morto, mio zio.” Secondo Migdad i feriti sono stati quasi tutti dimessi dall'ospedale a parte i due più bambini gravi. Con la sua famiglia andrà a vivere a casa di uno zio nel campo profughi della spiaggia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm;"&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;Se la casa dove abitava Magdad è sventrata e resa inutilizzabile, la casa dello zio vicino è totalmente inesistente. Qualcuno sta lavorando tra le macerie. Il lato della casa che dava sul sito bombardato sembra dissolto, il tetto è posto in obliquo, appoggiato ad una sola parete. È pericoloso anche avvicinarsi, c'è il rischio concreto che crolli da un momento all'altro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; Israele dice di avere centrato, con le tre bombe, un campo di addestramento delle brigate al Qassam. Come se, bombardando un campo di addestramento, non fosse chiaro che si danneggiano fortemente anche le case vicine. Come se non fossero voluti questo morto e feriti tra i civili. Sferrando un attacco di quella portata a fianco di una casa c'è da aspettarsi di colpire anche i civili che nella casa stanno dormendo.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; Lanciare una bomba di quel tipo in un centro abitato e dire che lo si è fatto per colpire un campo di addestramento è come tirare un forte pugno allo stomaco di qualcuno e dire che lo si è fatto per colpire una zanzara che li si era posata. Il punto non è se li c'era o non c'era una zanzara, il punto è che un forte pugno allo stomaco fa male per giorni.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; Inoltre, questo è il secondo attacco da parte di Israele che provoca morti tra i palestinesi nel giro di poche ore. Ieri, 8 dicembre, una bomba ha centrato un'automobile in pieno centro di Gaza, nella strada Omar al Mukhtar, uccidendo i due passeggeri, che a quanto pare facevano parte delle brigate al-Aqsa, e ferendo 4 tra i passanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: -0.02cm; text-decoration: none;"&gt; Proprio la notte tra il 8 e 9 dicembre di 24 anni fa è scoppiata la prima intifada, l' “intifada delle pietre”. Prima intifada in arabo si dice “intifada al-ula”. “Intifada” in arabo significa “ribellione, insurrezione” chi l'ha vissuta racconta che erano soprattutto i più giovani a partecipare alla rivolta. La scintilla che ha fatto partire la prima intifada è stata l'uccisione di 4 lavoratori palestinesi in un incidente stradale con un veicolo delle forze di occupazione, però le vere cause sono più profonde, si trovano nell'occupazione israeliana, negli omicidi mirati, nei numerosissimi arresti, nella violenza quotidiana che il popolo palestinese era costretto a subire, nell'abbandono da parte della comunità araba. Appunto la notte tra l'8 e il 9 dicembre 1987 una manifestazione è partita da Jabalya e nel giro di poci giorni l'insurrezione si è poi diffusa in tutta la Palestina occupata. Così è come, in uno scambio di lettere, uno dei maggiori poeti palestinesi pronosticava la prima intifada:&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: 2.71cm; text-decoration: none;"&gt; &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm; margin-right: 0.02cm; text-decoration: none;"&gt; “&lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;Hai ragione. Hai ragione: abbiamo bisogno urgente della prima fede e del primo fuoco. Abbiamo bisogno della nostra semplicità. Abbiamo bisogno del primo insegnamento della patria: Resistere con tutto ciò che possediamo di tenacia ed ironia. Con tutto ciò che possediamo di furore. Nei momenti critici aumentano le profezie. Ed eccomi vedere il viso della libertà accerchiato da due ramoscelli d’ulivo. Lo vedo sorgere da un sasso”. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="RIGHT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.32cm; margin-right: 2.71cm; text-decoration: none; text-indent: 0.64cm;"&gt; &lt;span style="font-family: Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Maĥmud Darwish; Parigi 05/08/1986&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="RIGHT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.32cm; margin-right: 2.71cm; text-decoration: none; text-indent: 0.64cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6RZwcXFij4E/TuJGiHKovcI/AAAAAAAAAcA/eBXzeOy3tJg/s1600/intifadabomb2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://1.bp.blogspot.com/-6RZwcXFij4E/TuJGiHKovcI/AAAAAAAAAcA/eBXzeOy3tJg/s320/intifadabomb2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il tetto della casa di Migdad (foto Rosa Schiano)&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div align="RIGHT" style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0.32cm; margin-right: 2.71cm; text-decoration: none; text-indent: 0.64cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-2091638692185376448?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/2091638692185376448/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/bombardamenti-israeliani.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2091638692185376448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2091638692185376448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/bombardamenti-israeliani.html' title='Bombardamenti israeliani nell&apos;anniversario della prima intifada'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-hpQch4MuHaY/TuJGJZeubMI/AAAAAAAAAb4/0wn5C7mPQwQ/s72-c/intifadabomb1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-4103022406732870071</id><published>2011-12-07T00:24:00.000+02:00</published><updated>2011-12-10T00:30:01.767+02:00</updated><title type='text'>AAA - Cercasi attivist*</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm }  A:link { so-language: zxx } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Si cercano persone disposte a venire a Gaza con l'ISM. La paga è nulla, il lavoro tanto, i rischi molti. Si chiede un lungo periodo di tempo a disposizione, di essere preparati, che siate resistenti come ulivi. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;E soprattutto vi si chiede di essere molto, molto motivat*.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Nonostante tutto questo, stiamo diventando sempre meno, e prima arrivate meglio è...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Attivist* a Gaza con l'ISM&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;L'International Solidarity Movement lancia un appello perchè nuov* attivist* si uniscano al nostro gruppo nella striscia di Gaza assediata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Dopo avere lasciato la striscia nel 2003 in seguito agli omicidi di Rachel Corrie e Tom Hurndall, l'ISM Gaza è rinato nel mese di agosto 2008 quando attivisti ISM ed altri volontari hanno compiuto lo storico viaggio per rompere l'assedio di Gaza a bordo della prima free-gaza boat. Da allora e per oltre 3 anni di assedio, l'ISM ha mantenuto una presenza costante a Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Gli attivisti ISM hanno rifiutato di andarsene quando Israele ha iniziato a bombardare Gaza nel dicembre 2008. Durante i 23 giorni di devastanti attacchi, essi hanno accompagnato le ambulanze e fornito essenziali testimonianze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;La vita quotidiana a Gaza è un'atroce lotta. In palese violazione del diritto internazionale, Israele impone il limite di tre miglia marine ai pescatori. La “buffer zone”, unilateralmente imposta da Israele, divora oltre un terzo delle aree agricole della striscia, quelle che si trovano lungo il confine. Regolarmente viene sparato ai contadini e talvolta vengono uccisi con la sola colpa di coltivare la propria terra all'interno dei confini di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=5063283975283462963&amp;amp;pli=1" name="result_box"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Gli attivisti di ISM Gaza accompagnano contadini e manifestanti nella buffer zone, tanto quanto i pescatori,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt; costantemente molestati dalla marina militare israeliana. All'indirizzo &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;&lt;a href="http://www.palsolidarity.org/main/category/gaza/"&gt;http://www.palsolidarity.org/main/category/gaza/&lt;/a&gt; puoi trovare video, foto e leggere i report di ISM-Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=5063283975283462963&amp;amp;pli=1" name="result_box1"&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Coloro che vogliono fare parte del gruppo ISM-Gaza dovranno frequentare un training nel paese d'origine, e devono comunicare con i volontari presenti a Gaza prima del loro arrivo. Entrare a Gaza è un processo lungo che può richiedere del tempo da trascorrere in Egitto. Tutti i volontari dell'ISM-Gaza devono accettare e rispettare i principi ISM delineati sul sito &lt;a href="http://www.palsolidarity.org/"&gt;www.palsolidarity.org&lt;/a&gt; .&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Inoltre si raccomanda:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Una  precedente esperienza di attivismo con l'ISM nella Cisgiordania  (in alternativa è necessario avere esperienza di azioni dirette  nonviolente, preferibilmente in altre parti del medio oriente.)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Comprensione  della storia della Palestina, ed una certa conoscenza dell'attuale  situazione politica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Una  conoscenza di base dell'arabo è fortemente consigliata, altrimenti  è necessario l'inglese.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Sensibilità  alla cultura locale&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Possibilità  di rimanere a Gaza per lunghi periodi di tempo (più di un mese)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Elevato  grado di autonomia ed autosufficienza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Capacità  di affrontare situazioni di stress prolungato&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Aver  sperimentato il metodo del consenso per prendere decisioni&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Per ultieriori informazioni, inerenti al corso di formazione o altro, perfavore scrivete a gazaism@gmail.com (in inglese)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-4103022406732870071?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/4103022406732870071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/aaa-cercasi-attivist.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/4103022406732870071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/4103022406732870071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/aaa-cercasi-attivist.html' title='AAA - Cercasi attivist*'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-2593966077072390892</id><published>2011-12-03T14:41:00.001+02:00</published><updated>2011-12-03T14:42:36.933+02:00</updated><title type='text'>Sequestri e spari contro i pescatori</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questo è di 3 giorni fa, ma meglio tardi che mai... &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(traduzione di Rosa Schiano e mia da un &lt;a href="http://palsolidarity.org/2011/12/israeli-navy-shoots-palestinian-fisherman-who-sued-israel-kidnaps-at-least-nine-others-in-gazan-waters/"&gt;articolo&lt;/a&gt; di Radhika Sainath)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;30 Novembre 2011 | &lt;a href="http://notesfrombehindtheblockade.wordpress.com/2011/11/30/israeli-navy-shoots-palestinian-fisherman-who-sued-israel-kidnaps-at-least-nine-others-in-gazan-waters/"&gt;Notes from Behind the Blockade&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;La marina israeliana spara a pescatori palestinesi che avevano intentato causa contro Israele, sequestrati almeno altri nove nelle acque di Gaza&lt;/b&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri la marina israeliana si è violentemente impossessata di due pescherecci palestinesi nelle acque di Gaza, sparando ad un pescatore ad un braccio, ed in conclusione costringendo almeno dieci uomini ad andare ad Ashdod, in Israele, dove sono stati interrogati per parecchie ore. Israele ha rilasciato tutti i pescatori alle due di questo mattino.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nehad Mohamed Rajab Al-Hesy, 28 anni, ha riferito che la sua imbarcazione ed altre sei stavano pescando nella stessa area alle 11.30 circa di martedì mattina quando ha improvvisamente visto cinque navi israeliane - tre grandi e due piccole - avvicinarsi alla sua barca e a quella di Omar al Habil. Racconta Al-Hesy che entrambi gli uomini avevano intentato causa contro Israele per aver distrutto i loro mezzi in passato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Gli israliani hanno detto alle altre quattro imbarcazioni di tornare a Gaza. Tutte e sei le imbarcazioni hanno cercato di raccogliere le proprie reti ma a noi lo hanno impedito. Gli israeliani ci hanno aperto il fuoco contro e mi hanno colpito all'avanbraccio. Il proiettile è entrato ed uscito dal mio braccio," ha aggiunto mostrando il suo braccio sinistro fasciato con garza bianca e bende.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La marina israeliana poi ha chiesto chi fosse il responsabile della barca e Al-Hesy ha risposto che la barca era sua.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Successivamente, la marina israeliana gli ha ordinato di togliersi i vestiti, tuffarsi in acqua e nuotare fino a raggiungere le navi israeliane, poi hanno chiesto agli altri tre - Mohamed Rajab Mohamed Al-Hesy (18 anni), Jarrimal Jehad Rajab Al-Hesy (22 anni) e Mohamed Jehad Rajab Al-Hesy (19 anni) -&amp;nbsp; di fare lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"è stata un'esperienza terribile. Una cosa spaventosa," ha detto Jarrmal, 22 anni. "Ora siamo tutti malati a causa delle acque fredde in cui ci hanno costretti a nuotare."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta sulla barca, Al-Hesy è stato bendato e le forze israeliane gli hanno legato le braccia dietro la schiena e lo hanno costretto a sedersi in una posizione dolorosa per parecchie ore. "La mia schiena, le mie spalle e il braccio a cui mi avevano sparato mi facevano malissimo", ha detto, "ma pensavo alla mia imbarcazione perchè è l'unica rendita su cui può contare la mia famiglia."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad Ashdod, le forze israeliane hanno iniziato ad interrogare Al-Hesy alle 17.00&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Perché avete infranto il limite delle tre miglia?", gli ha domandato un soldato israeliano.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Durante Oslo, ci era consentito di raggiungere le 20 miglia quindi perché non ci permettete di andare oltre le tre miglia? Queste tre miglia non sono sufficienti," ha risposto Al-Hesy.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Io non rappresento l'esercito israeliano," ha risposto il soldato, secondo Al-Hesy. "Ma voi avete qualche cosa che non va. Perché voi pescatori non vi riunite e vi rivolgete alle Nazioni Unite e non andate ai centri per i diritti umani così da poter suoerare le tre miglia?"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Successivamente il soldato ha cambiato l'argomento dell'interrotorio, chiedendo ad Al-Hesy i nomi dei poliziotti che lavorano al porto. Al termine dell'interrogatorio, fu detto a Al-Hesy che sarebbe stato rimandato a Gaza, ma lui si è rifiutato di andare senza la sua barca.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha spiegato che nel 2003, la marina israeliana prese la sua barca insieme a circa 10.000 $ di equipaggiamento. Ha detto al soldato: "Tutta la mia famiglia dipende da questa barca. Noi non possiamo vivere senza questa barca. Se non torno indietro, qui posso mangiare e bere. Se rientro senza la mia barca non avrò da mangiare."&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando Al-Hesy ha visto gli altri pescatori, ha spiegato loro che non sarebbe tornato a Gaza senza la sua barca. Gli altri pescatori si sono messi d'accordo per fare lo stesso e hanno rifiutato di salire sul pullman diretto al confine di Erez.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le forze israeliane alla fine hanno obbligato tutti i pescatori a salire sul pullman.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al-Hesy e gli altri uomini sono stati alla fine rilasciati alle 2 del mattino, ma il suo peschereccio, insieme a quello di Omar al Habil, rimane sotto custodia israeliana. Al-Hesy pesca da quando aveva 13 anni e guadagna circa 20 shekels a giorno, o 4 Euro. Egli ricorda che guadagnava 1000 shekels (200 Euro) quando Israele permetteva di pescare fino alle 20 miglia. Oltre a sostenere la ferita da proiettile ricevuta dall'esercio, Al-Hesy ha anche piaghe intorno alla caviglia destra a causa delle manette.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La causa riguardante l' incidente del 2007, in cui la marina israeliana distrusse un'altra sua imbarcazione, è ancora pendente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;"Noi pescatori non facciamo mai nulla di male. Noi non spariamo missili dalle nostre barche, noi non tocchiamo nessuno di loro, ma loro uccidono pescatori, arrestano pescatori; sequestrano così tante barche".&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-7-_j_ag_S7A/TtoX7y6gK8I/AAAAAAAAAbw/m5dKClzjMSU/s1600/radhika+pescatori.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-7-_j_ag_S7A/TtoX7y6gK8I/AAAAAAAAAbw/m5dKClzjMSU/s320/radhika+pescatori.jpg" width="313" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;(foto di Radhika Sainath) &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-2593966077072390892?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/2593966077072390892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/sequestri-e-spari-contro-i-pescatori.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2593966077072390892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2593966077072390892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/12/sequestri-e-spari-contro-i-pescatori.html' title='Sequestri e spari contro i pescatori'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-7-_j_ag_S7A/TtoX7y6gK8I/AAAAAAAAAbw/m5dKClzjMSU/s72-c/radhika+pescatori.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-1236959565046017249</id><published>2011-11-30T00:21:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T00:21:29.952+02:00</updated><title type='text'>Festa! (nella no-go zone)</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-ZLje_SbhB-U/TtVYxDL-C3I/AAAAAAAAAbo/umBaXMa97Jg/s1600/beithannoun2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="266" src="http://3.bp.blogspot.com/-ZLje_SbhB-U/TtVYxDL-C3I/AAAAAAAAAbo/umBaXMa97Jg/s400/beithannoun2.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi è la giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese, quindi oggi si festeggia. Oggi è martedì, quindi è il giorno della manifestazione settimanale al confine a Beut Hannoun, quindi la festa si fa all'interno della no-go zone, zona di morte unilateralmente imposta da Israele. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Suvvia, l'area vicino al confine è un bel posto per festeggiare! Un po' abbandonato all'aspetto, con qualche buca, qualche duna e segni di carri armati, qualche proiettile a terra... Ma in fondo, fino al 2001 era, oltre che ampiamente coltivato, un luogo dove si andava a fare i pic-nic in famiglia. Arriviamo nella no-go zone cantando. Canzoni della resistenza palestinese, irlandese ed italiana: sembra che “bella ciao”, qui, sia diventato di moda, come da noi le scarpe con scritto “nike”, solo che “bella ciao” è molto più bella e ricorda cose più iportanti della scritta “nike”. Cantando queste canzoni sembra che la nostra resistenza sia un po' più simile alla loro, quasi che ci fosse un legame, un filo che le unisce.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Andiamo a fare festa con le bandiere. Saber sostiene che le bandiere non rappresentano “l'istituzione Stato” ma la gente. Io non sono troppo convinta, ma se lo dice lui, per una volta porto una bandiera pure io (turca, però). Ci sono bandiere di tante nazioni perchè vogliamo la gente di tutti i Paesi, oggi, a fare festa con noi nella no-go zone. L'altra settimana i soldati israeliani avevano telefonato alla parte palestinese del valico di Rafah per intimarci di tornare indietro, se no avrebbero sparato. Allora questa volta, nella giornata internazionale della solidarietà con il popolo palestinese, vogliamo tutti i popoli di tutti i Paesi a fare festa con noi nella no-go zone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Facciamo festa con i palloncini, pieni di elio. Abbiamo attaccato ai palloncini dei messaggi, “no all'occupazione”, “Palestina libera”, e via dicendo, i palloncini dovrebbero portarli in alto, lontano. Però, sfortuna, i messaggi sono troppo pesanti ed i palloncini cadono ed esplodono sui cespugli secchi. Poco male, la festa continua, non è il caso di disperarsi. In tutte le feste qualche palloncino esplode, e quando fa boom tutti i bimbi si voltano sorpresi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In tutte le feste ci sono gli ornamenti, gli striscioni colorati. Nel nostro grande striscione c'è scritto: “Freedom – Justice – peace”, perchè senza pace non si fa festa, senza giustizia non c'è pace, e fino a che non saremo liberi non sarà fatta giustizia. Sullo striscione abbiamo lasciato le impronte colorate, intingendo le mani nella tempera e poi appoggiandole sulla stoffa, come farebbero dei bambini. E come i bambini, non sapevamo poi come pulirci le mani... come una bambina birichina qualcuna ha deciso di tenerla sporca per ricordo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parlando abbiamo ricordato coloro che sono rinchiusi qui a Gaza, coloro che subiscono gli effetti del muro e dell'espansione coloniale in Cisgiordania, i palestinesi discriminati nei territori del '48 ed i 9 milioni di rifugiati. “Oggi diciamo che quando è troppo è troppo è troppo è troppo. I Palestinesi sono persone come tutte le altre, anche loro hanno il diritto di vivere in libertà, pace ed uguaglianza. Israele, gli Stati Uniti e l'Europa hanno ostacolato troppo a lungo questo loro diritto.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi abbiamo cantato, giocato, colorato e parlato. Oggi abbiamo fatto festa. Pensavate che qui fossimo sempre seri e noiosi? Che qui non facessimo mai festa? E perchè? Non ditemi che vi sembra strano che anche qui a Gaza la gente desideri con tutte le sue forze di essere felice...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LI_V1fizSe4/TtVXkFipKWI/AAAAAAAAAbg/Zo_m-dUE2NA/s1600/beithannoun1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="308" src="http://1.bp.blogspot.com/-LI_V1fizSe4/TtVXkFipKWI/AAAAAAAAAbg/Zo_m-dUE2NA/s400/beithannoun1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;(le foto sono di Rosa Schiano)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-1236959565046017249?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/1236959565046017249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/festa-nella-no-go-zone.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/1236959565046017249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/1236959565046017249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/festa-nella-no-go-zone.html' title='Festa! (nella no-go zone)'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-ZLje_SbhB-U/TtVYxDL-C3I/AAAAAAAAAbo/umBaXMa97Jg/s72-c/beithannoun2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-8980452631263727113</id><published>2011-11-28T12:26:00.000+02:00</published><updated>2011-11-28T12:26:30.802+02:00</updated><title type='text'>Claudio dalla cisgiordania, terza lettera.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo la &lt;a href="http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/claudio-dalla-cisgiordania-prima.html"&gt;prima&lt;/a&gt; e la &lt;a href="http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/claudio-dalla-cisgiordania-seconda.html"&gt;seconda&lt;/a&gt; lettera, pubblico anche questa ed altre arriveranno... Sempre pensando che magari a qualcun viene voglia di fare un salto da quelle parti... &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due giorni intensissimi: rientro a Ramallah, preparandoci al venerdì; essendo in Ramadan c’è qualche manifestazione in meno, ma io sono nel gruppo che va a Nabi Saleh, il paese che è in questo momento il clou dell’azione; prendiamo posizione molto presto (alle otto siamo là), perché quasi sempre tra le nove e le dieci mettono un posto di blocco per impedire agli internazionali di accedere al paese a dare manforte. Questo paese è in cima ad una collina bellissima, con panorami sugli uliveti intorno e su alcune colline boscose. Ma purtroppo sulla collina di fronte hanno insediato uno dei villaggi illegali (per lo meno illegali per l’ONU), e da lì parte l’odio e la brama di prendersi anche questo villaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Al mattino ci riuniamo prima in una casa del paese per un caffè, poi in un’altra casa per un the; poi sotto un gelso bianco enorme, comincia l’assembramento; direi che alla fine tra gente del paese e internazionali (anche qualche israeliano) siamo arrivati a un centinaio. Sulla strada c’è chi fa collezione di lacrimogeni già sparati: c’è chi ne tiene un mucchio, chi addirittura li ha appesi come se fossero il bucato, e sono a centinaia! Di solito infatti la battaglia è dentro il paese; ma ieri no. Le camionette dell’esercito si erano riunite in due posti, ma senza salire al paese; avevano sbagliato i conti, pensando che con il ramadan ci sarebbe stata poca gente? Fatto sta che entriamo nel campo di fronte e i ragazzi del paese si fanno man mano più forti e arrivano fino a qualche decina di metri dall’esercito, e lì partono i lanci di gas lacrimogeni, anche se non particolarmente fitti; poi si vede che sulla collina di fianco si erano preparati un altro po’ di soldati; quindi anche quelli più in basso cominciano a salire; un’altra camionetta si piazza sulla strada all’entrata del paese e comincia qualche lancio di lacrimogeni. I ragazzi del paese ci chiamano per asserragliarci nella casa più alta. Ma a quel punto non si capisce più niente: dei soldati erano già dentro la casa e sparano un lacrimogeno, poi cercano di uscire, ma fuori c’è una sassaiola; sparano lacrimogeni a caso, più per proteggersi la via di fuga che altro; ne ho visto inciampare e cadere uno con una faccia spaventatissima; con tutte le loro armi non sapevano che fare….. Per una volta siamo rimasti noi padroni del paese! Qualcuno voleva inseguire i soldati, ma c’era una debolezza da ramadan.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora alcune considerazioni: come si fa a mettere in mano delle armi sofisticate a dei ragazzini sprovveduti? Cosa non potrebbe succedere se sbagliano più di quanto hanno fatto? La settimana scorsa invece c’erano dei riservisti che hanno messo il paese a soqquadro, giornalisti pestati, zaini rovesciati e sempre la minaccia che dobbiamo andarcene, perché loro la fanno diventare zona militare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per la sera invece mancavano almeno due alla casa di Sheik Jarrah, per cui ci sono andato; come ho già scritto si cerca di tenere quattro persone chissà che quei pazzi sionisti facciano qualcosa; una notte dell’ultima settimana hanno tirato secchiate di cacca e piscia sulla tenda dei nostri; ma stanotte è stata tranquilla, a parte le condizioni dove dormiamo (io su un divano sfasciato lungo un metro e 20!). Ma la signora araba ieri ci ha portato salatini e dolcetti fatti in casa: per tutti il ramadan è un periodo per mangiare cose buone. Stamattina invece il più stronzo degli israeliani è uscito a far cagare il cane (un cagnone cattivo) e voleva fargliela fare nel giardinetto dove abbiamo la tenda; mi sono incazzato e per fortuna il cane ha dato retta a me ed è uscito in strada! Sheik Jarrah è un enorme quartiere a Gerusalemme Est, fatto di palazzoni, compreso quello dell’ONU, in mezzo a cui c’è una depressione; qui nel ’48 furono costruite delle case per i rifugiati cacciati da israele: per cui i palestinesi non sono proprietari e ogni scusa per buttarli fuori è buona; se una casa viene lasciata vuota, anche solo per andare a trovare amici, viene occupata dai sionisti che sembrano in giro come se fossero a caccia.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-8980452631263727113?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/8980452631263727113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/claudio-dalla-cisgiordania-terza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8980452631263727113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8980452631263727113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/claudio-dalla-cisgiordania-terza.html' title='Claudio dalla cisgiordania, terza lettera.'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7597305786392754302</id><published>2011-11-27T13:24:00.001+02:00</published><updated>2011-11-27T14:17:58.191+02:00</updated><title type='text'>Due giorni seminando grano</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 23 ed il 25 Novembre sono stati coltivati 3 terreni al limite della no-go zone unilateralmente imposta da Israele. Tutte le terre si trovano tra i 250 ed i 400 metri dal confine, nel governoratorato di Khan Younis.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 23 novembre sono stati coltivati almeno 2 dunam in due diversi appezzamenti, nella zona anNajjar, villaggio di Khuza'a. Il primo terreno appartiene a Raji Radwan, si trova tra i 300 ed i 400 metri dal confine, e non è stato coltivato negli ultimi 6 anni. I lavori sono iniziati alle 10 del mattino, due contadini portavano il grano in due secchi neri e lo lanciavano a manciate su un terreno violentato dai bulldozer e carri armati israeliani. Seminavano camminando tra i solchi e le buche create dalle forze di occupazione, dove faceva capolino qui e li qualche cespuglio secco. Ciascuno dei due era accompagnato da un attivista internazionale. Un altro contadino stava sul trattore, insieme a due attivisti internazionali, ed arava e livellava il fertile terreno fino per sei anni inutilizzato. In tutto, nell'area, erano presenti 3 contadini, 4 attivisti internazionali e 2 attivisti palestinesi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Finita questa prima terra a 200 metri di distanza anche Walid AnNajar ha coltivato nello stesso modo un terreno ugualmente rovinato dai mezzi militari. Al di la del confine due jeep si sono avvicinate all'avanposto, alla torretta di controllo. Da li le forze di occupazione hanno sparato 2 colpi in aria, quando ormai il terreno era stato seminato e quasi completamente arato. Ce ne siamo andati a lavoro quasi finito, torneremo quando sarà il tempo della raccolta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 25 novembre invece è stato coltivato un terreno di almeno un dunam nel villaggio di Faraheen. Esso si trovava ad una distanza compresa tra i 250 ed i 350 metri dal confine, apparteneva a Yusef Aburjela ed in esso, all'arrivo del contadino e degli attivisti si trovavano 7 cani. Le forze armate israeliane, talvolta, usano animali inconsapevoli per i loro fini immorali: come lanciano cinghiali contro le coltivazioni palestinesi nella valle del Giordano, liberano branchi di cani nella zone di confine all'interno del territorio di Gaza per terrorizzare i palestinesi che si trovano nelle vicinanze. Questi branchi di cani randagi sono addestrati ad inseguire chiunque cammini a passo sostenuto: Yusef Aburjela stava muovendosi velocemente verso il sacco del grano per riempire il suo secchio quando il branco di cani ha cominciato a correre verso di lui. Allora il trattore si è mosso ed i cani sono indietreggiati impauriti: sono rimasti a debita distanza per tutto il tempo dei lavori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 35% delle aree coltivabili di Gaza si trovano in un'area ad alto  rischio o addirittura nella no-go zone, fascia di terreno in cui  l'accesso è unilateralmente proibito dai soldati israeliani ai  palestinesi. In queste zone prima dell'ultima intifada venivano  coltivati ulivi e limoni, oggi rimangono incolte e segnate dal passaggio  dei mezzi militari israeliani. Questo, però, non limita la voglia dei  contadini di tornare alla loro terra per poterla coltivare e perchè  possa dare frutto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GlGt_Ip1zxw/TtIezcF0GrI/AAAAAAAAAbQ/uq4PBn16viE/s1600/cani+faraheen.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="186" src="http://2.bp.blogspot.com/-GlGt_Ip1zxw/TtIezcF0GrI/AAAAAAAAAbQ/uq4PBn16viE/s400/cani+faraheen.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-FEabmiklj3o/TtIe7JzKiHI/AAAAAAAAAbY/DnQ0BRrPbXs/s1600/trattoreFaraheen.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="177" src="http://3.bp.blogspot.com/-FEabmiklj3o/TtIe7JzKiHI/AAAAAAAAAbY/DnQ0BRrPbXs/s400/trattoreFaraheen.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;(grazie a Rosa Schiano per le foto)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7597305786392754302?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7597305786392754302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/due-giorni-seminando-grano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7597305786392754302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7597305786392754302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/due-giorni-seminando-grano.html' title='Due giorni seminando grano'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GlGt_Ip1zxw/TtIezcF0GrI/AAAAAAAAAbQ/uq4PBn16viE/s72-c/cani+faraheen.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7789694267037797666</id><published>2011-11-26T14:29:00.000+02:00</published><updated>2011-11-26T14:29:36.284+02:00</updated><title type='text'>fuori l'apartheid dal menù!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;          &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm }  A:link { so-language: zxx } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ricevo e pubblico:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Fuori l'Apartheid dal menù!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Giornata europea d'azione contro gli esportatori israeliani di prodotti agricoli&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;26 novembre 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Palestina occupata, 11 novembre 2011 – L'esportazione di prodotti agricoli israeliani è il cuore del regime d'apartheid di Israele sul popolo palestinese. Si tratta di una componente fondamentale del processo di colonizzazione e distruzione ambientale della terra palestinese, del furto dell'acqua, e della violazione dei diritti dei lavoratori palestinesi. [1] Per decenni, le aziende agricole e le piantagioni israeliane hanno sfruttato le terre illegalmente espropriate ai palestinesi e l'acqua che di diritto appartiene ai palestinesi. [2] Ci&lt;span style="font-family: DejaVu Sans;"&gt;ٍ &lt;/span&gt;è più pronunciato nell'area della Valle del Giordano dei territori palestinesi occupati. L'Europa è il più grande mercato per i prodotti agricoli israeliani. [3]&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La società israeliana Mehadrin, insieme a tutti gli esportatori agricoli israeliani, traggono profitti dalla vendita di frutti d'apartheid israeliana e sono spesso essi stessi direttamente coinvolti nella colonizzazione della terra e delle risorse palestinesi e nello sfruttamento dei lavoratori palestinesi. [5] Denunciare la complicità di queste aziende, sviluppare campagne di boicottaggio dei loro prodotti e fare pressioni sui grossisti e rivenditori affinché non li commercializzino sono forme efficaci e vitali di solidarietà con la lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'uguaglianza.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;La campagna europea contro l'Agrexco, che prima era il principale esportatore agricolo di Israele, è stata un successo importante e uno dei principali fattori alla base della crisi finanziaria della stessa società. [4] Campagne che combinino azioni BDS popolari, comunicazione ai media e iniziative di pressione hanno condotto diversi supermercati europei a sviluppare politiche che, a loro dire, impediscono la vendita di prodotti provenienti dagli insediamenti. Ora è il momento per una nuova fase della campagna: agire contro tutti gli esportatori israeliani di prodotti agricoli per assicurare che non possano più vendere i loro prodotti dell'apartheid in Europa.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Questo novembre, il Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC), la più ampia coalizione della società civile palestinese, si unisce ai suoi partner in Europa invitando organizzazioni di solidarietà con la Palestina, sindacati, ONG, e persone di coscienza in tutta Europa a partecipare a "Fuori l'Apartheid dal menù!", una giornata europea d'azione contro gli esportatori israeliani di prodotti agricoli.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Azioni creative e popolari contribuiranno a rafforzare la campagna di boicottaggio dei consumatori di prodotti israeliani e a lanciare e sviluppare campagne strategiche, ben pianificate e a lungo termine nei confronti di Mehadrin e altri esportatori israeliani di prodotti agricoli che sono al centro dell'occupazione, del colonialismo e dell'apartheid israeliani.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Fuori l'Apartheid dal menù!&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Iniziative in Italia per il 26 novembre:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Roma:&lt;/b&gt; partecipazione alla manifestazione nazionale &lt;i&gt;Per l’acqua, i beni comuni e la democrazia&lt;/i&gt;, con teatro di strada sul furto d'acqua in Palestina.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.acquabenecomune.org/" target="_blank"&gt;http://www.acquabenecomune.org/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Contatti: &lt;a href="mailto:stopagrexcoroma@gmail.com" target="_blank"&gt;stopagrexcoroma@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Bulciago:&lt;/b&gt; Convegno nazionale Pax Christi, &lt;i&gt;ASSETATI DI GIUSTIZIA, acqua e vite rubate da Gaza alla Valle del Giordano, ricordando Vittorio Arrigoni&lt;/i&gt;.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.bocchescucite.org/?p=15826" target="_blank"&gt;http://www.bocchescucite.org/?p=15826&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Contatti: &lt;a href="mailto:assetatidigiustizia@gmail.com" target="_blank"&gt;assetatidigiustizia@gmail.com&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;[1]Ma’an Development Centre and Jordan Valley Popular Committees, Eye on the Jordan Valley&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.maan-ctr.org/pdfs/Eyeon%20theJVReportFinal.pdf" target="_blank"&gt;http://www.maan-ctr.org/pdfs/Eyeon%20theJVReportFinal.pdf&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;[2] Amnesty International, Thirsting for Justice: Palestinian Access to Water &lt;a href="http://www.amnesty.org/en/library/info/MDE15/028/2009/en" target="_blank"&gt;http://www.amnesty.org/en/library/info/MDE15/028/2009/en&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma’an Development Centre, Draining Away: The Water and Sanitation Crisis in the Jordan Valley&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.maan-ctr.org/pdfs/WateReport.pdf" target="_blank"&gt;http://www.maan-ctr.org/pdfs/WateReport.pdf&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;[3] OECD, OECD 2010 Review of agricultural policies: Israel, p.50&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;[4] Shir Hever, Why did Agrexco go bankrupt?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.jnews.org.uk/commentary/why-did-agrexco-go-bankrupt" target="_blank"&gt;http://www.jnews.org.uk/commentary/why-did-agrexco-go-bankrupt&lt;/a&gt; &amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;[5] A seguito del collasso dell'Agrexco, Mehadrin è ora il più grande esportare isareliano di prodotti agricoli. Per maggiori informazioni su Mehadrin, vedete&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://whoprofits.org/Company%20Info.php?id=967" target="_blank"&gt;http://whoprofits.org/Company%20Info.php?id=967&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Per informazioni dettagliate sulla complicità di tutti i principali esportatori israeliani di prodotti agricoli, vedete:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Targeting Israeli Apartheid: a BDS Handbook by Corporate Watch &lt;a href="http://www.corporatewatch.org/?lid=4103" target="_blank"&gt;http://www.corporatewatch.org/?lid=4103&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;oppure il database Who Profits, gestito dalla Coalizione delle donne per la pace - Israele: &lt;a href="http://whoprofits.org/Search%20Results.php?search_companyName=&amp;amp;sStr=&amp;amp;search_involve=&amp;amp;search_industry=496&amp;amp;search_location=&amp;amp;search_globalPresence=%20&amp;amp;search_settlement=&amp;amp;search_traded=&amp;amp;search_revenue=&amp;amp;search_revenueto" target="_blank"&gt;http://whoprofits.org/Search%20Results.php?search_companyName=&amp;amp;sStr=&amp;amp;search_involve=&amp;amp;search_industry=496&amp;amp;search_location=&amp;amp;search_globalPresence=%20&amp;amp;search_settlement=&amp;amp;search_traded=&amp;amp;search_revenue=&amp;amp;search_revenueto&lt;/a&gt; =&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fonte: Comitato Nazionale Palestinese per il BDS (BNC) &lt;a href="http://www.bdsmovement.net/2011/take-apartheid-off-the-menu-8313" target="_blank"&gt;http://www.bdsmovement.net/2011/take-apartheid-off-the-menu-8313&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;Traduzione a cura di Stop Agrexco Italia, &lt;a href="http://www.stopagrexcoitalia.org/" target="_blank"&gt;www.stopagrexcoitalia.org&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7789694267037797666?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7789694267037797666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/fuori-lapartheid-dal-menu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7789694267037797666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7789694267037797666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/fuori-lapartheid-dal-menu.html' title='fuori l&apos;apartheid dal menù!'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7839311494505659431</id><published>2011-11-18T20:27:00.000+02:00</published><updated>2011-11-18T20:27:35.103+02:00</updated><title type='text'>Farming action in Khuza'a</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Un vecchio e un bambino si preser per mano &lt;br /&gt;e andarono insieme incontro alla sera; &lt;br /&gt;la polvere rossa si alzava lontano &lt;br /&gt;e il sole brillava di luce non vera... &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=5063283975283462963&amp;amp;postID=7839311494505659431" name="notifications"&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-size: small;"&gt;Abu Khaled cammina a piedi scalzi su un terreno che non coltivava da cinque anni, porta il vestito lungo tradizionale e una kufyah in testa. Ogni due passi le sue vecchie mani lanciano una manciata di grano, cammina fino alla fine del campo, e poi torna indietro. Non dice una parola, e non perde mai il ritmo. I chicchi cadono sul terreno arido, sui cespugli secchi, su tumuli di terra e fosse. I piedi nudi e callosi non fanno caso alle spine e alle pietre, sembra che attraverso di essi ristabilisca un contatto perduto con la terra. La sua terra. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Finito questo lavoro si ferma e si guarda attorno malinconico, osservando il confine e la torretta di controllo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-mAu0CfZn11I/Tsaa5lxWj7I/AAAAAAAAAbA/W0spGGAos-8/s1600/P8020218.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-mAu0CfZn11I/Tsaa5lxWj7I/AAAAAAAAAbA/W0spGGAos-8/s320/P8020218.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L' immensa pianura sembrava arrivare &lt;br /&gt;fin dove l'occhio di un uomo poteva guardare &lt;br /&gt;e tutto d' intorno non c'era nessuno: &lt;br /&gt;solo il tetro contorno di torri di fumo..&lt;/span&gt;. &lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Qui, fino al 2001, c'erano ulivi, aranci e limoni, le famiglie venivano a fare i pic-nic, a stare insieme nel verde. Le ultime case sono state distrutte durante l'attacco israeliano chiamato piombo fuso, e da allora molte poche persone osano metterci piede. Ci troviamo vicino alla strada in cui dieci giorni fa i soldati sionisti hanno sparato senza preavviso in direzione mia e di Radhika, e soprattutto in direzione di alcuni bambini del posto che stavano tranquillamente camminando. I campi sono esattamente in mezzo tra il confine e quella strada.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A poche centinaia di metri verso nord ha avuto luogo l'omicidio di Roya'a AnNajjar, che durante piombo fuso è stata freddata mentre usciva dalla sua casa con una bandiera bianca dopo decine di ore d'assedio, nella stessa occasione è stato ucciso Mahmud e ferita Jasmeen, sempre della stessa famiglia. Poche centinaia di metri a sud si trova la scuola superiore di Khuza'a, crivellata dai colpi di arma da fuoco dell'esercito israeliano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;I due camminavano, il giorno cadeva, &lt;br /&gt;il vecchio parlava e piano piangeva: &lt;br /&gt;con l' anima assente, con gli occhi bagnati, &lt;br /&gt;seguiva il ricordo di miti passati...&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Due vecchi, accovacciati, stanno in silenzio ed osservano un po' il trattore ed un po' la terra brulla attorno. Non so cosa pensano e non riesco ad immaginarlo, posso percepire, da estranea, il loro attaccamento alla terra, posso tirare a indovinare i loro ricordi. Questo luogo è veramente molto vicino al confine, al limite dei 300 metri unilateralmente imposti da israele come no-go zone. La gente qui dice che possono raggiungere questo terreno perchè noi siamo con loro, io non so se è vero, perchè so -e lo sanno anche loro- che la nostra presenza qui non porta a loro alcuna garanzia, anche per alcuni di noi ISM è la prima volta che ci si reca così vicino al confine.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Poichè si sentono protetti, anche se è venerdì -giorno di festa- diversi abitanti di Khuza'a arrivano qui. Una donna anziana vuole piantare dei piselli. No, le spiegano gli altri contadini, questo non è un buon posto per i piselli, qui si può piantare solo il grano, i piselli bisogna annaffiarli ed hanno bisogno di cure, non si può piantare i piselli in un posto dove non si riesce a tornare spesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;I vecchi subiscon le ingiurie degli anni, &lt;br /&gt;non sanno distinguere il vero dai sogni, &lt;br /&gt;i vecchi non sanno, nel loro pensiero, &lt;br /&gt;distinguer nei sogni il falso dal vero... &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Uno di noi sta sul trattore, per fornire quel poco di protezione al contadino che lo guida: anche io mi siedo su un parafango in ferro delle grosse ruote dietro, ci sono dei pali dove posso aggrapparmi, ed essi sono essanziali perchè, in cinque anni di abbandono, i bulldozer israeliani hanno creato profende dune e solchi, il trattore si inclina pericolosamente a destra e sinistra, e c'è il rischio di cadere. Non solo le forze di occupazione impediscono ai contadini di avvicinarsi, ma rendono il terreno talmente dissestato che diventa difficile ararlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span id="goog_83391617"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="goog_83391618"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;e in questa pianura, fin dove si perde, &lt;br /&gt;crescevano gli alberi e tutto era verde, &lt;br /&gt;cadeva la pioggia, segnavano i soli &lt;br /&gt;il ritmo dell' uomo e delle stagioni..."&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Alcuni di noi dicevano che di sicuro oggi avrebbero sparato, certamente non sarebbe stata una novità, ma i soldati di la, per qualche imperscrutabile ragione, non hanno sparato. E se non sparano qui si coltiva. Si fa crescere il grano, che poi diventa farina, e poi diventa pane...buon pane arabo integrale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;E il vecchio diceva, guardando lontano: &lt;br /&gt;"Immagina questo coperto di grano, &lt;br /&gt;immagina i frutti e immagina i fiori &lt;br /&gt;e pensa alle voci e pensa ai colori &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Questa volta, perfortuna, i soldati non hanno sparato nemmeno un colpo. Questa volta è stato possibile seminare ed arare. Questa volta. Dieci giorni fa, appunto, hanno sparato a dei bambini che camminavano sulla strada qui vicino. Per ricordare che quando vogliono, sparano. Quando vogliono loro, una volta ogni cento, perchè ce lo ricordiamo per tutte le altre 99 volte in cui scelgono di on sparare. La convinzione di questi contadini che la nostra presenza abbia tenuto a bada le forze di occupazione non fa cambiare il loro stato di costante incertezza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Abbiamo chiesto a Taragi, la coordinatrice locale, cosa pensasse di oggi. Ha risposto: “Mumtaz!” (perfetto!). I contadini, dal canto loro, non finivano più di ringraziare e di mostrare la loro gioia. Hanno però fatto notare di avere bisogno di una mano anche dopo, vorrebbero degli internazionali anche ad aprile, quando si raccoglie in grano. Qualche volontario?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il bimbo ristette, lo sguardo era triste, &lt;br /&gt;e gli occhi guardavano cose mai viste &lt;br /&gt;e poi disse al vecchio con voce sognante: &lt;br /&gt;"Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zCT8dKf-36U/TsafeJXeW_I/AAAAAAAAAbI/I6y9m8JyQ9Q/s1600/silvia2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-zCT8dKf-36U/TsafeJXeW_I/AAAAAAAAAbI/I6y9m8JyQ9Q/s320/silvia2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il lavoro finito - foto grazie a welshingaza!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;(qui internet adesso è veramente troppo lento per caricare altre foto, domani o stasera ne avrete delle altre...) &lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7839311494505659431?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7839311494505659431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/farming-action-in-khuzaa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7839311494505659431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7839311494505659431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/farming-action-in-khuzaa.html' title='Farming action in Khuza&apos;a'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-mAu0CfZn11I/Tsaa5lxWj7I/AAAAAAAAAbA/W0spGGAos-8/s72-c/P8020218.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7500425438325550444</id><published>2011-11-17T17:37:00.000+02:00</published><updated>2011-11-17T17:37:11.991+02:00</updated><title type='text'>3 video...</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Oggi vi lascio con un paio di video. In inglese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono di una poetessa palestinese che si chiama Rafeef Ziadh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;I am an arab women of color&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/ILhE0atQKCQ/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ILhE0atQKCQ&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/ILhE0atQKCQ&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Montreal subway&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/RHxBgFDQGc8/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RHxBgFDQGc8&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/RHxBgFDQGc8&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;E forse il più toccante di tutti, "We teach life, sir!"&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/aKucPh9xHtM/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/aKucPh9xHtM&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/aKucPh9xHtM&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Il pezzo è stato scritto durante piombo fuso. "La mattina uno dei giornalisti ma ha chiesto: non pensi che tutto si metterebbe a posto se solo smettessi di insegnare ai tuoi bambini di odiare?"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;[...]&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;"Vorrei solo poter correre in ogni campo profughi e tenere in braccio ogni bambino e coprire le loro orecchie così che non debbano sentire il suono delle bombe per il resto della loro vita come me. Oggi il mio corpo era un massacro televisivo, e lasciami dire che non c'è nulla che le tue risoluzioni ONU abbiano mai fatto riguardo questo. E non c'è nessun sound bite (citazione audio), non importa quanto buono possa essere il mio inglese, nessun sound bite li portarà in vita, nessun sound bite rimedierà a tutto questo. Noi insegnamo la vita, signore. Noi palestinesi ci svegliamo ogni mattina per insegnare al resto del mondo la vita, signore!"&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7500425438325550444?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7500425438325550444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/3-video.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7500425438325550444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7500425438325550444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/3-video.html' title='3 video...'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-4943304823500853358</id><published>2011-11-13T21:24:00.000+02:00</published><updated>2011-11-13T21:24:14.941+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;&lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Autobus.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Quanti autobus abbiamo preso in vita nostra?  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gli autobus tornando da scuola...o andando a scuola, la mattina presto.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gli autobus superaffollati durante una pioggia torrenziale, con l'ombrello gocciolante ed i sedili tutti occupati.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Gli autobus in cui è sempre buona educazione lasciare il posto alla vecchina.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Autobus.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tutti conosciamo gli autobus, no?&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E sugli autobus, ovvio, possono salire tutti. Basta avere il biglietto...qualche volta anche senza.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Vi dirò una cosa, che è talmente ovvia che in molti non la sanno. Non è vero che ovunque tutti possono salire sugli autobus. Ci sono luoghi dove alcuni autobus, i più veloci ed i più comodi, sono riservati alle persone di una sola etinia. No, non sto parlando del sudafrica dell'apartheid, e nemmeno del sud degli Stati Uniti al tempo del Ku Klux Klan.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In Palestina ci sono autobus riservati ai coloni, che sono diretti alle colonie illegali, e sui quali ai palestinesi è proibito salire. Sulle strade percorse da questi autobus è proibito l'accesso, a piedi o con altri mezzi, ai palestinesi. Queste sono le strade che tagliano a pezzetti la Palestina, in particolare la Cisgiordania, e che, poiché appunto non possono essere attraversate, rendono difficile a parenti di villaggi vicini di incontrarsi.  &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Negli Stati Uniti, nei primi anni '60, c'è stato il movimento dei “freedom riders”. Neri che volevano avere il diritto di sedersi nei posti riservati ai bianchi. La protesta nonviolenta è stata violentemente aggredita da componenti del Ku Klux Klan. Il 15 di Novembre alcuni palestinesi chiederanno il loro diritto di salire sugli autobus che gli ebrei israeliani usano per entrare nelle colonie illegali. Partiranno dalla Cisgiordania per arrivare a Gerusalemme, città il cui accesso è proibito a molti.  &lt;/div&gt;&lt;div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nell'effettuare questa azione i palestinesi non accettano la discriminazione degli autobus di coloni,  l'infrastruttura che li serve è illegale tanto quanto le colonie e deve essere smantellata. Come parte della loro lotta per la libertà, giustizia e dignità, i palestinesi chiedono la possibilità di viaggiare liberamente sulle proprie strade, sulla propria terra, compreso il diritto di recarsi a Gerusalemme.&lt;/div&gt;&lt;div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/--CFyIc7rD0U/TsATynXOWpI/AAAAAAAAAa4/KOrnidgx7C0/s1600/fumetto.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/--CFyIc7rD0U/TsATynXOWpI/AAAAAAAAAa4/KOrnidgx7C0/s1600/fumetto.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://theonlydemocracy.org/wp-content/uploads/2011/11/Freedom-Ride-Solidarity-Toolkit.pdf"&gt;&amp;nbsp;Qui&lt;/a&gt; il kit dell'attivista. &lt;a href="http://theonlydemocracy.org/wp-content/uploads/2011/11/FreedomRide.mp3"&gt;Qui&lt;/a&gt; la canzone. &lt;a href="http://palsolidarity.org/2011/11/palestinian-freedom-riders-to-ride-settler-buses-to-jerusalem/"&gt;Qui&lt;/a&gt; un'altra spiegazione in proposito&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-4943304823500853358?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/4943304823500853358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/autobus.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/4943304823500853358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/4943304823500853358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/autobus.html' title=''/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/--CFyIc7rD0U/TsATynXOWpI/AAAAAAAAAa4/KOrnidgx7C0/s72-c/fumetto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-6663705126951036447</id><published>2011-11-12T16:07:00.000+02:00</published><updated>2011-11-12T16:07:32.219+02:00</updated><title type='text'>Claudio dalla cisgiordania, seconda lettera.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;i&gt;Sempre da &lt;a href="http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/claudio-dalla-cisgiordania-prima.html"&gt;Claudio&lt;/a&gt;, sempre a raccontare della Cisgiordania...sempre sperando che vi venga voglia di andarci!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Domenica ho lasciato Ramallah, in qualche modo la capitale amministrativa palestinese, per spostarmi a Hebron. Già il viaggio è estenuante, perché il bus continua a cambiare strada per evitare i check point; quindi sale e scende attraverso colline che sembrano le nostre: ulivi, vigneti (uva da tavola, ma abbastanza bassa), prugne, pomodori. E’ interessante che nonostante la siccità (non piove da mesi) e nonostante quanti fumatori ci siano, non ci sono incendi in giro: è evidente che i nostri sono sempre dolosi…..&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Arrivo così a Hebron città di storia antichissima: tanto per accennarne una  la moschea contiene i resti sepolcrali dei patriarchi (da Abramo in poi); quindi la vogliono tutti: per cui ora gli arabi per entrare nella moschea (controllano l’ottanta per cento della costruzione, contro il 20 per cento degli ebrei) devono passare due check point.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri sera ero lì con un altro e vedevamo benissimo che i soldati si divertivano a far bloccare ogni tanto la girandola da cui si deve passare prima del metal detector; il sopruso è continuo. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il mercato si svolge su tanti vicoli come tutti i suq arabi, ma qui c’è una zona in cui sopra le botteghe degli arabi si affacciano case di israeliani, i quali si divertono a lanciare sassi, munnizza…… quindi ci sono griglie di protezione, ma come è successo a me ci hanno bombardato con getti d’acqua. Pochi passi dopo trovo una pattuglia (presidiano con i fucili spianati anche il mercato): “ci hanno tirato acqua, perché non difendete la gente?”; era come se avessi parlato ad un muro :“via via”  Tutti questi soldatini hanno un solo pallino: tenere il grilletto pronto, come dovesse sempre comparire un “terrorista” e come lo riconoscerebbero? Solo dopo morto, come l’altra mattina con i due ragazzi di Qalandia….&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo giorno siamo andati a trovare una famiglia che abita nel vicolo; qualche mese fa gli hanno tirato in casa una bomba sonora, che causa scoppi rumorosissimi se all’aperto, ma in casa è distruttiva; una signora che stava finendo la gravidanza ha perso il bambino, e anche lì non c’è modo di andare ad avere riconosciuto qualcosa dallo stato.  In  un’altra casa dove siamo andati ci hanno mostrato una stanza superiore dove durante la seconda intifada i soldati sono entrati dal tetto e hanno dato fuoco: sono morti due bambini; sempre raccontando di quel periodo un ragazzo che ora lavora con noi dice che di una classe di 30 ha perso 12 compagni!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora per lo meno non si muore come prima, anche se l’assedio dei militari è dovunque. I coloni a Hebron sono  circa quattrocento, ma per loro ci sono almeno tremila militari. Non solo gli israeliani hanno un po’ di case, ma anche fanno delle zone cuscinetto che aumentano le loro zone “di sicurezza”, cacciando la gente.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un uomo inglese che è venuto con ISM qualche anno fa è ora sposato qui e ieri ci ha guidato su una delle colline contese, dove abita anche lui: la terra ha i soliti problemi, a voi no, ma anche a noi no, per cui ieri ho visto zone di ulivi secolari intorno al “pozzo di abramo” rinsecchiti…. Una tristezza spaventosa. Nel terreno sotto una casa palestinese tutti i mercoledì si riuniscono provocatoriamente a leggere passi della Torah; e noi ci siamo messi provocatoriamente ad accerchiarli! Poi ogni spesso arrivano autobus di pellegrini a rinforzare; altrimenti la parte israeliana sembra veramente un mortorio, soprattutto se confrontato con l’allegria degli arabi. Le case degli arabi sono anche nella parte controllata da Israele, anche il cimitero è lì, ma gli arabi vi possono accedere solo a piedi e via check point. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora il ramadan cambia molte abitudini: siccome le ore dei pasti sono rigorose, 4 e 40 di notte e 19 e 40 di sera, di pomeriggio le botteghe cominciano a chiudere e tutti fanno la spesa e corrono a preparare la cena; il mercato che è sempre aperto e vivo fino almeno alle nove, ora è deserto alle 7; ieri anche io e un ragazzo che era con me siamo andati ad una cena di ramadan: riso e lenticchie, melanzane ripiene, yogurt e cetrioli, qualche salsina, datteri  e dolci. Quando di giorno dico a qualcuno che (alcuni di noi) siamo di ramadan, sono molto contenti; è una forma di condivisione di un fatto culturale, che accomuna tutti, indipendentemente dalla fede religiosa; e sperimenti l’autocontrollo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lunedì siamo andati a Betlemme, a vedere il “Aida camp”; un insediamento di profughi che risale al ’48; ormai è un paese, con anche il suo centro culturale: vi passano centinaia di ragazzi, con anche un teatro che è stato in giro per l’europa; musica, pittura ed altro; ci hanno mostrato due CD con le loro attività.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E già che ero lì ho fatto un bel giro alla basilica della natività e alle attività in giro. Era l’orario delle due, con poca gente in giro; suggestiva la grotta sotto la basilica, anche qui con la condivisione tra religioni: cristiani, ortodossi  e ebrei. Siccome giro con la kefiah a turbante c’è chi mi chiama: allora sei dei nostri! Lì c’è stato il primo che mi ha offerto limonata fresca, che gli ho rifiutato per il ramadan e mi faceva una gran festa; produzione di souvenir: una sacra famiglia in legno di ulivo, ma con davanti un muro!!!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-6663705126951036447?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/6663705126951036447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/claudio-dalla-cisgiordania-seconda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6663705126951036447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6663705126951036447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/claudio-dalla-cisgiordania-seconda.html' title='Claudio dalla cisgiordania, seconda lettera.'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-6854674759495690437</id><published>2011-11-09T23:23:00.001+02:00</published><updated>2011-11-09T23:41:11.908+02:00</updated><title type='text'>Due luoghi fratelli</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;luoghi fratelli&lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt;&lt;/style&gt;          &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Vi racconterò di due luoghi, questa sera. Due luoghi lontani, ma sorprendentemente simili. Due luoghi simili, ma non identici. Due luoghi fratelli, per cui la causa del problema è simile, e che, in un certo senso, possono essere quasi confusi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Nel primo di questi luoghi i contadini non possono raggiungere i loro campi. L'esercito ha recintato un'area, che prima apparteneva ai contadini, e non permettono a nessuno di avvicinarsi. Spendono montagne di soldi per questo. Pensate che sono arrivati al punto di costruire un &lt;a href="http://www.notav.info/top/oltre-il-muro-una-valle-che-resiste/"&gt;muro&lt;/a&gt;, per recintare territori che prima erano accessibili ed ora non lo sono più. Se ci si avvicina troppo l'esercito o la polizia lanciano i lacrimogeni, l'uva è contaminata, come le mele. Il raccolto della lavanda, quest'anno, è andato male perchè chi doveva prendersene cura non è potuto arrivare alle piante. Si sta pensando di chiamare quel territorio “area di interesse strategico”, per potere arrestare chiunque vi si rechi. Tutto questo per dare la possibilità a pochi ricchi di costruire all'interno dell'area recintata. E chi si oppone a tutto questo viene chiamato “terrorista”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Nel secondo luogo coloro che detengono il potere stanno costruendo un treno ad alta velocità. Il &lt;a href="http://stopthattrain.org/"&gt;treno&lt;/a&gt; procura inquinamento acustico e deturpamento del paesaggio. Passa vicino a due villaggi in cui il terreno agricolo è già stato ridotto in passato a causa del muro dell'annessione. &lt;i&gt;Con questo  nuovo treno ancora altra terra andrà persa, alcuna per via delle costruzioni, altra per il tracciato  attuale della ferrovia, altra ancora – così come temono i residenti – resterà inaccessibile ai contadini  per “ragioni di sicurezza”, vietando l’acceso alle aree agricole più vicine al tracciato del treno&lt;/i&gt;.  In un altro villaggio affetto da questa linea ad alta velocità &lt;i&gt;si stima che circa 90/100 famiglie saranno danneggiate dall’impossibilità di coltivare la terra vicino all’area stabilita per la costruzione della ferrovia. Ma le stime sono solo presunte, dal momento che il Consiglio del  villaggio non ha ricevuto progetti di pianificazione ufficiali né notifiche formali di alcun tipo.&lt;/i&gt;  I progetti non sono mai stati ufficialmente consegnati. (il corsivo sono citazioni da &lt;a href="http://stopthattrain.org/?page_id=318"&gt;qui&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Il primo luogo descritto è la val di Susa, provincia di Torino, Italia. Il villaggi di cui si parla nel secondo luogo sono Beit Surik e Beit Iksa , Cisgiordania. Il primo progetto è la Tav-Tac Torino-Lyone, mentre il secondo è la linea ferroviaria ad alta velocità A1 tra Tel Aviv e Gerusalemme, progetto in cui è fortemente coinvolta l'italiana Pizzarotti (con sede a Parma).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Se qualcun* li ha confusi, significa che la Palestina è molto più vicina di quello che pensiamo. Le "closed military areas" somigliano molto alle "aree d'interesse strategico". I treni ad alta veloctà portano più velocemente di tutto ingiustizia. Non fraintendetemi, la Palestina non è la Valsusa. Non sono la stessa cosa, la sofferenza non è uguale. Ma è chiaro che, in effetti, entrembe le situazioni sono create da chi ha il potere contro chi il potere non ce l'ha.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;A legare questi due luoghi, in più, c'è un albero. Un ulivo, nato a Khuza'a, nella striscia di Gaza. Un ulivo che i ragazzi del villaggio volevano andasse agli italiani, alla gente di Vittorio. Un ulivo, nato a Khuza'a, che sta crescendo a Bussoleno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Perchè la vostra lotta è la nostra lotta. Le vostre vittorie sono le nostre vittorie. La vostra libertà è la nostra libertà. E la nostra terra, non è poi così diversa dalla vostra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TX2x6FUroSM/TrrqNW5PcFI/AAAAAAAAAaw/CVAkBwFPyls/s1600/DSCF4450.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-TX2x6FUroSM/TrrqNW5PcFI/AAAAAAAAAaw/CVAkBwFPyls/s400/DSCF4450.JPG" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Dal sito della freedom flotilla:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;BOICOTTA ISRAELE – BOICOTTA PIZZAROTTI – BOICOTTA IL MURO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRESIDIO A MILANO, Piazzale Cadorna&lt;br /&gt;Venerdì 11 novembre · 18.00 – 21.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella settimana internazionale contro il Muro, un presidio contro le politiche di guerra e razzismo di Israele. Contro l’assedio a Gaza e della Cisgiordania, ancora sotto attacco dalle nuove Colonie promesse da Peres e Nethanyau. L’ONU le definisce illegali? e loro, da grande potenza (non) democratica quale sono, ne costruiscono di nuove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ONU definisce queste colonie ILLEGALI&lt;br /&gt;ISRAELE, da grande potenza (non democratica) quale è, NE COSTRUISCE DELLE NUOVE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insieme alla TAV, che in Israele si farà con la partecipazione dell’azienda Pizzarotti, parmense, la stessa che ha vinto gli appalti per Dal Molin, TAV in Piemonte, e ponte sullo stretto. Inutile dire che anche la TAV israeliana porterà a nuove espropriazioni di terre palestinesi, a nuove parti di muro da costruire, a nuove negazioni di diritti e di vita…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-6854674759495690437?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/6854674759495690437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/vi-raccontero-di-due-luoghi-questa-sera.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6854674759495690437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6854674759495690437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/vi-raccontero-di-due-luoghi-questa-sera.html' title='Due luoghi fratelli'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TX2x6FUroSM/TrrqNW5PcFI/AAAAAAAAAaw/CVAkBwFPyls/s72-c/DSCF4450.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-1436587891949851028</id><published>2011-11-08T22:34:00.000+02:00</published><updated>2011-11-08T22:34:59.615+02:00</updated><title type='text'>Claudio dalla Cisgiordania, prima lettera.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Oggi vi lascio alle parole di Claudio, produttore biologico di Trapani, che è stato per qualche mese in cisgiordania con l'ISM. Le sue lettere sono molte e molto umane, e le pubblico postume. Mi sembra importante pubblicarle anche perchè, se ci focalizziamo troppo su Gaza, va a finire che dimentichiamo che la Palestina è molto più grande...e poi mi piace l'idea di raccontare cosa fa l'ISM in quel posto che qui chiamano "l'altro pezzo di casa nostra".&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;...magari poi a qualcun* viene voglia di partire ;o) &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sono arrivato al Ben Gurion nella notte tra sabato e domenica; avevo conosciuto degli israeliani che erano stati in vacanza da noi due anni fa e che avevano lasciato un indirizzo e un invito a venirli a trovare; così sono stati il mio lasciapassare per Israele; per la prima notte avevo il telefono di una ragazza di Tel Aviv, nipote di quelli che erano stati da noi; mi hanno ospitato nella notte, in una città con 33 gradi alle due di notte e una umidità tropicale.... Anche a Tel Aviv ci sono manifestazioni di studenti con le tende in piazza, con due obiettivi, problemi di costi delle case e certi aumenti indiscriminati; anche questa è una cosa politica, cercano di spingere la gente verso le colonie, dove gli danno le case gratis; io ad ogni modo ho fatto il turista con un lunch di insalate varie, salse di tutti i tipi, in un posto a Jaffa, sul mare, gestito da israelo palestinesi; poi in treno per Haifa ad andare a trovare Evie (la conoscente);il treno è sempre pieno, e viaggia con tale aria condizionata da stare quasi male; mi hanno fatto fare un tour di Haifa, andando soprattutto a Akko, una strabiliante fortificazione sul mare con dentro un paese antico, cortili fortificati, e ora posto turistico. Comunque i miei quel giorno erano di babysitting dai nipoti, e così mi hanno portato a casa del genero (anche loro erano stati da noi, con solo il figlio maggiore) insediamenti sulle colline di fronte al Libano, a 600 mt di altezza. Per sera ritorno in treno a Tel aviv; ormai avevo fatto abbastanza per giustificare il mio viaggio in Israele!&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Martedì mattina bus per Gerusalemme; non ha orario, si riempie e parte continuamente, e sempre ci sono su un numero infinito di questi figuri neri, con le treccine, i cappelli larghi, le camicie bianche i cappotti lunghissimi; la mia amica di Tel Aviv diceva con una certa rabbia, che possono bene avere la loro religione, ma perchè studiano a carico dello stato, mentre loro giovani non li aiuta nessuno?&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ad ogni modo arrivo a Gerusalemme, alla perquisizione (molto sommaria) all'arrivo alla stazione degli autobus; assedio di taxisti che ti vogliono portare in giro, poi la telefonata ai miei contatti dell'International solidarity movement, e un autobus fino alla porta di Damasco. L'appuntamento sarebbe stato per il mercoledì mattina, e così ho gironzolato per i mercati della città vecchia. Quartieri contorti, stradine che salgono e scendono, venditori di tutto, comprese le zone di arredi sacri. Incontri anche un prete (italiano) con una grossa croce in spalla, che si tira dietro una schiera di oranti e di giaculatorie....&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E' divertente che in israele c'è il tocco di modernità anche nei mercati, alcune intersezioni del mercato con grossi condizionatori. Lo spreco di energia che ho visto qui è assurdo......&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Finalmente lo spostamento a Ramallah con i "service", bussini che viaggiano su itinerari stabiliti, a prezzi ragionevolissimi.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Qui abbiamo fatto due giorni di training; istruzioni per l'uso. I principi che ci animano, non violenza, organizzazione collettiva, e leadership palestinese; poi la storia delle divisioni in zone A, B e C, ma con i militari invasori che le possono anche spostare; sarebbero una zona a sovranità palestinese, una mista e una solo a controllo delle forze di occupazione. Poi l'addestramento a resistere agli spintoni, agli arresti casuali (di palestinesi), ai tipi di lacrimogeni che sparano, ma anche i proiettili che chiamano di gomma, ma sono acciaio rivestito di un leggero strato di gomma!&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;In mezzo c'è stata anche la partita, Palestina Tailandia per il girone asiatico dei mondiali 2014; chi avrebbe mai detto che andavo anche allo stadio! una bella costruzione con soldi ONU, attaccata alle muraglie di Qalandia; le scritte lungo tutto il muro sono strabilianti, vertendo sempre sull'apartheid. Comunque una gran bella festa di popolo con così tanti ragazzi e donne, tamburi e bandiere. Intanto ripassavo un pò di arabo con i ragazzi che avevo intorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Sono con una bella banda di ragazzi, mi pare che quello proprio vecchio ha 28 anni ed è al secondo master negli USA; se no sono tutti universitari; per cui mi tocca andare ai loro ritmi..... le serate a chiaccherare, tutti su qualche computer a guardare le notizie; quando non ne posso mi sdraio su un pezzo di materassino (un pezzo perchè le ultime due notti eravamo 17 in questo appartamento), con il cappellino sugli occhi, e poi man mano vengono giù anche gli altri.....&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;e ieri il venerdì! il giorno delle manifestazioni. Ci siamo dislocati in varie località; alcune sono sei anni che fanno la manifestazione e orami è meno sentita; qualcuna è vero che è riuscita a fare spostare qualche pezzo di muro; sono andato ad un villaggio (Nabi Samwel)circondato da colonie su tutti i lati, per cui ogni uscita della gente è una serie di permessi.... altro che poter andare a lavorare; noi almeno gli serviamo a resistere; i sionisti hanno li un mausoleo di non mi ricordo cosa, giusto all'entrata del villaggio, e così quando decidono ti chiudono dentro completamente; all'una il paesino si è mosso, con sei di noi, due israeliane per la pace e anche Samira Hass che scrive su Haaretz; ci hanno fronteggiato, spintonato, provato a fermare una ragazza (al che abbiamo fatto un quadrato intorno fino a che sono loro che l'hanno mollata); una notevole sudata! poi un rinfresco in una casa palestinese e l'invito a tornare venerdì prossimo, e subito giù in fondo alla valle, a prendere un autobus per Gerusalemme, per arrivare a Sheikh Jarrah, il quartiere est dove continua il braccio di ferro tra arabi e colonizzatori. C'è una casa di cui metà è stata occupata con un imbroglio e ora la tengono con i denti (più di due anni), anzi ne hanno già preso una di fronte. Anche ieri la manifestazio era di varie centinaia di persone, con anche Luisa Morgantini. La situazione è paradossale, la famiglia araba che sta dietro è sempre assediata, e i nostri hanno una tenda con sempre almeno tre o quattro a tenere la posizione.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Oggi tutti a Nablus, con assemblea organizzativa, problemi economici legati a costi legali, il Ramadan in arrivo, la campagna delle olive a cui prepararsi, per cui sarò io a tenere i contatti con i villaggi e prepararsi dove ci sono i problemi più grossi.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Di pomeriggio invece a Iraq Burin, altro paese assediato dagli occupanti; i militari tengono camionette sulle strade per impedire agli internazionali di salire in paese ad aiutare, per cui siamo saliti correndo in mezzo alle balze e agli ulivi..... e non ci hanno beccato! Poi verso le sei si è raccolta la gente del paese e siamo saliti verso la collina di fronte, la cui parte superiore è occupata da una colonia che ha preso pezzi di terra; quando chiedo come è possibile, spiegano che gli imbrogli risalgono ancora all'occupazione turca, per cui hai a fare ricorsi legali, continua a rimanere che il più forte occupa.. Noi siamo saliti con megafoni e un bel gruppo di gente, ma oggi la soldataglia si è limitata a guardarci dall'alto, altre volte invece hanno bombardato di lacrimogeni.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-1436587891949851028?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/1436587891949851028/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/claudio-dalla-cisgiordania-prima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/1436587891949851028'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/1436587891949851028'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/claudio-dalla-cisgiordania-prima.html' title='Claudio dalla Cisgiordania, prima lettera.'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-2247587020091113915</id><published>2011-11-07T17:32:00.000+02:00</published><updated>2011-11-07T17:32:08.691+02:00</updated><title type='text'>Wafa'a</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-f1zn1L4l-G4/Trf4VE_bRgI/AAAAAAAAAYE/4INKvwifotc/s1600/DSCF6697.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-f1zn1L4l-G4/Trf4VE_bRgI/AAAAAAAAAYE/4INKvwifotc/s320/DSCF6697.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;          &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Wafa'a proviene dal campo di Jabalia, ed ha passato la vita sotto l'occupazione israeliana. È stata arrestata al valico di Erez mentre cercava di portare a termine un'azione contro i soldati israeliani. Dei 7 anni passati nelle prigioni sioniste due erano in isolamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il campo di Jabalia, a nord-est della città di Gaza, si stima che sia uno dei luoghi più densamente popolati del mondo, secondo le stime UNRWA vi abitano 108.000 rifugiati in 1,4 km quadrati. I camminatoi sono stretti, vi corro&lt;span style="background: transparent;"&gt;no bambini senza scarpe e gatti magrissimi che cercano cibo nell'immondizia. Nei rifugi costruiti in quest'area,&lt;/span&gt; in due o tre stanze abitano famiglie di anche 15 persone, spesso i tetti in lamiera non sono saldati ai muri e d'inverno quando soffia il vento fa freddo e piove in casa. L'assedio impedisce al materiale da costruzione di entrare, così le vecchie case non si possono riparare e non se ne possono costruire di nuove, manca acqua ed elettricità, e la disoccupazione è estremamente alta. Nel campo profughi di Jabalia ha avuto nizio la prima intifada, il 9 dicembre 1987.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Wafa'a Samir Ibrahim Abiss è nata e cresciuta qui. “Conosci la storia di Mohammed Al Durra?” domanda “era un bambino, aveva 13 anni, le forze di occupazione lo hanno ucciso a sangue freddo.” La storia di questo bambino, ucciso il 30 settembre del 2000 vicino alla colonia di Netzarim mentre suo padre cercava di proteggerlo ha fatto il giro del mondo perchè filmata in diretta da un operatore di una televisione francese. “pensa che prima gli israeliani si sono vantati della sua uccisione come se fosse stato un atto eroico, poi hanno cominciato a mentire dicendo che non erano stati loro. E di casi del genere ce ne sono moltissimi, pensa ad Iman Hijo, ucciso a 4 mesi dai soldati israeliani”. Ascoltandola, appare chiara la ragione della sua rabbia nei confronti delle forze armate israeliane. Spiega: “Qui siamo sotto occupazione. I soldati arrivano e ci uccidono. Massacrano la nostra gente, i nostri bambini, sono assassini e non pagano mai per questo. Ammazzano a sangue freddo, conscienti di quel che fanno. Così sono andata al confine di Erez per cercare di uccidere quei soldati. Avevo una cintura per farmi esplodere, però qualcosa non ha funzionato, il meccanismo non si è innescato e mi hanno arrestata.” Era il 20 maggio 2005, Wafa'a aveva 19 anni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Dopo essere stata arrestata è stata portata ad Ashqelon, dove dapprima i soldati hanno cominciato ad insultarla “sostenevano che volessi uccidere bambini e civili. Non è vero. Io volevo uccidere i soldati: al confine, nel momento in cui cercavo di farmi esplodere, c'erano solo soldati attorno a me.” Poi è stata portata in una stanza di un metro quadro, e da li è cominciato l'incubo dell'interrogatorio. “La stanza era talmente piccola che non riuscivo nemmeno a sedermi. Era buia, senza finestre. Non mi lasciavano andare al bagno. Ero sudicia, in condizioni igieniche orribili. Ho cominciato a fare lo sciopero della fame per convincerli a lasciarmi andare al bagno...Volevo mettere in chiaro che loro avevano a responsabilità sulla mia vita, che se morivo era colpa loro.” Questo sciopero della fame era integrale, senza acqua e senza cibo, ed è durato 8  giorni: “dopo 4 giorni ho cominciato ad essere veramente debole. Poi, oltre alla fame, ho cominciato ad avere problemi allo stomaco: vomitavo sangue. Allora mi hanno lasciata andare al bagno.” Talvolta, veniva prelevata dallo stanzino per gli interrogatori: “Mi mettevano in un ufficio, mi legavano le mani dietro la schiena ed i piedi dietro la sedia in modo da obbligarmi a stare con le gambe divaricate. Mi facevano domande anche per 24 ore di seguito: loro facevano i turni ed io rimanevo sempre li. La pressione psicologica durante questi interrogatori era fortissima, prima mi interrogava un agente aggressivo e violento poi si dava il cambio con uno che si fingeva gentile, per cercare di spingermi a formire informazioni.” Volevano sapere chi la aveva aiutata, chi la aveva spinta a compiere quell'azione, volevano i nomi di altre persone. Dopo i primi 10 giorni nella stanza di un metro quadro è stata portata in un'altra stanza leggermente più grande, sempre in isolamento, dove c'era un materasso. “Mi picchiavano forte. Mi facevano ascoltare suoni terrificanti, le urla strazianti delle altre prigioniere picchiate. La temperatura cambiava da un'ora all'altra, ad un certo punto faceva freddissimo, poi cominciava a fare un caldo insopportabile. C'erano insetti e in particolare tanti scarafaggi. Volevano rendermi più debole, per obbligarmi a parlare.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;I prigionieri palestinesi talvolta chiamano le prigioni israeliane “università”. Si imparano tante cose, si impara ad essere forti, si impara a ribellarsi per esempio con gli scioperi della fame. Wafa'a, dopo l'investigazione, è stata messa in isolamento per due anni. Significa che per due anni non ha potuto parlare con nessuno, che è rimasta in una stanza da sola, che l'ora d'aria era ad orari improponibili per non poter incontrare altre detenute, ed anche durante l'ora d'aria aveva le mani legate. “Il cibo non era salutare e non riuscivamo ad avere le cose che chiedavamo. Cercavano di distruggere il nostro spirito, di colpirci psicologicamente. Dovevo tenermi impegnata in qualche modo, dovevo trovare qualche cosa da fare per non dargliela vinta. Un giorno la croce rossa è riuscita a farmi avere un quaderno e delle matite colorate. Ho imparato a disegnare, ed ho usato il disegno per resistere.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nei disegni, Wafa'a riesce ad esprimere tutta la rabbia e la frustrazione del trovarsi sotto occupazione israeliana ed in una carcere sionista, ma anche la forza e la volontà di resistere e l'amore per la sua gente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;(grazie Ruqaya per le foto)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0wGrumMl720/Trf5MCydPdI/AAAAAAAAAYk/-xTArW6iMrY/s1600/DSCF6711.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-0wGrumMl720/Trf5MCydPdI/AAAAAAAAAYk/-xTArW6iMrY/s320/DSCF6711.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-NCLr5cLnTgI/Trf4_qjWgKI/AAAAAAAAAYc/t6_NkJSKDFI/s1600/DSCF6702.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-NCLr5cLnTgI/Trf4_qjWgKI/AAAAAAAAAYc/t6_NkJSKDFI/s320/DSCF6702.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Ricevo e doffondo:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Oggi, lunedì &lt;strong&gt;7&lt;/strong&gt; novembre, dalle &lt;strong&gt;ore 17 alle ore 19,30&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px; padding: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;in piazza Montecitorio&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;si terrà il presidio a &lt;strong&gt;sostegno dei prigionieri politici palestinesi&lt;/strong&gt; rinchiusi in condizioni inaccettabili nelle prigioni israeliane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Siete tutte/i benvenute/i a partecipare al presidio, anche solo per  mezzora. Per meglio organizzarci vi preghiamo, se vi è possibile,&amp;nbsp; di  mandare una mail ad Anna (&lt;a href="mailto:annafar@msn.com" target="_blank"&gt;annafar@msn.com&lt;/a&gt;) per comunicare &amp;nbsp;la vostra partecipazione ed eventualmente l’orario.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Mentre scriviamo riceviamo notizia che nella prigione israeliana di  Givon sono&amp;nbsp; ancora illegalmente rinchiusi gli attivisti/e della“&lt;em&gt;Freedom Waves&lt;/em&gt;”che hanno tentato di portare medicinali a Gaza sulle &lt;em&gt;onde della libertà&lt;/em&gt;,  onde che prima o poi -Israele lo sappia - romperanno il blocco che  assedia i palestinesi e offende chiunque abbia il benché minimo concetto  di democrazia e di legalità.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Per avere notizie più precise sulle violazioni giuridiche e i maltrattamenti cui sono state/i sottoposte/i consultate il link &lt;a href="http://www.derryfriendsofpalestine.org/" target="_blank"&gt;www.derryfriendsofpalestine.&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;org&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-2247587020091113915?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/2247587020091113915/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/wafaa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2247587020091113915'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2247587020091113915'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/wafaa.html' title='Wafa&apos;a'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-f1zn1L4l-G4/Trf4VE_bRgI/AAAAAAAAAYE/4INKvwifotc/s72-c/DSCF6697.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7829653385593976307</id><published>2011-11-07T01:00:00.001+02:00</published><updated>2011-11-07T09:20:20.815+02:00</updated><title type='text'>Viva gli hacker!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Mentre si ricevono &lt;a href="http://irishshiptogaza.org/?p=861"&gt;conferme&lt;/a&gt; del fatto che gli assalti alle freedom waves da parte delle forze di occupazione israeliane sono stati violenti, ecco qui un nuovo tipo di solidarietà...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Anonymus è un collettivo di haker di cui fanno parte persone in tutto il mondo. Ecco il video che avevano messo su youtube il 4 di novembre:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://1.gvt0.com/vi/QNxi2lV0UM0/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QNxi2lV0UM0&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/QNxi2lV0UM0&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;il testo dice più o meno così:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Saluti al governo di Israele,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Il mondo è stato testimone dell'attacco da parte della vostra marina militare alle barche dirette verso la striscia di Gaza, con lo scopo di rompere l'illegale blocco marittimo di sicurezza che voi avete posto per fare del male alla popolazione di Gaza in nome del contro-terrorismo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;La flotilla di due navi irlandesi e canadesi – la canadese Tahrir (liberazione) e l'irlandese Saoirse (libertà) – con 27 passeggeri da 9 Paesi a bordo stava avvicinandosi a Gaza in una missione pacifica ed umanitaria. Non si trovava all'interno dei territori israeliani, e non trasportava armi. Le navi sono state catturate dalla vostra marina militare esattamente alle 15:59 orario di Gaza; le barche erano a circa 35 miglia marine fuori Gaza, cioè in ACQUE INTERNAZIONALI al tempo della cattura. Questo è un chiaro segno di pirateria in mare aperto. In più la risoluzione ONU 3005 afferma che tutte le risorse (quindi anche il mare) e le ricchezze naturali devono stare sotto il controllo degli abitanti di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Le vostre azioni sono illegali, contro la democrazia, i diritti umani, contro le leggi internazionali e marittime. Giustificare la guerra, gli assassini, l'intercettazione illegale, ed altre attività di tipo piratesco sotto l'illegittima copertura della difesa non passerà inosservata da parte nostra o della gente nel mondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Noi non tolleriamo questo tipo di ripetuto atteggiamento offensivo verso civili disarmati. Noi, con altre 127 Paesi, riconosciamo la Palestina come uno stato per il popolo di Palestina e queste azioni vostre e del vostro esercito sono atti di guerra contro un'altre nazione sovrana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Se continuerete a fermare barche umanitarie dirette a Gaza o ripeterete le orribili azioni del 31 maggio 2010 contro qualsiasi Freedom Flotilla diretta a Gaza, non ci lascerai altra alternativa che rispondere. Ancora ed ancora, fino a che ti fermerai.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Noi siamo anonimi,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Siamo una moltitudine&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Non ci dimentichiamo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Non perdoniamo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Aspettateci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Ma'an &lt;a href="http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=435222"&gt;riporta&lt;/a&gt; che i siti dell'esercito e dell'intelligence erano down oggi. Haarez &lt;a href="http://www.haaretz.com/news/diplomacy-defense/israel-government-security-services-websites-down-in-suspected-cyber-attack-1.394042"&gt;specifica&lt;/a&gt; che i siti dell'IDF, del Mossad e dello Shin Bet erano tra i siti down, insieme a diversi altri portali governativi e ministeriali.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Viva gli hacker!&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/ISsvTp5Nhys/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ISsvTp5Nhys&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/ISsvTp5Nhys&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7829653385593976307?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7829653385593976307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/viva-gli-hacker.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7829653385593976307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7829653385593976307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/viva-gli-hacker.html' title='Viva gli hacker!'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-6989734569358567978</id><published>2011-11-06T13:35:00.001+02:00</published><updated>2011-11-06T13:49:48.043+02:00</updated><title type='text'>quiz</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Oggi qui è Aid, festa, un po' qualche cosa di simile al nostro Natale per i musulmani. Mentre Israele sembra si stia preparando ad &lt;a href="http://nena-news.globalist.it/?p=14119"&gt;attaccare&lt;/a&gt; la Siria, vi propongo un quiz.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Il gioco consiste nel trovare quante falsità si trovano nel seguente brano (che ho scritto io) e trovare il modo di controbatterle efficacemente. Se ci si sente ripetere la stessa falsità cento volte, alla fine si può pensare che sia vera. Potremmo provare a trovare un modo tutt* insieme per cercare di controbatterli...&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;“Questa nuova flotilla non è altro che una provocazione ipocrita. In acque internazionali, le forze di difesa israeliane (IDF) hanno gentilmente chiesto alle barche della freedom waves di recarsi in Egitto. Le barche si sono rifiutate, hanno detto che andavano verso Gaza. Allora le marina militare siraeliana gli ha spiegato – ancora gentilmente – che non è possibile arrivare a Gaza, che gli aiuti devono entrare attraverso i canali prestabiliti. È stato educatamente fatto presente come sia una violazione delle leggi internazionali cercare di raggiungere quel territorio via mare. C'è la possibilità di arrivare ad Ashdod e da li far entrare tutto a Gaza. Gli attivisti, forse i terroristi sulle navi, si sono rifiutati, volevano andare a Gaza. Cosa li portava poi a Gaza? Quali reali scopi segreti avevano? Sostenevano di avere medicine a bordo, e queste non sono mai state trovate. Sono dei bugiardi che si divertono a fare crocere nel Mediterraneo.”&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ecco qualche aiuto per controbattere queste falsità:&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Il video che mostra le medicine (che, ovviamente, si trovavano sulla nave) erano catalogate come cibo. Era necessario farlo per non dare nell'occhio ai controlli turchi. (dal minuto 0:55) &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://1.gvt0.com/vi/XxkSBmzUokk/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XxkSBmzUokk&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/XxkSBmzUokk&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;La &lt;a href="http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/i-giovani-palestinesi-chiedono-alle.html"&gt;lettera&lt;/a&gt; che spiega che “la nostra libertà non passa attraverso Israele”.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Come possono ancora continuare a definire le forze di occupazione come forze di difesa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che loro chiamano "gentilmente" comprende: interruzione delle comunicazioni, cannoni ad acqua, pirateria, botte, provocazioni ed imprigionamento di giornalisti. &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;La &lt;a href="http://www.pchrgaza.org/portal/en/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=7840:closure-of-gaza-must-be-lifted-pchr-welcomes-the-qfreedom-wavesq-flotilla-&amp;amp;catid=36:pchrpressreleases&amp;amp;Itemid=194"&gt;dichiarazione&lt;/a&gt; del Palestinian Center for Human Rights in favore della freedom waves.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Alcune delle ragioni per cui il blocco è illegale:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul style="text-align: justify;"&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;è una forma di punizione  collettiva (viola l'articolo 33 della IV convenzione di Ginevra)&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;secondo la IV convenzione di  Ginevra la potenza occupante è responsabile della protezione delle  popolazione occupata, in particolare dell'accesso a medicine a cibo.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;La stessa ONU e croce rossa hanno  chiesto ad Israele di interrompere il blocco.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Ed ora un'altra informazione, questa volta vera. Ci sono dichiarazioni degli attivisti sulla nave e a terra che affermano che questa non sarà l'ultima onda, ma solo la prima. Dicono che se questa non è arrivata, prima o poi un'onda arriverà. Come si dice, non si può fermare il mare. State pront*, perchè è probabile che anche le prossime onde rimangano segrete fino all'ultimo momento... &lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;p.s.: vorrei ringraziare tutt* quell* che si sono dat* da fare, in un modo o nell'altro, per diffondere la notizia delle freedom waves to Gaza. So che sono state inviate lettere ai giornali, scritti comunicati stampa da parte di diversi gruppi e via dicendo. So che c'è stato un sit in a Roma ed uno a Torino.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Per tutt* gli/le altr*, penso che dovremmo trovare il modo di coordinarci in maniera più efficace per rispondere tempestivamente quando cose del genere accadono. Le campagne a lungo termine, come quella del BDS, sono fondamentali; ma è molto importante anche saper rispondere tempestivamente quando qualcosa di grosso accade. Trovo che se queste azioni non riescono ad avere risalto a livello internazionale perdono gran parte della loro forza. Considerando l'ipocrisia dell'ONU e della comunità internazionale, si può contare quasi soltanto sugli/le attivist*. Stiamo pront* perchè chissà mai quando arriverà la prossima onda...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-6989734569358567978?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/6989734569358567978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/quiz.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6989734569358567978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6989734569358567978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/quiz.html' title='quiz'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-8588836750899988811</id><published>2011-11-04T14:20:00.013+02:00</published><updated>2011-11-05T23:52:56.694+02:00</updated><title type='text'>Aggiornamenti</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-BYBLN9zrkvo/TrRC1P_ThoI/AAAAAAAAAV4/mFWgT3WVxoo/s1600/w5jiID.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="231" src="http://2.bp.blogspot.com/-BYBLN9zrkvo/TrRC1P_ThoI/AAAAAAAAAV4/mFWgT3WVxoo/s320/w5jiID.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Cercherò, nei limiti del possibile, di mantenere questo post aggiornato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le navi sono state approcciate pochi minuti fa, di seguito alcuni "tweet" che possono rendere l'idea...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento dell'approccio si trovavano a 35 miglia marine dalle coste di Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli attivisti sono stati portati, contro la loro volontà, nel porto di Ashdod. Verranno poi condotti alla prigione di Givot ed accusati di essersi introdotti illegalmente in Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="commentBody" data-jsid="text"&gt;&lt;b&gt;La Freedom Flotilla Italia  invita tutte e tutti a mandare mail o telefonare al ministero degli  esteri chiedendo l’interruzione dei rapporti... tra l’Italia e lo stato  sionista, oppur&lt;/b&gt;&lt;span class="text_exposed_show"&gt;&lt;b&gt;e inviate a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dott.ssa Nadia SALVATORI&lt;br /&gt;Tel. 06 36912004&lt;br /&gt;Fax 06 36912006&lt;br /&gt;segreteria.frattini@esteri&lt;/b&gt;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="word_break"&gt;&lt;/span&gt;.it&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e per chi è a roma PRESIDIO oggi ORE 16 Largo Argentina&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(orario di gaza)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;via @huwaidaarraf&amp;nbsp; At 15:59 local time, msg from &lt;a class="  twitter-hashtag pretty-link" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23Tahrir" rel="nofollow" title="#Tahrir"&gt;&lt;s class="hash"&gt;#&lt;/s&gt;&lt;b&gt;Tahrir&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;: "IDF about to board the Tahrir." We hold Israeli military responsible 4 safety of all. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;via @IDFspokeperson 15:15 Chief of Staff has ordered the &lt;a class="  twitter-hashtag pretty-link" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23israel" rel="nofollow" title="#israel"&gt;&lt;s class="hash"&gt;#&lt;/s&gt;&lt;b&gt;israel&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; navy to board the vessels after all attempt to contact them failed. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;via @CanadaBoatGaza 14:51Turkish agency reports that israel has offered two choices to the boats..go to egypt or return&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;via @Alintisar 14:50 : MV Saoirse was supposed to have made contact with Irish team by now. No communication with the Irish boat since 10.58am GMT&lt;br /&gt;(10.58 GMT vuol dire 12.58 qui)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui alcuni tweet della barca canadese: @CanadaBoatGaza &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14:28 All Cdn media: Please report on apparent interception (piracy) against Cdn and Irish ships by Israeli forces. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="js-stream-item stream-item" data-item-id="132428263199997952" data-item-type="tweet" media="true"&gt;&lt;div class="stream-item-content tweet js-actionable-tweet js-stream-tweet stream-tweet  " data-is-reply-to="false" data-item-id="132428263199997952" data-screen-name="CanadaBoatGaza" data-tweet-id="132428263199997952" data-user-id="165587758"&gt;&lt;div class="tweet-image"&gt;&lt;div class="tweet-content"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;/div&gt;14:10 will keep coming and coming until the blockade of Gaza is lifted.                      &lt;/div&gt;&lt;div class="js-stream-item stream-item" data-item-id="132428263199997952" data-item-type="tweet" media="true"&gt;&lt;div class="stream-item-content tweet js-actionable-tweet js-stream-tweet stream-tweet  " data-is-reply-to="false" data-item-id="132428263199997952" data-screen-name="CanadaBoatGaza" data-tweet-id="132428263199997952" data-user-id="165587758"&gt;&lt;div class="tweet-image"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-content"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;div class="tweet-content"&gt;14:08No amount of violence, oppression and bullying can kill an idea whose time has come. Free Palestine, End the blockade.&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-content"&gt;&lt;div class="tweet-text js-tweet-text"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-text js-tweet-text"&gt;&lt;span class="tweet-user-name"&gt;&lt;span class="tweet-full-name"&gt;14:05&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; is just the beginning. The world is watching. Free Palestine, Lift the Blockade.&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-text js-tweet-text"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="tweet-user-name"&gt;&lt;span class="tweet-full-name"&gt;14:03&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; We fear the Tahrir has been illegally intercepted by Israeli forces.&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;span class="tweet-user-name"&gt;&lt;span class="tweet-full-name"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="tweet-corner"&gt;&lt;div class="tweet-meta"&gt;&lt;span class="icons"&gt;                   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="extra-icons"&gt;&lt;span class="icons"&gt;&lt;span class="inlinemedia-icons js-icon-container"&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="js-stream-item stream-item" data-item-id="132425697699430400" data-item-type="tweet" media="true"&gt;&lt;div class="stream-item-content tweet js-actionable-tweet js-stream-tweet stream-tweet  " data-is-reply-to="false" data-item-id="132425697699430400" data-screen-name="CanadaBoatGaza" data-tweet-id="132425697699430400" data-user-id="165587758"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;div class="tweet-text js-tweet-text"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-text js-tweet-text"&gt;&lt;br /&gt;13:58 Urgent press release from our Irish &lt;a class="  twitter-hashtag pretty-link" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23FreedomWaves" rel="nofollow" title="#FreedomWaves"&gt;&lt;s class="hash"&gt;#&lt;/s&gt;&lt;b&gt;FreedomWaves&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; partners &lt;a class="twitter-timeline-link" data-expanded-url="http://freegazaoz.org/breaking-israeli-forces-intercept-irish-and-canadian-boats/" data-ultimate-url="http://freegazaoz.org/breaking-israeli-forces-intercept-irish-and-canadian-boats/" href="http://t.co/wzrtStMV" rel="nofollow" target="_blank" title="http://freegazaoz.org/breaking-israeli-forces-intercept-irish-and-canadian-boats/"&gt;freegazaoz.org/breaking-israe…&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="tweet-user-name"&gt;&lt;span class="tweet-full-name"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="tweet-corner"&gt;&lt;div class="tweet-meta"&gt;&lt;span class="icons"&gt;                   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="extra-icons"&gt;&lt;span class="icons"&gt;&lt;span class="inlinemedia-icons js-icon-container"&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="js-stream-item stream-item" data-item-id="132424051653230593" data-item-type="tweet" media="true"&gt;&lt;div class="stream-item-content tweet js-actionable-tweet js-stream-tweet stream-tweet  " data-is-reply-to="false" data-item-id="132424051653230593" data-screen-name="CanadaBoatGaza" data-tweet-id="132424051653230593" data-user-id="165587758"&gt;&lt;div class="tweet-content"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;div class="tweet-text js-tweet-text"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-text js-tweet-text"&gt;&lt;br /&gt;13:53 Demand safe passage 2 Gaza 4 &lt;a class="  twitter-hashtag pretty-link" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23FreedomWaves" rel="nofollow" title="#FreedomWaves"&gt;&lt;s class="hash"&gt;#&lt;/s&gt;&lt;b&gt;FreedomWaves&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; Israel has no absolutely no right to intercept or attack our ships.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="js-stream-item stream-item" data-item-id="132423563369132032" data-item-type="tweet" media="true"&gt;&lt;div class="stream-item-content tweet js-actionable-tweet js-stream-tweet stream-tweet  " data-is-reply-to="false" data-item-id="132423563369132032" data-screen-name="CanadaBoatGaza" data-tweet-id="132423563369132032" data-user-id="165587758"&gt;&lt;div class="tweet-content"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;span class="tweet-user-name"&gt;&lt;span class="tweet-full-name"&gt;&lt;/span&gt;   &lt;/span&gt;       &lt;br /&gt;&lt;div class="tweet-corner"&gt;&lt;div class="tweet-meta"&gt;&lt;span class="icons"&gt;                   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="extra-icons"&gt;&lt;span class="icons"&gt;&lt;span class="inlinemedia-icons js-icon-container"&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;div class="tweet-text js-tweet-text"&gt;&lt;br /&gt;14:50 Israeli military made contact w/ Tahrir in international waters. Likely now boarding or commandeering our ship. Alert! Pls RT &lt;a class="  twitter-hashtag pretty-link" href="http://twitter.com/#%21/search?q=%23FreedomWaves" rel="nofollow" title="#FreedomWaves"&gt;&lt;s class="hash"&gt;#&lt;/s&gt;&lt;b&gt;FreedomWaves&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="js-stream-item stream-item" data-item-id="132421825073393665" data-item-type="tweet" media="true"&gt;&lt;div class="stream-item-content tweet js-actionable-tweet js-stream-tweet stream-tweet  " data-is-reply-to="false" data-item-id="132421825073393665" data-screen-name="CanadaBoatGaza" data-tweet-id="132421825073393665" data-user-id="165587758"&gt;&lt;div class="tweet-content"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;span class="tweet-user-name"&gt;&lt;span class="tweet-full-name"&gt;&lt;/span&gt;   &lt;/span&gt;       &lt;br /&gt;&lt;div class="tweet-corner"&gt;&lt;div class="tweet-meta"&gt;&lt;span class="icons"&gt;                   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="extra-icons"&gt;&lt;span class="icons"&gt;&lt;span class="inlinemedia-icons js-icon-container"&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;br /&gt;14:42 We have lost contact w/ the Tahrir and are working to get confirmed information.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;span class="tweet-user-name"&gt;&lt;span class="tweet-full-name"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="tweet-corner"&gt;&lt;div class="tweet-meta"&gt;&lt;span class="icons"&gt;                   &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="extra-icons"&gt;&lt;span class="icons"&gt;&lt;span class="inlinemedia-icons js-icon-container"&gt;&lt;/span&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="js-stream-item stream-item" data-item-id="132421498395824128" data-item-type="tweet" media="true"&gt;&lt;div class="stream-item-content tweet js-actionable-tweet js-stream-tweet stream-tweet  " data-is-reply-to="false" data-item-id="132421498395824128" data-screen-name="CanadaBoatGaza" data-tweet-id="132421498395824128" data-user-id="165587758"&gt;&lt;div class="tweet-content"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="tweet-row"&gt;&lt;br /&gt;14:41 Israeli war ship: "What is Tahrir's final destination?" Our response: "The&lt;br /&gt;betterment of mankind"&lt;br /&gt;&lt;span class="tweet-actions js-actions" data-tweet-id="132421498395824128"&gt;&lt;span class="tweet-action action-favorite"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://2.gvt0.com/vi/CaV0xnYcOSY/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CaV0xnYcOSY&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/CaV0xnYcOSY&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://2.gvt0.com/vi/668x8qS4qlo/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/668x8qS4qlo&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/668x8qS4qlo&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="tweet-actions js-actions" data-tweet-id="132421498395824128"&gt;&lt;span class="tweet-action action-favorite"&gt;&lt;a class="favorite-action js-toggle-fav" href="http://twitter.com/#" title="Favorite"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="tweet-action action-retweet"&gt;&lt;a class="retweet-action js-toggle-rt" href="http://twitter.com/#" title="Retweet"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;a class="reply-action js-action-reply" data-screen-name="CanadaBoatGaza" href="http://twitter.com/#" title="Reply"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a class="reply-action js-action-reply" data-screen-name="CanadaBoatGaza" href="http://twitter.com/#" title="Reply"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;       &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="js-stream-item stream-item" data-item-id="132421498395824128" data-item-type="tweet" media="true"&gt;&lt;div class="stream-item-content tweet js-actionable-tweet js-stream-tweet stream-tweet  " data-is-reply-to="false" data-item-id="132421498395824128" data-screen-name="CanadaBoatGaza" data-tweet-id="132421498395824128" data-user-id="165587758"&gt;&lt;div class="tweet-content"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-8588836750899988811?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/8588836750899988811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/aggiornamenti.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8588836750899988811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8588836750899988811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/aggiornamenti.html' title='Aggiornamenti'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-BYBLN9zrkvo/TrRC1P_ThoI/AAAAAAAAAV4/mFWgT3WVxoo/s72-c/w5jiID.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-3828122718112709435</id><published>2011-11-04T00:03:00.000+02:00</published><updated>2011-11-04T00:03:18.120+02:00</updated><title type='text'>Freedom Waves to Gaza, un'impresa "popolare"</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Avevo promesso che vi avrei raccontato di come è andata la manifestazione di oggi qui a Gaza. Oggi abbiamo avuto la conferma, a Gaza, che Freedom Waves to Gaza è un'impresa della gente per la gente. Un'impresa che non fa riferimento a nessun governo: non ha chiesto aiuto a quello turco, che aveva promesso che la sua marina militare avrebbe accommagnato le navi, né a quello (o quelli) palestinesi. È un progetto che parte dai giovani, che parte da ed è rivolto semplicemente alla gente. “Popolare”, nel vero senso del termine. I portavoce non appartengono a nessun partito, non hanno le spalle coperte da nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Questo lo dico perchè, se fosse stato un movimento spalleggiato da partiti ed organizzazioni importanti, la manifestazione di oggi non avrebbe avuto nessun problema. Oggi la manifestazione a Gaza, dove sarebbero state presenti centinaia di persone, è stata proibita dal governo. Hussein, il principale organizzatore, ed uno dei tre portavoce da Gaza per Freedom Waves, ha affermato: “avevo l'autorizzazione, c'era scritto la data l'ora ed il luogo, tutt'ora non mi è chiaro perchè la manifestazione sia stata proibita”. Nel luogo dove avrebbe dovuto avere luogo la manifestazione c'erano persone provenienti da tutta la striscia, fin dai villaggi al sud vicino a Khan Younis. Si trattava di una manifestazione organizzata da giovani, lontani da qualsiasi partito, senza particolari appoggi. E senza appoggi, un po' ovunque nel mondo, si trovano tanti ostacoli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Quello che mi ha colpita, poi, è stata la capacità di questi ragazzi di ricominciare. Lo scopo principale era ancora quello di mostrare che la gente di Gaza accoglie le navi, che è contenta che arrivino. Detto fatto, è stata organizzata una conferenza stampa per accoglierli domani mattina al porto. Questa volta tra gli organizzatori c'è un padre di famiglia, rispettato perchè presidente di un'importante associazione di pescatori, il quale personalmente ha parlato con la guardia costiera ed ha avuto il via libera. E se c'è lui, è veramente difficile che ci siano problemi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Resta comunque il fatto che a Ramallah è stato consegnato il comunicato in supporto di Gaza che vi ho tradotto nel post precedente. Trovo che un comunicato del genere, scritto da ragazzi della Cisgiordania e dei territori del '48 in appoggio dei loro fratelli di Gaza, sia un esempio di unità tra tutta la Palestina di una forza straordinaria. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Vi lascio con le foto di quella manifestazione, questa sera ce n'è un'altra in corso a Haifa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-UAttsoKpjQQ/TrMN3FhRdjI/AAAAAAAAAVg/ZhEznSnOdgQ/s1600/Freedom+Waves+Demo-UN+Building+005.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-UAttsoKpjQQ/TrMN3FhRdjI/AAAAAAAAAVg/ZhEznSnOdgQ/s320/Freedom+Waves+Demo-UN+Building+005.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-VJMj6m2yjQ4/TrMN8UL7DoI/AAAAAAAAAVo/e8abYPJLjYI/s1600/Freedom+Waves+Demo-UN+Building+009.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-VJMj6m2yjQ4/TrMN8UL7DoI/AAAAAAAAAVo/e8abYPJLjYI/s320/Freedom+Waves+Demo-UN+Building+009.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Zes9vbBT9I0/TrMOBaOj9_I/AAAAAAAAAVw/7Z6wgeuM0g0/s1600/Freedom+Waves+Demo-UN+Building+017.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-Zes9vbBT9I0/TrMOBaOj9_I/AAAAAAAAAVw/7Z6wgeuM0g0/s320/Freedom+Waves+Demo-UN+Building+017.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-3828122718112709435?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/3828122718112709435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/freedom-waves-to-gaza-unimpresa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/3828122718112709435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/3828122718112709435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/freedom-waves-to-gaza-unimpresa.html' title='Freedom Waves to Gaza, un&apos;impresa &quot;popolare&quot;'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-UAttsoKpjQQ/TrMN3FhRdjI/AAAAAAAAAVg/ZhEznSnOdgQ/s72-c/Freedom+Waves+Demo-UN+Building+005.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-5813054091423324176</id><published>2011-11-03T18:17:00.000+02:00</published><updated>2011-11-03T18:17:51.875+02:00</updated><title type='text'>I giovani palestinesi chiedono alle Nazioni Unite di agire</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Questo è il comunicato che è stato consegnato all'ONU oggi dai giovani della West Bank. &lt;br /&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;È&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;bellissimo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;I giovani palestinesi chiedono alle Nazioni Unite di agire&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Proteggete le imbarcazioni dirette a Gaza! Ponete fine al blocco di Gaza!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;br /&gt;Il 2 novembre 2011, due imbarcazioni con a bordo 27 civili provenienti da vari paesi, tra cui un nostro giovane rappresentante, sono salpate verso Gaza. Conoscendo le tattiche violente che Israele ha usato per intercettare le precedenti barche dirette a Gaza, tra cui l'assalto militare dell 31 Maggio 2010 verso la Freedom Flotilla, che ha provocato la morte di nove volontari e il ferimento di oltre 50, chiediamo alle Nazioni Unite di adottare misure urgenti per proteggere questa missione così come per porre fine alla complicità col criminale blocco israeliano verso Gaza. Il soldato israeliano Gilad Shalit è stato restituito alla sua famiglia, eliminando così uno dei principali pretesti, sebbene non fosse una giustificazione, di Israele per il severo assedio imposto su Gaza. E mentre 1.027 prigionieri palestinesi sono stati scambiati per Shalit (anche se 550 devono ancora essere rilasciati), oltre 1,5 milioni di palestinesi rimangono intrappolati in una prigione chiamata Gaza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A scuola, all'università, e attraverso le nostre organizzazioni, abbiamo appreso i diritti umani e il diritto internazionale, eppure sembra che i palestinesi rientrino in una classe di persone a cui questi diritti non si applicano. Come i neri in America mezzo secolo fa, o in Sud Africa due decenni fa, siamo vittime di una ideologia escludente e di quelli che la tollerano e la rendono possibile. Infatti le voci che parlano con più vigore di diritti umani, libertà, stato di diritto, sono quelle stesse che rendono possibile la violazione sistematica di questi stessi principi. Siamo stanchi di ascoltare questi enti ipocriti che non rispettano il nostro popolo, ma solo a parole i nostri diritti e aspirazioni. Cosa ci guadagna l'ONU a condonare questa ipocrisia, questo doppio standard e le sistematiche violazioni delle sue stesse leggi e principi?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;b&gt;Lo scorso maggio, nel tentativo di scoraggiare la Freedom Flotilla II, Segretario Generale Ban Ki Moon ha dichiarato che tutti gli aiuti a Gaza avrebbero dovuto passare attraverso "valichi legittimi e canali prestabiliti", che in pratica significa attraverso Israele. È una vergogna vedere il capo di una organizzazione mondiale che dovrebbe difendere e promuovere i diritti di tutti i popoli, parlare in nome di una potenza occupante belligerante, a scapito di un popolo occupato. Smettete di trattare Gaza (e la Palestina nel suo complesso) come una questione di beneficenza! I nostri problemi e la crisi umanitaria sono il risultato di deliberate politiche israeliane che ci negano libertà e diritti umani. Non ci sono "canali prestabiliti" per la nostra libertà che passino attraverso Israele.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, giovani palestinesi nati e cresciuti sotto il giogo dell'occupazione, dichiariamo il nostro appoggio e la piena partecipazione in azioni palestinesi ed internazionali nonviolente che sfidino la brutalità di Israele, in particolare l'assedio israeliano verso Gaza, che, secondo le stesse dichiarazioni delle Nazioni Unite, costituisce un'illegale punizione collettiva verso la nostra gente. Facciamo appello alle Nazioni Unite, che hanno il compito di mantenere la pace e la sicurezza mondiale, a smettere di riconoscere ed rispettare l'assedio, perchè questo serve solo a dare falsa legittimità alle pratiche di Israele, consentendo in tal modo di continuare questa punizione collettiva, e sporcando così l'intero sistema delle Nazioni Unite. Spetta alle Nazioni Unite adottare misure urgenti per proteggere le imbarcazioni in rotta verso Gaza, e tutti i volontari umanitari a bordo, nonché dichiarare il sostegno a quest'azione umanitaria, progettata per fare quello che l'ONU ei suoi stati membri finora non sono riusciti a fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamo oggi, senza mezzi termini, alle Nazioni Unite, al Segretario Generale, e a tutti Paesi che, attivamente o attraverso la complicità (tra cui il silenzio e l'inazione), sostengono la punizione collettiva e l'oppressione continua del popolo palestinese - “lottate per ciò che è giusto o rimanete fuori della nostra lotta, state fuori dalla nostra strada.”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-5813054091423324176?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/5813054091423324176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/i-giovani-palestinesi-chiedono-alle.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5813054091423324176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5813054091423324176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/i-giovani-palestinesi-chiedono-alle.html' title='I giovani palestinesi chiedono alle Nazioni Unite di agire'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-8677305567468096861</id><published>2011-11-03T12:46:00.000+02:00</published><updated>2011-11-03T12:46:25.315+02:00</updated><title type='text'>Manifestazione a Gaza per Freedom Waves to Gaza</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;          &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Qui a Gaza a mezzogiorno e mezzo ci sarà una manifestazione, ci muoveremo dalla sede della croce rossa all'edificio dell'UNESCO, per chiedere all'ONU di proteggere questa missione. La manifestazione è stata organizzata dai giovani Gazawi, sarà autorizzata solo la bandiera palestinese (e speriamo proprio di vederne tante) e terminerà al porto dove tre ragazzi di Gaza terranno un discorso, e dove probabilmente ci sarà anche la partecipazione dei pescatori.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Gli unici abitanti di Gaza che sapevano dell'esistenza di queste barche fino a ieri erano i tre ragazzi di cui sopra. Non è stato possibile, quindi, organizzarsi per questa manifestazione prima di ieri sera alle 23. Nonostante questo, nel giro di poche ore la voce si è sparsa, e tutti sembrano talmente entusiasti che mi aspetto una buon affluenza. (staremo a vedere, vi terrò aggiornati).  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Poi, se devo dire la mia, mi piace molto anche l'impronta che è stata data a questa Freedom Waves to Gaza. A più riprese, ed in diverse dichiarazioni, gli organizzatori spiegano che non si tratta di una missione umanitaria, lo scopo non è principalmente portare aiuti a questa popolazione, lo scopo è infrangere l'assedio, rompere le sbarre della prigione in cui Gaza è chiusa. Per dirla con le parole di Heap: &lt;em&gt;«Anche se la Tahrir porta aiuti sanitari che scarseggiano crudelmente a Gaza, il nostro obiettivo principale è di liberare i Palestinesi dalla prigione a cielo aperto chiamata Gaza» &lt;/em&gt;e, anche parlando con i tre ragazzi che terrano il discorso oggi, la cosa che li riempiva più di gioia era la solidarietà in se', e soprattutto il fatto che sulla nave ci fosse un palestinese dei territori del '48, per riunire ciò che Israele ha spezzato.  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white; text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: black; color: white; margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;I palestinesi di Gaza, lo hanno detto e ripetuto, lo ho scritto tante volte anche io in questo blog, non vogliono elemosina, vogliono libertà.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Qui il loro comunicato stampa: &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td colspan="1" rowspan="1" style="color: black; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 10pt; width: 300px;" valign="top" width="300"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="5" cellspacing="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td align="left" colspan="1" rowspan="1" style="color: black; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 10pt; text-align: left;"&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,Geneva; margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;3 November 2011&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,Geneva; margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Verdana,Geneva; margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;em&gt;For Immediate Release&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/td&gt;                 &lt;td align="right" colspan="1" rowspan="1" style="color: black; font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 10pt; width: 300px;" width="300"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;             &lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;table border="0" cellpadding="5" cellspacing="0" height="314" style="margin-bottom: 6px;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr style="background-color: black; color: white;"&gt;&lt;td align="left" colspan="1" rowspan="1" style="font-family: Verdana,Geneva; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;Who:&lt;/strong&gt; Palestinian youth in the Gaza Strip&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;What:&lt;/strong&gt; March demanding international protection for "Freedom Waves to Gaza" flotilla&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Where:&lt;/strong&gt; Haidar Abdel Shafi Square, Gaza, Palestine&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;When:&lt;/strong&gt; 12:30 pm Thursday, 3 November&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Palestinian   youth will march today in Gaza to demand that the United Nations and  international community protect the "Freedom Waves to Gaza" flotilla  against Israeli attacks.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;"I   support the flotilla because Israel says it's no longer occupying   Gaza," said Rana Baker, a 20-year-old business administration student at   Islamic University. "This would include the sea and freedom of   movement. But this is not true, and the flotilla will once again prove   this and confront a siege illegally imposed upon a mostly-civilian   population."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;The gathering will begin in Gaza's&amp;nbsp;Haidar Abdel Shafi Square at 12:30 pm.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;The   youth will march by the nearby United Nations Educational, Scientific   and Cultural Organization (UNESCO) building before holding a press   conference in the Gaza Seaport.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;"We   support these boats," said Hussien Amody, a 19-year-old computer   engineering student at Al-Azhar University. "We want to prevent any   Israeli attacks and break this illegal blockade."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;The demonstration will coincide with a 12:30 pm rally in Ramallah's Manarah Square.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr style="background-color: black; color: white;"&gt;&lt;td align="left" colspan="1" height="15" rowspan="1" style="font-family: Verdana,Geneva; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;&lt;strong&gt;Contacts:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Rana Baker, (059) 962-5468&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Jehan Alfarra, (059) 216-6994&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;Hussien Amody, (059) 972-511&lt;span face="Verdana,Geneva" style="font-family: Verdana,Geneva;"&gt;7&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://r20.rs6.net/tn.jsp?llr=es4jsifab&amp;amp;et=1108456449957&amp;amp;s=1580&amp;amp;e=001cPToA37YkyEqso_ySgfHE4dPjqlJLGL1a9BTXfilRIBHBzc09_3r0-L_rE1KVYvRsSYgNLTuiMPDISyYs0yOxYnzs9iWgxuDS-_kn8aeYwk=" shape="rect" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Freedom Waves to Gaza" border="0" height="147" hspace="5" name="13368041b0250457_ACCOUNT.IMAGE.7" vspace="5" width="180" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;The  International Solidarity Movement (ISM) is a Palestinian-led  non-violent resistance movement committed to ending Israel's illegal  occupation of Palestinian land.&amp;nbsp; We call for full compliance with all  relevant UN resolutions and international law.&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-8677305567468096861?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/8677305567468096861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/manifestazione-gaza-per-freedom-waves.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8677305567468096861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8677305567468096861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/manifestazione-gaza-per-freedom-waves.html' title='Manifestazione a Gaza per Freedom Waves to Gaza'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-987173044675253353</id><published>2011-11-03T01:40:00.000+02:00</published><updated>2011-11-03T01:40:42.635+02:00</updated><title type='text'>Comunicato stampa del gruppo “We are all on the Freedom Flotilla 2”</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Freedom Waves: due barche ci riprovano e salpano verso Gaza. Con il sostegno di tutti noi.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Lo avevano promesso e lo hanno fatto, E' di oggi la notizia che due barche, la canadese Tahrir e la irlandese Saoirse, hanno lasciato il porto di Fethiye, in Turchia, e sono in acque internazionali, dirette a Gaza per rompere l'assedio illegale imposto da Israele e portare alla popolazione un carico di 30.000 dollari in medicinali. La Guardia Costiera turca le ha seguite per un po', poi si è allontanata ed ora le due imbarcazioni navigano sole e tranquille.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;A bordo, 27 persone&lt;/b&gt; accomunate dalla voglia di giustizia e pace, ma diversissime per lavoro e provenienza: &lt;b&gt;Philip McCullough&lt;/b&gt; (Belfast) è un giornalista del Belfast Media Group; &lt;b&gt;Trevor Hogan&lt;/b&gt; è un ex giocatore di rugby che porta con sé attrezzature sportive per i bambini di Gaza; &lt;b&gt;Kit Kittredge&lt;/b&gt;, attivista del gruppo CodePink, è terapista e volontaria nel campo del soccorso di emergenza; è anche pompiere volontario.  (La lista completa degli equipaggi è consultabile ai link &lt;a href="http://irishshiptogaza.org/?page_id=494" target="_blank"&gt;http://irishshiptogaza.org/?&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;page_id=494&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.tahrir.ca/content/delegates-freedom-waves-gaza-november-2011" target="_blank"&gt;http://www.tahrir.ca/content/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;delegates-freedom-waves-gaza-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;november-2011&lt;/a&gt; ).&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;L'arrivo a Gaza è previsto per il pomeriggio di venerdì 4 novembre.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Noi li sosteniamo&lt;/b&gt;. Perchè crediamo fermamente che Gaza e la Palestina abbiano il diritto di vivere, di essere libere e di poter godere dei basilari diritti umani riconosciuti a tutti.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Chiediamo che alla prepotenza di Israele, che già si è dichiarata pronta a fermare la missione (&lt;a href="http://idfspokesperson.com/2011/11/02/israel-navy-prepares-to-stop-vessels-attempting-to-break-maritime-security-blockade/" target="_blank"&gt;http://idfspokesperson.com/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;2011/11/02/israel-navy-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;prepares-to-stop-vessels-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;attempting-to-break-maritime-&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;security-blockade/&lt;/a&gt; ), si contrapponga la voce del mondo, di quel mondo formato di persone che chiedono la pace, il rispetto del diritto internazionale e di tutte quelle risoluzioni ONU che fino ad oggi il Governo israeliano ha bellamente ignorato.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Chiediamo che la Palestina, che solo ieri è finalmente entrata a far parte a pieno titolo dell'UNESCO, non venga penalizzata per questo da singoli governi che evidentemente sono tutt'altro che democratici, se non rispettano un voto legale e democraticamente espresso in seno ad una delle più importanti istituzioni internazionali (gli USA hanno già annunciato la sospensione dei finanziamenti all'UNESCO).&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Chiediamo a tutti gli uomini e le donne di buona volontà di unirsi a noi nel sostenere una missione di pace e di giustizia, che ha il diritto di arrivare a Gaza e consegnare il suo carico umanitario.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;E chiediamo a voi, giornalisti, di dare voce e risalto a questa missione, che porta il nome “Freedom Waves”&lt;/b&gt; a significare che l'opinione pubblica mondiale è stanca di un'occupazione illegale che continua da 63 anni.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Non lasciamoli soli.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Elena Bellini&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="mailto:lelebell74@gmail.com" target="_blank"&gt;lelebell74@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“We are all on the Freedom Flotilla 2”&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="https://www.facebook.com/groups/WeAreAllOnTheFreedomFlotilla2/" target="_blank"&gt;https://www.facebook.com/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;groups/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;WeAreAllOnTheFreedomFlotilla2/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Posizione delle barche&lt;/b&gt;: &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://maps.google.com/maps/ms?msid=200862560253289452107.0004b0ae197e2bfb714c3&amp;amp;msa=0&amp;amp;ll=36.38149%2C28.55896&amp;amp;spn=1.751266%2C1.809998" target="_blank"&gt;http://maps.google.com/maps/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;ms?msid=200862560253289452107.&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;0004b0ae197e2bfb714c3&amp;amp;msa=0&amp;amp;&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;ll=36.38149%2C28.55896&amp;amp;spn=1.&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;751266%2C1.809998&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;La missione su Twitter&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;@PalWaves, @IrishShiptoGaza, @CanadaBoatGaza - #FreedomWaves #Canada4Gaza&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Interviste con gli attivisti a bordo della Tahrir &lt;/b&gt;(inglese, francese, spagnolo e arabo):&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;in inglese: Dylan Penner: &lt;a href="tel:613.859.6996" target="_blank" value="+16138596996"&gt;613.859.6996&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;in francese: Denis Kosseim: &lt;a href="tel:514.923.5594" target="_blank" value="+15149235594"&gt;514.923.5594&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.tahrir.ca/" target="_blank"&gt;www.tahrir.ca&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Video &lt;/b&gt;con dichiarazioni degli attivisti prima della partenza:  &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;a href="http://www.democracynow.org/blog/2011/11/2/exclusive_video_voices_from_the_secret_international_flotilla_now_sailing_to_gaza" target="_blank"&gt;http://www.democracynow.org/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;blog/2011/11/2/exclusive_&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;video_voices_from_the_secret_&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;international_flotilla_now_&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;sailing_to_gaza&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;Foto&lt;/b&gt;:&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Tahrir: &lt;a href="http://hussienphoto.weebly.com/uploads/8/1/7/7/8177377/2863175_orig.jpg" target="_blank"&gt;http://hussienphoto.weebly.&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;com/uploads/8/1/7/7/8177377/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;2863175_orig.jpg&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Saoirse:&amp;nbsp;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Lh6OLT7iFyM/TrFtERCYCtI/AAAAAAAAAQs/K_umcoG6sr8/s1600/385253_2557751664312_1269615140_33052853_1385892447_n.jpg" target="_blank"&gt;http://4.bp.blogspot.&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;com/-Lh6OLT7iFyM/TrFtERCYCtI/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;AAAAAAAAAQs/K_umcoG6sr8/s1600/&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;385253_2557751664312_&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;1269615140_33052853_&lt;wbr&gt;&lt;/wbr&gt;1385892447_n.jpg&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-987173044675253353?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/987173044675253353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/comunicato-stampa-del-gruppo-we-are-all.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/987173044675253353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/987173044675253353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/comunicato-stampa-del-gruppo-we-are-all.html' title='Comunicato stampa del gruppo “We are all on the Freedom Flotilla 2”'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-8246483697633661428</id><published>2011-11-02T20:26:00.004+02:00</published><updated>2011-11-02T22:47:11.970+02:00</updated><title type='text'>Un po' di link interessanti su Freedom Waves to Gaza!!! (e qualche considerazione)</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ciao!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Vi posto un po' di link interessanti, perlopiù in inglese, però ci sono counque le immagini che rendono l'idea...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm }  A:link { so-language: zxx } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Qui trovate un po' delle belle facce dei passeggeri sulla nave irlandese:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://irishshiptogaza.org/?page_id=494"&gt;http://irishshiptogaza.org/?page_id=494&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;..e quelle dei passeggeri sulla nave canadese:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.tahrir.ca/content/delegates-freedom-waves-gaza-november-2011"&gt;http://www.tahrir.ca/content/delegates-freedom-waves-gaza-november-2011&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Qui c'è un comunicato stampa bellissimo davvero. E avete pure la fortuna che è in italiano! Cito: "&lt;/span&gt;&lt;i&gt;i Palestinesi che vivono a Gaza non vogliono carità ma solidarietà,  ed affermano senza equivoci al mondo intero che quello che vogliono è  semplicemente di essere liberi. L’auto umanitario è certamente utile, ma  i cittadini di Gaza sono prigionieri, senza libertà di movimento.&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.freedomflotilla.it/2011/11/02/due-navi-una-canadese-e-l%e2%80%99altra-irlandese-che-navigano-sotto-la-bandiera-%c2%able-onde-di-liberazione-per-gaza%c2%bb-si-apprestano-a-sfidare-israele-ed-il-suo-assedio-illegale/"&gt;http://www.freedomflotilla.it/2011/11/02/due-navi-una-canadese-e-l%e2%80%99altra-irlandese-che-navigano-sotto-la-bandiera-%c2%able-onde-di-liberazione-per-gaza%c2%bb-si-apprestano-a-sfidare-israele-ed-il-suo-assedio-illegale/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Qui c'è un articolo interessante:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.almasryalyoum.com/en/node/511291"&gt;http://www.almasryalyoum.com/en/node/511291&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Questo è il sito ufficiale dell'iniziativa:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://witnessgaza.com/"&gt;http://witnessgaza.com/&lt;/a&gt; se clikkate su “follow the boats live here”(il link proprio sotto il titolo) ed inserite la password “a” quando richiesto, trovate una mappa interattiva con la posizione della nave.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Qui un'altra mappa che indica la posizione delle navi:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://electronicintifada.net/blog/benjamin-doherty/track-location-freedomwaves-flotilla#.TrGMBkDWTrc"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;http://electronicintifada.net/blog/benjamin-doherty/track-location-freedomwaves-flotilla#.TrGMBkDWTrc&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Qui c'è un video con 3 interviste a chi partecipa alla barca canadese:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.democracynow.org/blog/2011/11/2/exclusive_video_voices_from_the_secret_international_flotilla_now_sailing_to_gaza#.TrGDlVxaQyY.twitter"&gt;http://www.democracynow.org/blog/2011/11/2/exclusive_video_voices_from_the_secret_international_flotilla_now_sailing_to_gaza#.TrGDlVxaQyY.twitter&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Qui c'è un appello che risale a qualche tempo fa di molte organizzazioni palestinesi per rompere l'assedio. (In cui si menziona anche il BDS)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.tahrir.ca/content/call-gaza-do-not-forget-gaza-we-are-waiting-your-boats-our-shores"&gt;http://www.tahrir.ca/content/call-gaza-do-not-forget-gaza-we-are-waiting-your-boats-our-shores&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ed ora qualche mia considerazione personale...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Credo di averlo detto diverse volte, che il mare è la cosa più bella di Gaza. E lo è perchè qui sappiamo, lo crediamo fermamente, che di la del mare ci sono persone che ci supportano, che combattono al nostro fianco. La vostra lotta è la nostra lotta. La vostra libertà è la nostra libertà. Ed ogni vostra vittoria è una vittoria anche nostra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Guardando il mare certe volte ci penso, a quelli che stanno di la. Oggi, quelli che stanno di la ci vengono a trovare, qui a Gaza. Hanno preso le barche e ci vengono a fare visita. Ho sentito che portano anche un regalo, che portano medicine. A me, qullo che importa, è che qualcuno venga a trovare la gente di Gaza. Mi hanno detto che su quelle barche ci sono anche un palestinese della Cisgiordania, Israele ha impedito ai palestinesi di Gaza di incontrare quelli della Cisgiordania, è bello averlo qui a Gaza, è bello che riesca a venire. È un ragazzo, ma è un ospite importante, anche Rana (“speaking person” qui a Gaza per Freedom Waves) mi diceva ieri che non vedeva l'ora che arrivasse, finalmente si può riunire quello che Israele ha spezzato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Però, ho pensato, agli ospiti bisogna offrire il meglio, i posti migliori, i sedili più comodi. Adesso gli ospiti stanno arrivando e, giusto poco fa, mi è sembrato di sentire chiaramente due bombe, poi ho scoperto che erano solo sound bombs. Gli aerei da guerra continuano a volare in cielo. Io vorrei dare il succo della frutta migliore per gli ospiti a cui tengo, le più buone leccornie che so cucinare. Questa gente di Gaza vorrebbe accoglierli come si fa con un fratello che non si vede da molto tempo, come uno che è stato esiliato e torna a casa. Come si fa ad accogliere gli ospiti sotto le bombe? Sotto gli spari dei cecchini? Sotto i droni? Se sono a casa mia, riordino e preparo cose buone da mangiare, se viene un ospite importante. Questi palestinesi di Gaza vorrebbero, io dico, fare lo stesso. Ma qui sembra che non possano fare come se fossero a casa loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Si chiama occupazione.  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-8246483697633661428?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/8246483697633661428/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/un-po-di-link-interessanti-su-freedom.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8246483697633661428'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8246483697633661428'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/un-po-di-link-interessanti-su-freedom.html' title='Un po&apos; di link interessanti su Freedom Waves to Gaza!!! (e qualche considerazione)'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-5296720557153516267</id><published>2011-11-02T19:16:00.000+02:00</published><updated>2011-11-02T19:16:58.903+02:00</updated><title type='text'>AGITE ORA PER DIFENDERE LE IMBARCAZIONI OGGI DIRETTE VERSO GAZA</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;          &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;2 Novembre 2011 | International Solidarity Movement, Gaza&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Due navi, chiamate “Freedom Waves to Gaza” si trovano ora in acque internazionali per raggiungere Gaza assediata. Su di esse saranno presenti 27 civili di 9 nazionalità, incluso un palestinese proveniente dai territori del '48. Si tratta di un'altro tentativo nonviolento da parte di infrangere l'assedio illegale che pesa su Gaza, ceh ha reso i palestinesi dipendenti dall'aiuto internazionale ed ha imposto forti restrizioni al movimento da e verso il loro stesso territorio.  &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“Freedom Waves to Gaza” è rimasto segreto fino a questo momento per paura di sabotaggi e blocchi israeliani, come è successo con la Freedom Flotilla 2: stay human. Ora si tratta di fare in modo che Israele non aggredisca “Freedom Waves to Gaza” impedendo il loro arrivo nella striscia, come è successo con la prima Freedom Flotilla, in aperta violazione della legge internazionale e col silenzio complice del mondo occidentale. Per evitare questo è necessario il vostro aiuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Vi si chiede di agire in favore di quest'iniziativa in qualunque modo consideriate sia efficace nel vostro contesto. In particolare proponiamo di:&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Diffondere la  notizia di quest'iniziativa quanto più possibile, e fare pressione  sui media perchè ne parlino. Se Israele potrebbe agire meno  violentemente se si sente gli occhi del mondo puntati addosso.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Fare pressione  sull'ONU e sulla comunità internazionale, seguendo l'esempio dei  giovani palestinesi che in Cisgiordania attueranno un sit-in presso  il complesso delle Nazioni Unite a Ramallah, chiedendo all'organismo  internazionale&lt;span style="font-weight: normal;"&gt; di &lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;"adottare  misure urgenti per proteggere questa missione e porre fine alla loro  complicità con il blocco criminale imposto da Israele sulla  Striscia di Gaza."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;Essere  pronti ad organizzare proteste nel caso in cui la reazione di  Israele impedisca agli attivisti di raggiungere i porti di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="background: transparent;"&gt;Facciamo appello alla vostra umanità per agire, ed agire con urgenza. Le navi si trovano già in mare aperto, ed il successo di quest'impresa dipende dal supporto che riceverà dall'esterno.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-5296720557153516267?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/5296720557153516267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/agite-ora-per-difendere-le-imbarcazioni.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5296720557153516267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5296720557153516267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/agite-ora-per-difendere-le-imbarcazioni.html' title='AGITE ORA PER DIFENDERE LE IMBARCAZIONI OGGI DIRETTE VERSO GAZA'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7109076941396435859</id><published>2011-11-02T17:38:00.001+02:00</published><updated>2011-11-02T17:55:58.619+02:00</updated><title type='text'>Freedom Waves to Gaza!!!!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;1 Nov 2011&lt;br /&gt;COMUNICA&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;TO STAMPA – PER DIFFUSIONE IMMEDIATA&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Palestinesi si uniscono alle barche per sfidare assieme l'assedio imposto da Israele su Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Barche  irlandesi e canadesi si trovano ora in acque internazionali verso  Gaza per sfidare l'assedio illegale imposto da Israele.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Attivisti  palestinesi lanciano un appello per la fine della complicità  internazionale ai crimini israeliani&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;Si  svolgeranno azioni di solidarietà in tutta la Cisgiordania e in  Israele&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;[Ramallah] Due barche civili, la canadese Tahrir (Liberazione) e l'irlandese Saoirse (Libertà), con a bordo 27 passeggeri provenienti da 9 paesi (inclusi giornalisti ed equipaggio), stanno viaggiando in acque internazionali verso la Striscia di Gaza per sfidare l'assedio criminale e illegale imposto da Israele. Un palestinese di Haifa ha aderito a questa nuova missione internazionale che vuole sfidare via mare la morsa implacabile di Israele su Gaza. Il messaggio che portano è di unità, di sfida, di speranza, nonostante Israele separi fisicamente i palestinesi gli uni dagli altri. Gli organizzatori del “Freedom Waves to Gaza” hanno scelto di non pubblicizzare l'impresa in anticipo viste le azioni israeliane per bloccare e sabotare la Freedom Flotilla II lo scorso luglio. Le barche, che sono salpate da Fethiye, Turchia, sono attese a Gaza venerdì pomeriggio; navigheranno in acque internazionali ed entreranno direttamente nelle acque territoriali di Gaza, senza attraversare le acque territoriali di Israele. Le barche porteranno un carico simbolico - $ 30.000 in medicine, insieme ad un gruppo eterogeneo di passeggeri, tutti impegnati nella difesa non violenta della flottiglia e dei diritti umani del popolo palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Israele ha ingabbiato i palestinesi a Gaza e in Cisgiordania, e ci proibisce di incontrarci fisicamente. Vogliamo rompere l'assedio che Israele ha imposto al nostro popolo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;", ha affermato Majd Kayyal, uno studente di filosofia palestinese di Haifa, a bordo della Tahrir. Kayyal ha aggiunto: "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;Il fatto che siamo in acque internazionali è già una vittoria per il movimento. L'assedio israeliano imposto su Gaza è insostenibile e porre fine a questa ingiustizia è una responsabilità morale&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo, i giovani palestinesi hanno firmato una dichiarazione che esorta la comunità internazionale e le Nazioni Unite in particolare, "&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;ad adottare misure urgenti per proteggere questa missione e porre fine alla loro complicità con il blocco criminale imposto da Israele sulla Striscia di Gaza.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;span style="background: none repeat scroll 0% 0% transparent;"&gt;" Essi hanno condannato le precedenti dichiarazioni del segretario generale dell'ONU, che richiedeva che gli aiuti a Gaza passassero attraverso "valichi legittimi e canali prestabiliti", nonostante l'ONU stessa abbia ammesso che il fallimento di Israele nell'adempiere alle sue responsabilità ha creato una crisi senza precedenti della dignità umana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante questa settimana attivisti palestinesi in Cisgiordania e in Israele stanno organizzando azioni di solidarietà con la missione Freedom Waves, tra cui un sit in presso il complesso delle Nazioni Unite (Tokyo Street, Ramallah) e raduni in altre città della Cisgiordania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa missione rappresenta l'undicesimo tentativo di rompere l'assedio di Gaza via mare. Delle precedenti, cinque sono riuscite a raggiungere Gaza tra agosto e dicembre 2008, mentre le altre sono state intercettate e violentemente bloccate da Israele. Nel maggio 2010, Israele ha attaccato i passeggeri della Freedom Flotilla in acque internazionali, uccidendo nove civili e ferendone oltre 50. Le azioni di Israele sono state ampiamente e ripetutamente denunciate e condannate in tutto il mondo. I tentativi di portare una seconda flottiglia a Gaza sono stati vanificati lo scorso luglio dal  governo greco sotto pressione di Israele e dei governi occidentali, e da atti di sabotaggio israeliano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="it-IT"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Israele ha intensificato nei giorni scorsi i bombardamenti aerei su Gaza, sottolineando la necessità di iniziative internazionali simili a questa che possano fungere da detterente per Israele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiori informazioni contattare:&lt;br /&gt;+970-592-346-895&lt;br /&gt;FreedomWaves4PAL@gmail.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota:&lt;br /&gt;Per informazioni dettagliate sulla flottiglia Freedom Waves: http://witnessgaza.com/&lt;br /&gt;Twitter: @PalWaves #FreedomWaves&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7109076941396435859?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7109076941396435859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/freedom-waves-to-gaza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7109076941396435859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7109076941396435859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/freedom-waves-to-gaza.html' title='Freedom Waves to Gaza!!!!'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-2435660834925880224</id><published>2011-11-01T01:34:00.000+02:00</published><updated>2011-11-01T01:34:29.545+02:00</updated><title type='text'>Bispensiero</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi scrivo queste poche righe mentre i droni continuano a sorvolare il cielo di Gaza, e mentre le notizie su cosa accadrà nelle prossime ore sono tutt'altro che chiare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre la Palestina è antrata a far parte dell'UNESCO, e in conseguenza a ciò gli Stati Uniti hanno deciso di tagliare i fonti a quella branca dell'ONU, è arrivata la notizia che Israele avrebbe deciso di rispondere in maniera consistente ai missili lanciati da Gaza. Ora, come si dice, se Israele decidesse di rispondere in maniera consistente, i primi a saperlo saremmo noi da qui, e non i giornalisti. E poi, come dice qualcuno su twitter, Israele non dichiara mai quello che farà, per cui se davvero volesse attaccare non lo dichiarerebbe. Ma tanto fa, serve sempre a creare tensione, paura, ansia, angoscia. In anziani, donne uomini bambini...in una popolazione tutta. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo che ho scritto il post l'altroieri le cose sono evolute. Alle 5 di ieri mattina ci sarebbe dovuta essere una tregua, alle 7 di mattina israele aveva già bombardato 10 siti in Gaza. Successivamente l'Egitto ha cercato di mediare un'altra tregua, ma da Gaza è arrivato un “non ci fidiamo”. Non è chiaro nulla, non si sa cosa accadrà ora, mentre il numero totale dei morti è salito a 12 (un israeliano e 11 palestinesi).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto c'è chi definisce il continuo sorvolare di droni una &lt;a href="http://networkedblogs.com/pdcDm?a=share&amp;amp;ref=nf"&gt;tortura psicologica&lt;/a&gt;. Io lo chiamerei punizione collettiva. Modo per terrorizzare un'intera popolazione. Per fare tornare alla mente i peggiori traumi del passato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vorrei qui fare un po' chiarezza, perchè mi sembra che a parlare di raid e prigionieri talvolta si faccia un po' di confusione coni concetti e le parole. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I carcerati palestinesi, per esempio, si dice che dabbano stare in carcere perchè hanno ucciso delle persone. Nessun soldato israeliano è stato posto in isolamento o in carcere per i crimini efferati dell'operazione piombo fuso. Ci troviamo di fronte al paradosso per cui se un'uccisione è portata avanti da un esercito, questo la rende agli occhi del mondo accettabile, mentre se viene portata avanti nel quadro di una lotta di liberazione viene chiamata terrorismo. In Israele, chiariamolo, chi si rifiuta di prestare servizio nell'esercito, finisce in galera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qui siamo di fronte da un lato ad un popolo sotto occupazione, che ha subito pulizia etnica, deportazioni e genocidi, che tenta, in mille modi possibili, di difendersi dalla potenza occupante; e dall'altro alla 4° potenza militare al mondo, che ha fatto pulizia etnica, deportazioni e genocidi, e che spara a bambini, contadini e pescatori per scelta, sapendo di avere di fronte bambini contadini o pescatori, e volendo appositamente colpire bambini contadini e pescatori. Potremmo stare qui a discutere per anni su quali siano i mezzi migliori o peggiori, più o meno utili, più o meno eticamente accettabili per resistere all'occupazione israeliana. Ciò non cambia il diritto del popolo occupato di scegliere il suo modo di resistere (che tra parentesi è garantito anche dalla legislazione internazionale).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che stanno facendo i palestinesi si chiama Resistenza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quello che stanno facendo gli israeliani si chiama terrorismo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Poi la resistenza può piacere oppure no, si può condannare il terrorismo oppure no. Però chiamiamo le cose con il loro nome.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Definizione Hoepli di terrorismo: “Metodo di lotta violenta, adottato da una fazione politica, da gruppi o movimenti di guerriglia, per abbattere un regime, un governo con atti di violenza destinati, oltre che a colpire gli avversari, a creare tensione e insicurezza tra la popolazione”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordate Orwell? 1984? Il bispensiero?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;p.s.: Io qui per scielta condurrò e conduco azioni nonviolente, perchè penso che &lt;i&gt;per un'internazionale&lt;/i&gt; questo tipo di azioni siano più efficaci, o per varie ragioni preferibili. Ma questo non significa che giudico le forme di resistenza dei palestinesi stessi... sicuramente non sono nella posizione per farlo, e non credo che tra chi mi sta leggendo qualcun* lo sia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;p.s.2:ZZZZZZZZZZZZZZZzzzzzzzzzzzzzzZZZZZZZZzzzzZZZZzzzZZzzzZZzZZZzZZzzZZzzzzzzzzzzZZZZZZZZzzzzZZzzZZZZZZZZZZZZZZzzzzzZZzzZZZZZZZZZZZzzzzZZzzZZZZZZZZZZzzzzZZzzzZzzzzzzzzzzZzzzzzzZzzzzzzzzzZZzzZZzZZzzZzzZzzzZZZZzzZZZZZZZZZZZZzzzzzzZZzzZzzzzzZzzZZZzzZZZZZZzzzzzzZZZZZZ-Zannana!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;p.s.3: &lt;a href="http://www.radiocooperativa.org/sitonuovo/images/stories/audio/gaza30ottobre11.mp3"&gt;questo&lt;/a&gt; è l'audio della mia intervista di ieri con &lt;a href="http://www.radiocooperativa.org/sitonuovo/index.php"&gt;radio cooperativa&lt;/a&gt; (grazie Gustavo!) &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-2435660834925880224?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/2435660834925880224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/bispensiero.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2435660834925880224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2435660834925880224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/11/bispensiero.html' title='Bispensiero'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-2401356750986646021</id><published>2011-10-29T23:29:00.000+02:00</published><updated>2011-10-29T23:29:29.963+02:00</updated><title type='text'>L'abitudine e l'insonnia</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Qual'è la cosa che mi fa più paura di Gaza? L'abitudine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'abitudine alle bombe, l'abitudine agli spari. L'abitudine ai droni ed agli f16, l'abitudine alle menzogne sioniste. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi eravamo in riunione, con gli stessi che portavano avanti lo sciopero della fame per i prigionieri a Gaza (in arrivo importanti novità...ma ancora non sono ufficiali...ssstt!) e ci ha telefonato un amico dicendo che 5 uomini erano stati uccisi in un bombardamento a Rafah. Ci siamo fermati un momento, abbiamo ascoltato la radio (o meglio hanno ascoltato la radio, perchè io l'arabo non lo capisco), ed hanno capito che i morti provenivano da dei campi di addestramento della resistenza. Tra i morti c'erano anche alcuni leader. C'erano anche dei feriti. Succede, hanno bombardato, sono morte delle persone che avrebbero voluto difendere la loro terra.  Allora, alcuni degli amici di questi assassinati hanno lanciato dei missili (quelli artigianali, questi che si riescono a fare qui a Gaza) verso una qualche città israeliana. Tre feriti, forse, nessuno grave. E, come qui è normale, i media sionisti hanno urlato all'attacco da parte dei pericolosi terroristi verso Israele. Allora, Israele “attaccato”, ha dovuto difendersi, come no! Abbiamo sentito un boom anche da casa nostra. Ho saputo che stavano bombardando tutta la striscia. Ho letto che sono morte altre due persone a Rafah, sono state portate all'ospedale Najjar a pezzetti. Ed è stata ferita, in mezzo ad altri 20, una bambina di 12 anni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma siamo a Gaza, è normale. Qui la vita non vale nulla. Qui siamo tutti pericolosi terroristi. Per chi è nato e cresciuto qui, è sempre stato così.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre scrivo il suono dei droni continua a ronzare sopra la testa, ed anche questo è diventato un suono normale. C'erano notti in cui mi addormentavo, qualche tempo fa, pensando “perfavore, drone che ronzi nelle orecchie, perfavore, questa notte non uccidere nessuno...o almeno nessuno che mi sia capitato di incontrare!” Ora, quasi, sembra il suono di un go-cart da quanto è forte. Radhika voleva dormire, non ci riesce perchè il rumore dei droni è troppo intenso. È uscita di camera sua esclamando: “Ma perchè oggi fanno un suono così forte?!? Ma cosa stanno facendo? Ma perchè in questa zona? Perchè così bassi? Non riesco a dormire!” Tutta Gaza è pervasa dallo zzzz delle zannane, come chiamano qui i droni. E buona parte di Gaza, probabilmente, questa notte soffrirà d'insonnia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri pomeriggio i soldati israeliani ci hanno sparato contro dalle torrette di controllo, a Khuza'a. Stavamo  camminando su una strada normale, con un gruppetto di bambini. Era la  strada che i bambini percorrono tuuti i giorni per andare e tornare da scuola. Di solito in  quella strada i sionisti non sparano. L'avrò percorsa un centinaio di volte,  non è mai successo nulla. Non succede nulla per cento volte, e alla  centounesima sparano. E sparano anche se ci sono i bambini. E i bambini  non si scompongono...si appiattiscono al suolo per qualche minuto, e poi  tornano indietro e scelgono un'altra strada per tornare a casa. Qui  funziona così. Sanno che i soldati sionisti alle torrette possono  decidere della loro vita...è sempre stato così. Per cento volte si passa  tranquillamente, si può andare e tornare da scuola. La centunesima  sparano e colpiscono al ginocchio per esempio l'allora quattordicenne  Wafa', che stava solo tornando a casa dopo le lezioni, due anni fa. “Loro” sono li,  sono sempre stati li. E per tutta la loro vita, questi futuri uomini e  donne palestinesi hanno sempre saputo che, dalle torrette, un soldatino  biondo può decidere se piantargli un proiettile in corpo oppure no. E,  davvero, la cosa più terrificante è che questo, qui, è normale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I  carcerieri israeliani avevano promesso che avrebbero smesso di mettere  in isolamento i prigionieri, che anche Akhmad Sa'adat sarebbe stato in  una cella qualunque, con altri detenuti. Non ti fidare mai di un sionista. Da ieri Sa'adat è  in isolamento per un altro anno, ecco, anche questo è normale. “Loro”  possono mentire, e loro mentono perchè loro possono.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo un'amica gazawa che quest'estate è riuscita ad andare in Europa, con una borsa di studio di qualche settimana. Mi ha detto che la cosa più strana era riuscire a muoversi per esempio da Bruxelles a Parigi senza trovare check point, senza che nessuno ti fermasse. “Voi in Europa potete andare ovunque, è incredibile!”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Io lo so che c'è un altro mondo fuori. Che la vita vale più di una pallottola di un cecchino. Che non è vero che ovunque ci sono le bombe, che non è vero che ovunque ci sono i check point, che non è vero che per forza se vai a scuola devi essere sotto tiro continuo di un'arma da una torretta di controllo... Però qualcuno non lo sa. Qualcuno, da qui, non è mai uscito. E pensa che questo sia l'unico mondo possibile. E ci fa l'abitudine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Voi laffuori lo sapete che questo non è l'unico mondo possibile. Perfavore, non fateci l'abitudine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Questo è il &lt;a href="http://chirb.it/aeECs9"&gt;suono&lt;/a&gt; dei droni (grazie a Ruqaya che lo ha registrato). Qui, probabilmente, soffriremo d'insonnia a causa di questo ronzio. E voi, per che cosa soffrirete d'insonnia?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-2401356750986646021?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/2401356750986646021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/labitudine-e-linsonnia.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2401356750986646021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2401356750986646021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/labitudine-e-linsonnia.html' title='L&apos;abitudine e l&apos;insonnia'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-1298504919661528833</id><published>2011-10-29T11:56:00.000+02:00</published><updated>2011-10-29T11:56:18.081+02:00</updated><title type='text'>Premio Paolo Borsellino a Vik. Un ricordo da Gaza.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-B9OOigbx5Qc/TqvEFW8aZ4I/AAAAAAAAASk/GB2wHIDRVBw/s1600/VIKshahd.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="386" src="http://1.bp.blogspot.com/-B9OOigbx5Qc/TqvEFW8aZ4I/AAAAAAAAASk/GB2wHIDRVBw/s400/VIKshahd.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Oggi Egidia Beretta, la mamma di Vittorio, è andata a ritirare il premio Paolo Borsellino, che quest'anno è stato assegnato a suo figlio. Sul sito ufficiale è possibile leggere che “Il premio intende testimoniare ammirazione, gratitudine ed affetto a quelle personalità italiane che hanno offerto una testimonianza d’impegno, di coerenza e di coraggio particolarmente significativa nella propria azione sociale e politica contro la violenza e l’ingiustizia, ed in modo particolare per l’impegno profuso in difesa e per la promozione dei valori della libertà, della democrazia e della legalità.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Qui a Gaza Vittorio viene ricordato come un amico e come un fratello, e la sua memoria rimarrà indelebile nei cuori di questa gente. In tanti lo consideravano un membro della loro famiglia, in troppi si sono sentiti come se fosse morto un loro fratello. Per questo, oggi, vorrei dare voce ai suoi amici, a chi da Gaza ha deciso di ricordarlo, a chi, alla notizia dell'assegnazione del premio, ha pensato fosse bello mandare un messaggio in sua memoria. I messaggi sono molto diversi tra loro, come le persone che li mandano: ve li riporto così come sono, senza la pretesa di dare un quadro completo di “cosa Gaza pensa di Vittorio”, ma con la volontà di dare voce a chi vorrebbe comunicare con amici e parenti di un uomo che vedevano come un fratello.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Il dottor &lt;b&gt;Ala&lt;/b&gt; è medico all'ospedale Al Auda, ha lavorato al fianco di Vik durante piombo fuso, Vik sulle ambulanze e lui dentro l'ospedale. Anche dopo la fine del massacro l'attivista ha continuato a contattarlo per curare malati di Gaza. O semplicemente per cenare assieme e passare qualche momento rilassato in compagnia. Queste sono le sue parole:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Vittorio aveva dei muscoli potenti, ma li usava solo per giocare con i bambini. Era grande e grosso, ma aveva il cuore di un bambino. Era un eroe nell'evacuare i palestinesi feriti durante la guerra. Esponeva se' stesso al pericolo, pur di difendere pescatori e contadini dalle aggressioni di Israele.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Anche quando aveva i calcoli ai reni aveva fretta di unirsi agli agricoltori per proteggerli: aveva superato il dolore per aiutarli. Conosceva le strade di Gaza e dintorni meglio degli stessi abitanti del posto che sono nati qui. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Cinque giorni prima che Vittorio morisse gli dissi di tornare a casa perchè suo padre che era malato aveva bisogno di lui, lui rispose che Gaza aveva bisogno di lui più di suo padre. Mi disse: “voglio molto bene a mio padre, ma lui ha un paese e servizi a disposizione, mia madre e mia sorella sono con lui...qui a Gaza siamo troppo pochi”. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Vittorio è una candela che brucia per illuminare il cammino di altri. Riposa in pace ribelle italiano! Sei il Che Guevara del 21° secolo...i palestinesi non ti dimenticheranno mai. Con amore a te, nostro caro amico, alla tua famiglia ed ai tuoi amici italiani.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Saber&lt;/b&gt; è leader della “local initiative Beit Hannoun”, organizzava le manifestazioni al confine di cui Vik raccontava sempre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Su questa terra c'è qualcosa per cui valga la pena vivere”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Si può dedicare la propria vita alla dignità umana, alla libertà, in difesa del nostro stesso essere “umani”, ed è questo che Vittorio ha sempre fatto. Egli ha lottato stando dalla parte degli oppressi contro l'oppressione qui nei territori palestinesi occupati, terra di pace e luogo natale di Gesù (pace a lui).&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Dando la sua voce per la giustizia, Vittorio ha sempre difeso i diritti umani e cercato di trasmettere al mondo le sofferenze di un intero popolo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Nonostante la morte del nostro amato, tantissimi giovani di Gaza stanno portando avanti il suo messaggio e la sua cultura, continuando questa lotta e seguendo il suo cammino di libertà ed indipendenza.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Un'ultima parola: “prima di pensare qualsiasi cosa, ricordati che sei un essere umano”&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Il nostro messaggio dalla terra di Oliva, dove la libertà e la giustizia portano alla pace.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Taraji&lt;/b&gt; non ha avuto il piacere di conoscere approfonditamente Vik. È una delle tante e dei tanti che lo hanno incrociato per poche decine di minuti, ma lo ricorda vividamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;È entrato in questa casa e si è seduto con noi, alla pari. Ci ha ascoltate, ha ascoltato la nostra sofferenza. E come con noi, ha ascoltato ed aiutato tutti quelli che ha potuto qui a Gaza, aveva certamente una forte umanità. &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Vorrei dire a sua madre che deve andare orgogliosa di suo figlio, vorrei avere l'onore di conoscere una donna così...e le auguro una vita felice!&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Jabur &lt;/b&gt;è un contadino, vive a Faraheen. Parte della sua casa è stata distrutta in un'incursione, Vik con altri ISM all'epoca ha abitato li per un certo tempo. La terra che Jabur coltiva si trova a poche centinaia di metri dal confine, ed è uno dei contadini che anche Vik accompagnava durante le “farming actions”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;In nome di Allah il misericordioso&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Vik l'eroe che ha lottato per la Palestina&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Che bei momenti abbiamo passato insieme, fratello Vittorio! Se gli occhi non ti vedono più, il cuore non ti dimentica. Dicevi che nella vita ci sono molte cose per cui ridere, e davvero i momenti passati con te sono tra i più gioiosi. Pensavo che la morte fosse lontanissima per te, non me lo aspettavo, però è successo. Così voglio dire alla tua gente: “Non cambiate idea riguardo noi palestinesi. Vi posso assicurare che Vik è dentro ogni goccia del mio sangue. Saluto e rispetto sua madre, e le dico, mentre nasconde le lacrime dietro un sorriso, che suo figlio non è morto, che è qui dentro di noi, siamo tutti suoi figli, figli che non ha mai partorito. Vorrei abbracciare sia lei che il padre di Vittorio, vorrei essere loro vicino in questo momento.” &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Shahd&lt;/b&gt; è una giovanissima blogger ed artista di Gaza. Stava realizzando un ritratto di Vik nel periodo in cui è stato ucciso, lo ha terminato dopo la sua morte. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;È l'immagine in testa a questo post.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Il terzo giorno del tuo funerale, tua madre ha fatto una chiamata in diretta con noi, ho tradotto il suo messaggio in arabo. Tua madre è grande come te. Ci siamo uniti nel dolore per questa perdita, e riuscì a fare in modo che l'Italia e Gaza cantassero assieme uniti in una sola voce "Bella Ciao".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mio caro Vik, voglio che tu sappia che ci hai lasciato nel corpo ma l'anima vivrà con noi per sempre. Voglio essere sicura che tutti coloro che credevano in te e nella causa palestinese continuino a seguire il tuo percorso. Vorrei che tu sapessi che sei il nostro eroe, puramente umano. “Restiamo umani”, è così che sei stato tutto il tempo ad ogni passo che hai compiuto. Vittorio, sei il vincitore, tu sei il sognatore che non si arrende mai, così, mio caro amico, possa tu riposare in pace.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Eba'a &lt;/b&gt;è una blogger di vent'anni. Era molto amica di Vik, ed ha tatuata sui polsi la sua frase “restiamo umani”. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Ancora oggi per me è difficile fare i conti con l'assenza del corpo materiale di Vik tra noi. È appunto per fare in modo che lui sia sempre ed ovunque con me che ho deciso di tatuarmi le sue parole, che sono di ispirazione per tutta Gaza “Restiamo Umani” sui polsi. Il suo messaggio era così chiaro e puro, la sua vita votata alla giustizia, libertà ed uguaglianza. Siamo tutti non solo suoi amici, ma anche suoi allievi: abbiamo imparato tanto da lui. Non era solo un combattente per la libertà (freedom fighter) ma anche un vero amico, di quelli che vorresti sempre avere al tuo fianco nel momento del bisogno. Era pieno di amore, tutto l'amore che ha ricevuto qui a Gaza. “loro” pensavano fosse un corpo, che fosse possibile ucciderlo: non avevano capito che è un'idea che non morirà mai.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Era umano.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Mahfuz &lt;/b&gt;è un pescatore, è anche il presidente dell'associazione dei pescatori e degli sport marini, insieme a Vik organizzava gli accompagnamenti in mare. Lui, come tutti i pescatori di Gaza, conserva un ricordo vivissimo di Vik.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Le parole non possono descrivere i sentimenti per il nostro caro amico Vittorio. Hai avuto una vita breve ma sei stato molto generoso. Il tuo messaggio è stato lanciato a tutte le persone oneste, tu eri e sei ancora la voce della giustizia, della pace attiva, hai combattutto contro la povertà e l'ingiustizia. Il tuo nome è stato scritto con inchiostro d'oro nella storia, riposa in pace Vittorio, i tuoi genitori ed i tuoi amici dovrebbero essere orgogliosi di te! &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Ci manchi tantissimo ma il tuo esempio rimarrà di ispirazione per noi.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;b&gt;Ayman&lt;/b&gt; è un rapper, il primo rapper di Gaza. I soldati israeliani hanno ucciso suo padre di fronte ai suoi occhi durante piombo fuso. Si sedeva spesso, la sera, al Gallery (un bar di Gaza) a fumare il narghilè o semplicemente a chiacchierare con Vittorio. Così è come lo ricorda:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Ci sono due tipi di persone, quelli che muoiono e quelli di cui muore solo il corpo. Ricordo ancora ogni momento speso con lui, tristezza, frustrazione, e mancanza di speranza per il futuro, però continuo a cercare di sorridere perchè voglio essere quello che lui avrebbe voluto da me: &lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;“&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Un essere umano libero, con dignità e fiero di esserlo”.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Dio benedica la sua anima.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;i&gt;Restiamo Umani.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;Per alcuni degli amici di Vik scrivere riguardo lui è ancora difficile, talvolta, sapete, le parole sembrano sempre inadatte. In molti, molti altri che non hanno avuto voce in queste poche righe qui lo ricordano col cuore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://2.gvt0.com/vi/PyvcqkAlThI/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PyvcqkAlThI&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/PyvcqkAlThI&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-1298504919661528833?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/1298504919661528833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/oggi-egidia-beretta-la-mamma-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/1298504919661528833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/1298504919661528833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/oggi-egidia-beretta-la-mamma-di.html' title='Premio Paolo Borsellino a Vik. Un ricordo da Gaza.'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-B9OOigbx5Qc/TqvEFW8aZ4I/AAAAAAAAASk/GB2wHIDRVBw/s72-c/VIKshahd.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-2733889474919048795</id><published>2011-10-28T21:21:00.000+02:00</published><updated>2011-10-28T21:21:29.689+02:00</updated><title type='text'>Escalation a Khuza'a</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Testimoni parlano di un'escalation delle aggressioni israeliane nella zona di Khuza'a – Abasan, governatorato di Khan Younis, striscia di Gaza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa mattina, dalle 7.30 alle 8.30 c'è stata un'incursione di carri armati israeliani in territorio palestinese che si sono mossi dal territorio di Faraheen a quello di Khuza'a. Si sono uditi anche numerosi colpi di proiettile. Suzanne, che vive nel nord di Khuza'a, ha confermato che negli ultimi giorni i carri armati sionisti entrano al di qua delle recinzioni un giorno ogni due, e che i giorni in cui non entrano in territorio palestinese comunque pattugliano il lato israeliano. Anche Taragi dal sud di Khuza ha confermato che nell'ultimo periodo gli spari si sono fatti più insistenti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Due attiviste ISM (io e Radhika) oggi alle 4.30 stavano camminando sulla strada che porta alla scuola del villaggio di Khuza'a, ad una distanza di circa 500 metri dal confine, il luogo era popolato da bambini e ragazzi, alcuni a piedi ed altri in un carretto trainato da un asino. Stavano semplicemente percorrendo la strada per andare a casa. Senza preavviso di alcun tipo, e senza alcun colpo di avvertimento, dalla torre sionista a controllo remoto sono partiti due colpi di arma da fuoco, sufficientemente vicini alle teste di chi camminava tranquillamente per la strada da sentire distintamente e forte il sibilo del proiettile che attraversava l'aria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Khuza'a è un piccolo villaggio principalmente di contadini, e l'area che lo circonda non è nuova ad attacchi ed incursioni da parte dei sionisti. La scuola in particolare si trova a poche centinaia di metri dal confine e spesso i bambini sono costretti a tornare a casa a causa degli spari. C'è un caso, ad esempio, di una ragazza che ha perso la rotula a causa di un proiettile sionista mentre stava camminando per tornare a casa da scuola. Fino a dieci anni fa in quest'area c'erano numerosi alberi da frutto e la terra veniva coltivata rendendo piuttosto bene. Oggi viene coltivato principalmente grano, perchè non chiede tanta attenzione e quindi non rende necessario recarsi sul posto di frequente; infatti spesso anche i contadini vengono attaccati.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Khuza'a ha sofferto le peggiori atrocità durante l'attacco terrorista israeliano denominato piombo fuso. La maggior parte della popolazione è stata costretta ad abbandonare il villaggio per recarsi in luoghi più sicuri, ha subito pesanti attacchi al fosforo bianco, sono stati deliberatamente bombardati ed uccisi civili durante il cessate il fuoco, sono state uccise donne che dopo giorni di assedio in casa si presentavano all'uscio con una bandiera bianca. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-2733889474919048795?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/2733889474919048795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/escalation-khuzaa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2733889474919048795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2733889474919048795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/escalation-khuzaa.html' title='Escalation a Khuza&apos;a'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7663470758180181946</id><published>2011-10-28T11:00:00.000+02:00</published><updated>2011-10-28T11:00:36.205+02:00</updated><title type='text'>Racconto di un prigioniero deportato a Gaza</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DYerwx4lpE0/TqpttwMORUI/AAAAAAAAASc/WD5w37FRD78/s1600/Loay.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-DYerwx4lpE0/TqpttwMORUI/AAAAAAAAASc/WD5w37FRD78/s200/Loay.jpg" width="175" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Loay Auda, nelle carceri israeliane dal &lt;/b&gt;&lt;a class="jewelButton" data-gt="{&amp;quot;ua_id&amp;quot;:&amp;quot;jewel:notifications&amp;quot;}" data-target="fbNotificationsFlyout" href="" name="notifications" rel="toggle"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;2002, è stato liberato durante l'ultimo scambio. Originario di Gerusalemme, è stato deportato a Gaza.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il racconto dell'arresto inizia con le parole dalla madre, umm Izrod: “Era il 5 aprile del 2002, durante la seconda intifada. Mio figlio mi ha chiamata dicendo che finalmente potevamo incontrarci, potevo riabbracciarlo, vedere come stava. Era nascosto da 9 giorni a Ramallah, dove c'era il coprifuoco, perchè era ricercato dalle forze di occupazione sionista. In quegli interminabili 9 giorni non lo ho mai sentito, così siamo riusciti a trovarci in una casa di mia sorella, che lei non usava perchè era andata ad abitare altrove. Ci siamo seduti, abbiamo cucinato patate fritte e bevuto il caffè, poi Loay si è fatto una doccia, dato che da nove giorni non riusciva a farla, poi eravamo stanchi e siamo andati a dormire”. Sembra tutto tranquillo, finalmente una serata normale, ma non è così: “alle due di notte ho sentito dei rumori. Ho pensato fossero le pattuglie che controllavano il rispetto del coprifuoco, ma poi ho sentito i soldati che ci chiamavano con i nostri nomi: “venite fuori con le mani alzate” dicevano. Ho provato a svegliare mio figlio “alzati, alzati, ti stanno venendo a prendere!” e lui non si svegliava, chissà da quanti giorni non riusciva a dormire bene. Da fuori continuavano a chiamare i nostri nomi e cognomi. Lo ho svegliato con più energia, eravamo completamente circondati, non saremmo mai riusciti a scappare. I soldati tiravano pietre alle finestre, continuavano a chiamarci e noi non rispondevamo. Abbiamo cominciato a parlare dell'arresto, ci dicevamo l'un l'altra: “dobbiamo essere forti e non parlare, non dire nulla. Anche se ci tortureranno, dovremo resistere.” Ad un certo punto, in quella baraonda ci siamo trovati anche a scherzare e a prenderci in giro... Attorno a noi i sionisti avevano un gran dispiegamento di mezzi: elicotteri, carri armati, bulldozers... sembrava quasi che ci stessero per bombardare!”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Alle 6.30 abbiamo sentito aprirsi la porta di casa. Erano andati a casa di mia sorella a prendere le chiavi, ed avevano usato i suoi figli come scudi umani per aprire la porta.” Evidentemente, l'uso di bambini come scudi umani non è una novità di piombo fuso ma una pratica consolidata. “Sono uscita, ed ho cercato di tenere impegnati i soldati, mi dicevano di chiamare mio figlio, io non volevo venisse perchè ero convinta che se fosse uscito gli avrebbero sparato.” Quando lui è uscito, la madre, terrorizzata, ha cercato di proteggerlo dai soldati con il suo corpo. I soldati si sono arrabbiati: “sono cinque ore che vi chiamiamo, che vi intimiamo di uscire, cosa siete, sordi?”. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Hanno preso mio figlio e lo hanno messo sul marciapiede per interrogarlo. Io gli ho portato prima le scarpe e poi le sigarette, i soldati mi insultavano. Era completamente buio, per strada c'erano solo le forze dell'occupazione a causa del coprifuoco, ma vedevo i vicini che spiavano dalle finestre. Ho detto a mio figlio: “Tu sei il più grande. Li vedi tutti questi cani che ti circondano? Non valgono quanto la suola della tua scarpa. Resta forte che ti rilasceranno”. Lui mi ha risposto: “mi rilasceranno solo da vecchio” ed un soldato è intervenuto “spero che tu muoia prima di essere liberato”. Gli hanno messo la benda agli occhi e mi hanno chiamata per baciarlo l'ultima volta, lo hanno caricato sulla jeep ed è partito.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da questo punto in poi è Loay a raccontare come sono andate le cose. Sulla strada per la prigione la jeep si è fermata e lo hanno fatto scendere. Lo hanno tempestato con una pioggia di domande, minacciandolo di vendicarsi su sua madre (accusata di aiutare un “terrorista”) se non avesse parlato, e sfruttando il momento di possibile fragilità psicologica dell'arrestato. “Ad un certo punto mi hanno sollevato la benda e slegato mani e piedi -racconta- per vedere se fossi scappato. Se lo avessi fatto mi avrebbero sparato, ed io lo sapevo, quindi sono rimasto fermo.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il primo perido di detenzione, quello del cosiddetto “interrogatorio” è probabilmente il momento peggiore per ogni detenuto. Vengono applicate torture psicologiche e fisiche per cercare di ricevare informazioni sulle attività dei detenuti stessi ed anche su altre persone. L'interrogatorio di Loay è durato 55 giorni e si è svolto a Gerusalemme, nel carcere di Mascobyya, una ex chiesa russa occupata e sfruttata per gli interrogatori.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Ero accusato di qualsiasi cosa, era durante la seconda intifada, stava succedendo di tutto. Volevano estorcere informazioni non solo riguardo le mie attività ma anche riguardo i miei compagni. Le torture erano più psicologiche che fisiche. I sionisti avevano imparato che se ci torturavano fisicamente rimanevano le prove, mentre le torture psicologiche erano più difficili da provare. Ci minacciavano di arrestare membri della nostra famiglia. Ci facevano stare legati ad una sedia per giorni consecutivi. Ci facevano stare legati in stanze con musica altissima.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Loay è stato trasferito moltissime volte: all'inizio era rinchiuso ad Askalan, poi Beid Sheba, poi Ramla, poi Ashkaron, Gelboa, Shatta ed infine di nuovo Gelboa. “In carcere ci organizzavamo” racconta “i componenti di ciascun partito sceglievano un portavoce, ed i portavoce discutevano la strategia da adottare in maniera unitaria. Nessuno era autorizzato a parlare con i carcerieri eccetto colui a cui collettivamente si aveva dato quell'incarico”. Racconta che in carcere i prigionieri dovevano soppostare le violenze dei poliziotti, perquisizioni umilianti, punizioni collettive, giorni di isolamento se si fossero violate le regole. C'era solo un'ora o due di aria al giorno, le visite delle famiglie spesso erano proibite, il cibo era poco e la dieta non era salutare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha partecipato all'ultimo sciopero della fame, e questo è il suo racconto in proposito: “La nostra richiesta principale riguardava la fine dell'isolamento. Chi era in isolamento veniva rinchiuso in una cella piccolissima da solo, l'ora d'aria, quando c'era, si faceva ad orari strani, lontani dagli altri carcerati e comunque legati. Dopo due anni in questa situazione le ripercussioni psicologiche sui detenuti cominciano a diventare davvero gravi. In quel momento più di 30 prigionieri si trovavano in isolamento, per periodi che andavano da un anno a 13 anni; 10 o 15 di questi erano in isolamento per lunghi periodi. Akhmad Sa'adat era al terzo anno di isolamento e la sua salute psicologica e fisica si stava deteriorando. Prima facevamo qualche breve sciopero, un paio di giorni al massimo, ma era venuto il momento di andare fino in fondo. La situazione poi era peggiorata anche dalla cattura del soldato Shalid, ci attaccavano di più per cercare di fare più pressione per il suo rilascio. Non potevamo studiare, non ci concedevano libri. Era venuto in somma il momento di farsi sentire. Ci eravamo organizzati per un'escalation delle proteste. All'inizio sono partiti a scioperare in 70-60, poi a questi ogni settimana si aggiungevano altre persone. Per esempio io mi sono aggiunto l'ultima settimana, col gruppo più grosso, c'erano già 420 persone e noi eravamo 300.” Lo sciopero non era ristretto al cibo, c'era anche una forma di non collaborazione dei detenuti verso i sionisti: “Avevamo smesso di collaborare alla conta, tutti insieme non ci alzavamo più in piedi quando era il momento, e per questo ci avevano privato in quel periodo di qualsiasi visita di famigliari o avvocati.” Nella carceri israeliane i prigionieri vengono contati più di una volta al giorno, quando passa il carceriere sono costretti a stare in piedi di fronte all'ingresso della cella, in condizioni normali se si rifiutano vengono puniti con percosse o con qualche giorno di isolamento.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Racconta che la repressione dello sciopero da parte dei carcerieri non era cosa di poco conto: “I sionisti non ci avevano lasciato nulla se non l'acqua, eravamo riusciti a nascondere il sale in alcuni interstizi dei letti, ma sono arrivati con l'acqua e lo hanno sciolto tutto. Ci avevano sequestrato i vestiti pesanti, e questo era problematico perchè durante lo sciopero della fame si sente più freddo del solito. Durante lo sciopero continuavano a trasferirci da una cella all'altra, da una prigione all'altra. Tre volte al giorno i soldati entravano e perquisivano le celle da cima a fondo, lasciando tutti i notri beni personali in centro alla stanza. Così noi, già debilitati dal digiuno, tre volte al giorno dovevamo raccogliere le nostre cose e rimetterle a posto. Ci hanno privato delle bottiglie, così quando dovevamo bere potevamo farlo solo andando tutti allo stesso rubinetto. Continuavano a raccontarci che nelle altre prigioni diversi compagni avevano mollato lo sciopero, ma sapevamo che non era vero.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli ho domandato come avesse saputo che sarebbe stato liberato. Ha spiegato che si trovava in isolamento da qualche giorno come punizione perchè stava scioperando, e quindi non sapeva nulla dello scambio. “Sono uscito dall'isolamento e mi hanno detto che sarei stato liberato l'indomani. Non ci credevo, ero shockato, perchè in cella con me c'erano persone che erano dentro da più tempo e che avrebbero avuto la priorità. C'erano li con me persone che erano dentro da 27 anni e non erano state incluse nell'accordo.” Continua raccontando l'atteggiamento dei sionisti nei loro confronti alla luce di questo scambio. “I nomi di chi era incluso nell'accordo non erano chiari. I carcerieri si divertivano a giocare con i nostri nervi: un giorno arrivavano dicendo che eravamo liberi, ed il giorno dopo arrivavano dicendo che saremmo rimasti dentro. Non ho avuto la certezza di essere rilasciato fino a 10 minuti prima, quando sono venuti a prendermi. Anche quando venivano a prendere le persone per liberarle si divertivano a non farci sapere nulla: passavano in una cella, chiamavano uno e dicevano “vieni con noi”, senza dire dove lo portavano, poi tornavano, chiamavano un altro e dicevano “vieni con noi”. Fino all'ultimo momento non era chiaro quali nomi fossero inclusi nella lista.” &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Loay, originario di Gerusalemme con altri 162 originari della stessa città o della West Bank, è stato deportato a Gaza. Sua madre e qualche fratello sono riusciti a venirlo a trovare perchè, proveniendo da Gerusalemme, hanno potuto attraversare il confine tra l'entità sionista e l'Egitto. Altre persone deportate dalla west bank non possono nemmeno essere visitate dalla famiglia. Spiega Loay: “Tra un anno 18 di noi potranno tornare nella west bank. Tra due anni altri 18. 55 potranno tornare a casa tra 10 anni e tutti gli altri, tra cui me, non hanno una data per il ritorno a casa, forse non potremo tornare mai.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Loay è entusiasta del fatto che 1027 prigionieri siano stati liberati: “Questo scambio è stato un'occasione fantastica. Quando sei in carcere anche solo 5 compagni liberati significano tantissimo per te. Immagina la gioia nel sapere che 1027 verranno rilasciati! Questa è una vittoria anche per chi sta dentro, i miei compagni ancora in carcere sono riusciti a comunicarmi che sono felici che io sia fuori.” e poi lancia un appello: “Chiedo agli uomini e donne che stanno fuori dal carcere di pensare alla questione dei prigionieri come una questione unitaria, lontana dalla logiche di partito. Chiedo, in quanto essere umano, di fare appello alla vostra umanità perchè facciate pressione per la questione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane.” &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7663470758180181946?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7663470758180181946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/racconto-di-un-prigioniero-deportato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7663470758180181946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7663470758180181946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/racconto-di-un-prigioniero-deportato.html' title='Racconto di un prigioniero deportato a Gaza'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DYerwx4lpE0/TqpttwMORUI/AAAAAAAAASc/WD5w37FRD78/s72-c/Loay.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7535434167827508808</id><published>2011-10-20T18:49:00.000+02:00</published><updated>2011-10-20T18:49:58.240+02:00</updated><title type='text'>Grazie.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Oggi la tenda a Gaza in solidarietà ai prigionieri in sciopero della fame non c'è più. E non c'è più perchè le richieste degli scioperanti sono state tutte -almeno a parole- accolte dai sionisti. Hanno promesso la fine della pratica dell'isolamento. Hanno promesso che saranno accettati in prigione libri e riviste, che saranno autorizzare le visite dei familiari anche per i prigionieri provenienti da Gaza. Che le mani ed i piedi dei detenuti non saranno legati durante le visite, anche quelle degli avvocati. Che si potrà studiare in carcere. Che si potranno vedere anche i canali palestinesi alla televisione. Ieri, anche i pochissimi che nelle carceri non avevano osservato la pausa dello sciopero della fame hanno smesso di digiunare.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Certo, per ora sono solo parole. Se i sionisti non manterranno la parola data, domenica si tornerà a scioperare. Ma per ora, possiamo dire di avere una vittoria, almeno parziale.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;E questa, ragazz*, è una vittoria collettiva, di tutt* noi. È la vittoria di chi ha scelto di fare i sit in. È la vittoria di chi ha scelto di non mangiare. È la vittoria di chi ha deciso anche semplicemente di parlarne con gli amici, o via internet, di fare informazione. È la vittoria di chi ha deciso di non comperare prodotti israeliani. È la vittoria del centropace Ivrea, che ha organizzato uno sciopero della fame per il 17. È la vittoria del presidio dell'associazione ISM-italia, è la vittoria dei sit in a Roma delle rete romana Palestina ed altri, di quelli di Udine... È la vittoria, soprattutto, di tutti coloro che anonimanente e senza sigle hanno dato il loro contributo. È necessaria una grande forza per riuscire ad agire e mettere il proprio nome senza dover fare riferimento ad una qualche sigla, o partecipare ad inutili giochi di potere. Il fatto di non mettere sigle sta a dimostrazione della volontà di agire per il popolo palestinese, senza nessun tornaconto personale. Rispetto ed apprezzamento per chi lo ha fatto.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Qualche mese fa, qualche settimana dopo la morte di Vik, mi è capitato di parlare con un signore anziano del Fronte, il quale mi diceva che secondo lui, dopo l'assassinio, avrebbero impiegato altri 60 anni per riuscire a fare in modo che gli attivisti italiani stessero di nuovo dalla parte dei palestinesi, era convinto che essi pensassero pensassero che i palestinesi fossero tutti assassini. Io gli ho spiegato che in realtà in Italia gli attivisti stavano dicendo che avrebbero continuato quello che Vik aveva iniziato, che stavano organizzando manifestazioni e convogli. E questo signore è rimasto senza parole, poi ha cominciato a dire shukran, grazie. L'ha ripetuto tante volte: shukran, grazie. Quel grazie non era rivolto a me, ma a tutti voi, a tutti noi.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Già ve la avevo scritta, ma vi copio qui parte di una lettera di un carcerato dentro Israele, durante lo sciopero. Lui dice: “&lt;i&gt;Saluto e ringrazio il mondo arabo ed il movimento internazionale di solidarietà, perchè sono con noi e mostrano sostegno alla giusta causa palestinese, in particolare coloro che sono in sciopero della fame in solidarietà con i prigionieri in sciopero della fame. Questa presa di posizione da parte degli attivisti in altri paesi è molto importante ed è simbolo di chiarezza di vedute e limpidezza delle posizioni. Essi fanno davvero un grande sforzo per essere parte di questo sciopero della fame.&lt;/i&gt;”&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Grazie perchè ancora vi importa qualche cosa di quello che succede fuori di casa. Grazie perchè non credete alla tv ed ai media, come diceva Malcom X : “&lt;i&gt;Se non state attenti i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono&lt;/i&gt;”. Grazie per avere conservato l'umanità per trovare motivazione, l'energia e l'entusiasmo per darvi da fare e la caparbietà per continuare. Grazie per la solidarietà, in qualunque modo venga espressa. Grazie, ma non da parte mia, grazie da parte di un popolo che sta resistendo da 63 anni, in tutti i modi possibili. Grazie da parte di un popolo che se non si è ancora arreso, fa sperare che non si arrenderà mai...non so se da li si può percepire, ma qui ci tengono moltissimo a quello che fate laggiù.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Però, vedete, la vittoria che abbiamo di fronte oggi è solo parziale. C'è ancora molto, troppo da fare. 5000 prigionieri politici continuano a restare in carcere. Continuano ad esserci bambini in carcere, continuano ad esserci donne. Continuano ad essere torturati, continua la detenzione amministrativa (reclusione senza nessuna formale accusa). In Cisgiordania continuano ad espandersi le colonie, continuano ad esserci le barbare restrizioni di movimento rappresentate dai check point. Gaza continua ad essere sotto assedio, i droni e gli F16 continuano a sorvolarla. I coloni in Cisgiordania continuano ad essere violenti con i palestinesi, e  cecchini con i contadini. L'occupazione israeliana non è finita, il muro non è smantellato. Il diritto al ritorno non è accordato. I palestinesi e gli ebrei israeliani non hanno gli stessi diritti. E la gente fuori non sa, o se sa, ha privilegi da difendere per cui preferisce tacere. Ecco perchè non possiamo permetterci di essere divisi.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Talvolta, nel parlare di Israele, dell'occupazione e di tutte queste ingiustizie, dimentichiamo la causa principale del problema...perchè Israele sta li? Perchè il mondo occidentale ne ha bisogno? La sua stessa esistenza è parte e conseguenza della nostra “way of life”. I nostri sistemi repressivi imparano tecniche ed importano strumenti da quelli israeliani. Ecco perchè anche il 15 di Ottobre -la cui notizia è arrivata fino a qui- non è scollegato da questa lotta.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ho domandato a Fatima, una donna delle Jihad Islamica che ha partorito il suo ultimo figlio nelle galere israeliane, cosa dovrebbero fare secondo lei gli attivisti in Italia o nel mondo per la Palestina. Lei mi ha risposto che dovrebbero fare la rivoluzione, dovrebbero mandare a casa i loro governi. È stata più o meno la stessa risposta che mi ha dato Mariam, che invece è, all'estremo opposto, del Fronte Popolare.&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Boicotta Israele. E distruggi il sistema che lo ha creato.&lt;/div&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7535434167827508808?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7535434167827508808/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/grazie.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7535434167827508808'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7535434167827508808'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/grazie.html' title='Grazie.'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-6817815664464057671</id><published>2011-10-19T01:58:00.000+02:00</published><updated>2011-10-19T01:58:34.363+02:00</updated><title type='text'>Liberi, ma non tutti. Visto dalla gente.</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Grande gioia a Gaza per la liberazione di 447 prigionieri palestinesi, manifestazione di massa in piazza Qatiba ed opinioni contrastanti. Intanto lo sciopero della fame si arresta per 3 giorni dopo i colloqui di ieri, che hanno portato alla fine del confinamento ma non alla soddisfazione certa di tutte le richieste.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-clRKJY8hTFg/Tp4C5jFqoII/AAAAAAAAARc/dkxe6xUlN-g/s1600/P7020096.JPG" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://4.bp.blogspot.com/-clRKJY8hTFg/Tp4C5jFqoII/AAAAAAAAARc/dkxe6xUlN-g/s320/P7020096.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GwLjix7rtRE/Tp4I0zkgMRI/AAAAAAAAASM/6wKdmwSk35w/s1600/P7020141.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-GwLjix7rtRE/Tp4I0zkgMRI/AAAAAAAAASM/6wKdmwSk35w/s320/P7020141.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;Da questa mattina piazza Qatiba, in centro a Gaza city, è stata attrezzata per l'arrivo di decine di migliaia di persone. È stato posto un grande banner, con alcuni attivisti delle brigate al-qassam intenti a rapire un soldato israeliano, ed una scritta “in solidarietà con i prigionieri”. Tante bandiere, inizialmente verdi e palestinesi, ma poi, quando verso le 11 la piazza ha cominciato a riempirsi, anche gialle, rosse e nere. È stato allestito un grande palco, con un centinaio di posti a sedere, riservati ai prigionieri che tornavano in palestina, in cambio del rilascio del soldato Gilad Shalid. Tutta Gaza si preparava al loro arrivo, c'era chi era più entusiasta e chi meno, chi poteva riabbracciare parenti e amici dopo tanto tempo e chi voleva solo partecipare alla festa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-U-1Teu2o1aQ/Tp4DmhkpYkI/AAAAAAAAARk/Tq38WeIIZJE/s1600/P7020115.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-U-1Teu2o1aQ/Tp4DmhkpYkI/AAAAAAAAARk/Tq38WeIIZJE/s1600/P7020115.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Decine di migliaia di persone in piazza stavano attendendo 140 prigionieri di Gaza e 163 prigionieri originari della west bank deportati a Gaza. Dovevano percorrere un lungo percorso: prima a Ramallah, poi in egitto ed infine a Gaza City. Mentre lo stesso Gilad Shalid si augurava che tutti i prigionieri palestinesi potessero essere presto liberi e tornare alle loro case, 40 dei prigionieri sono stati forzatamente esiliati dall'entità sionista in altri Paesi.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;          &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L'attesa, sotto il sole cocente, è interminabile. Nawal sta aspettando, non c'è suo figlio tra coloro che verranno liberati, ma considera tutti i prigionieri suoi figli: “voglio ringraziare tutti coloro che hanno aiutato in questo scambio... Questa è un'immensa vittoria per la resistenza!” afferma. Anche Rashid sta sotto il sole ad aspettare “sono venuto con mia figlia, volevo che vedesse tutto questo, considero tutti i prigionieri come facenti parte delle mia famiglia.” Saalem esclama: “Questo è il giorno migliore della mia vita, perchè oggi il bene ha vinto il male. Per quanto ci riguarda, vogliamo tutti i prigionieri liberi!”. “Tutti i prigionieri sono nostri figli e tutti noi siamo così felici per i nostri figli che sono stati liberati -spiega il sessant'enne Saleem Ibrahim- spero che l'unità ritorni alla gente, e che lavoriamo assieme per il nostro Paese”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Qy2MZlxVIjY/Tp4Eft-XfVI/AAAAAAAAARs/YCLCwUE0q5w/s1600/P7020087.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-Qy2MZlxVIjY/Tp4Eft-XfVI/AAAAAAAAARs/YCLCwUE0q5w/s1600/P7020087.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;In mattinata, anche degli attivisti dalla tenda dove si portava avanti lo sciopero della fame in solidarietà con i prigionieri, sono andato a visitare Qatiba. Qualcuno, dopo 2 settimane di sciopero della fame, a causa della folla si è sentito male, è svenuto ed è dovuto tornare indietro. In realtà stava per arrivare una buona notizia anche per chi digiunava: ieri, i leader dei prigionieri in rivolta e le autorità carcerarie hanno accordato la fine dell'isolamento per tutti coloro che vi erano sottoposti. Questo ha portato lo sciopero della fame dei detenuti palestinesi nelle carceri israeliane, iniziato il 27 settembre ad essere sospeso da oggi a mezzogiorno per 3 giorni. La principale richiesta fatta dai carcerati è stata finalmente accolta, ma non è ancora certo se varranno garantite le visite delle famiglie a tutti i prigionieri, né se verranno ascoltate le altre richieste. Per questo tra 3 giorni i detenuti decideranno se continuare o no lo sciopero, e a Gaza, chi porta avanti lo sciopero della fame in solidarietà, è pronto a ricominciare a digiunare con loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-AGv6jiiBA4k/Tp4F8W0dfPI/AAAAAAAAAR0/ChRLWytUrQM/s1600/P7020105.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-AGv6jiiBA4k/Tp4F8W0dfPI/AAAAAAAAAR0/ChRLWytUrQM/s1600/P7020105.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Tantissimi hanno partecipato all'evento del pomeriggio, all'arrivo a Qatiba, verso le 5, dei prigionieri rilasciati. Anche dalla tenda diverse persone si sono spostate verso Qatiba, sebbene non proprio tutti fossero entusiasti delle condizioni dello scambio. Abu Montasser, per esempio, trova alcuni punti deboli nell'accordo: sostiene che non ci sia stata collaborazione tra i diversi partiti per scegliere i prigonieri, e che per questo Hamas non sapesse il numero delle donne in carcere (vengono liberate 27 donne su 35); dice che ad alcuni prigionieri rilasciati mancava poco per finire di scontare la pena, sarebbe stato meglio focalizzarsi su chi deve ancora scontare tanti anni o l'ergastolo; avrebbero dovuto includere nell'accordo un trattamento più umano per i detenuti e l'avvallamento delle richieste di chi faceva lo sciopero della fame in carcere, infatti secondo lui “Hamas deve tenere conto anche di chi resta in carcere, della situazione in cui è costretto a vivere”. Comunque sia si dichiara “molto contento per la liberazione di tutti questi prigionieri, e ci mancherebbe, la liberazione di un solo prigioniero mi rende felice! Non dobbiamo però dimenticare chi si trova in sciopero della fame.”. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Umm Ibrahim, invece, definisce l'accordo un “miracolo”: si dice particolarmente contenta per la liberazione delle donne “anche se mi dispiace per quelle che restano dentro” puntualizza, e vuole puntare l'attenzione su chi ha pagato il vero prezzo di questo accordo: “dovremmo ringraziare per quanto è avvenuto oggi tutti coloro che sono stati feriti, uccisi, arrestati, che hanno perso la casa a causa della violenza israeliana...” Spiega come molte delle mogli di questi prigionieri fossero incinte quando i loro mariti sono stati catturati “queste creature sono cresciute senza avere nessuno da chiamare papà.”. “Questo è un primo passo, vedi, io vengo da Beit Dars, nei territori del '48. Mio marito e i miei quattro figli sono stati arrestati, sto ancora attendendo la liberazione del più grande. Continuerò a combattere fino a che non saranno garantiti tutti i nostri diritti, incluso il diritto al ritorno!”. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Due giorni fa, Naigha, un'altra donna che porta avanti lo sciopero della fame, ha avuto conferma che suo marito non era nelle liste dei prigionieri liberati. Quando suo marito è stato sequestrato dai sionisti lei era incinta del loro primo figlio, che è finito in un aborto spontaneo causato dal trauma della perdita del marito. Ora lui è in carcere in israele da 19 anni, e lei sta facendo lo sciopero della fame, in una lotta che anche a distanza li unisce. “All'inizio ci avevano detto che tutti quelli condannati all'ergastolo sarebbero usciti, invece non è vero: mio marito è ergastolano e non esce. Nemmeno chi ha firmato l'accordo sapeva chi usciva, ho ricevuto 4 telefonate dal governo che mi dicevano “è nella lista di chi esce” “non è nella lista”, sembrava giocassero con i miei nervi! Chi era stato catturato prima di Oslo doveva essere una priorità, ma qualcuno di loro è ancora dentro. Sono dentro anche la maggior parte dei leader, ed ho paura che questo accordo possa inficiare i risultati dello sciopero della fame. Se non puoi scegliere chi viene liberato, non hai vinto niente.”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ahFoPEeLjso/Tp4GzYuHZ2I/AAAAAAAAAR8/f9URcO4mvU0/s1600/P7020133.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-ahFoPEeLjso/Tp4GzYuHZ2I/AAAAAAAAAR8/f9URcO4mvU0/s320/P7020133.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Quando i prigionieri liberati arrivano sul palco è un'esplosione di slogan e mani alzate. Le bandiere sventolano e chi può sale in piedi sulle sedie di plastica che si era portato dietro per vedere meglio. Nel suo discorso Ismail Haniyeh, leader politico di Hamas, dice di “baciare le mani e la fronte” alla resistenza palestinese, e si augura un nuovo piano per liberare tutti coloro che ancora si trovano in carcere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qwfxZCsKxag/Tp4HucVkpPI/AAAAAAAAASE/P_CsjdT-fWU/s1600/P7020131.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-qwfxZCsKxag/Tp4HucVkpPI/AAAAAAAAASE/P_CsjdT-fWU/s320/P7020131.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Vale la pena ricordare che tutti i prigionieri palestinesi in Israele sono tecnicamente prigionieri politici, perchè non sono arrestati per crimini comuni contro altri civili palestinesi ma di crimini contro l'occupazione, e che il fatto stesso che vengano deportati nelle carceri israeliane in vece che in carceri site in territorio palestinese va contro la convenzione di Ginevra. Nelle carceri israeliane sono presenti minori e persone che non hanno subito un reale processo ne' una formale accusa. Come punizione collettiva vengono proibite alcune visite familiari e durante l'investigazione (il primo mese o i primi mesi di prigionia) vengono torturati. Ora, grazie a questo sciopero della fame, la barbara pratica dell'isolamento dovrebbe essere terminata. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Come diceva un'amica: “siamo tutti contenti per quelli che sono stati liberati. Ma non ci dimentichiamo mica di quelli ancora in carcere, vero?”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HkdxUPN9hnU/Tp4JwKYsi3I/AAAAAAAAASU/HNxSiuEQLuc/s1600/P7020126.JPG" imageanchor="1"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-HkdxUPN9hnU/Tp4JwKYsi3I/AAAAAAAAASU/HNxSiuEQLuc/s400/P7020126.JPG" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-6817815664464057671?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/6817815664464057671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/liberi-ma-non-tutti-visto-dalla-gente.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6817815664464057671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6817815664464057671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/liberi-ma-non-tutti-visto-dalla-gente.html' title='Liberi, ma non tutti. Visto dalla gente.'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-clRKJY8hTFg/Tp4C5jFqoII/AAAAAAAAARc/dkxe6xUlN-g/s72-c/P7020096.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-2516207722834590296</id><published>2011-10-17T00:05:00.002+02:00</published><updated>2011-10-17T00:18:48.250+02:00</updated><title type='text'>Mohammed Hamdan Duhan</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-F67jWrPWJBY/TptSo59hGPI/AAAAAAAAARU/2BECwz08bG0/s1600/MohammedHamdan.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-F67jWrPWJBY/TptSo59hGPI/AAAAAAAAARU/2BECwz08bG0/s400/MohammedHamdan.jpg" width="326" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mohammed Hamdan Duhan ha 63 anni e tanta voglia di raccontare la sua storia. È un po' stanco perchè sta facendo lo sciopero della fame, così la racconta dal letto... Lo hanno arrestato nel 1970 quando aveva 20 anni, con l'accusa di avere ucciso un soldato israeliano ed un informatore.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'investigazione è durata 3 mesi e mezzo, totalmente passati in isolamento in una cella di un metro e mezzo per un metro, senza finestre, e in cui chiudevano con lui un cane (da ricordare che i cani sono animali “non puliti” per l'islam). Faceva freddo, la luce veniva accesa solo poche ore. Da mangiare gli davano due pezzi di pane e marmellata al giorno, ed aveva con se' due secchi, uno con l'acqua ed uno per gli escrementi. Gli interrogatori veri e propri diravano dalle 3 alle 11 ore, e qualche volta veniva chiamato senza che i soldati avessero vere domande da fargli. “Di solito c'erano 5 soldati e 2 poliziotti. Mi facevano sedere completamente nudo su una sedia, poi un soldato si sedeva sul tavolo, metteva i piedi sulle mie spalle, e mi picchiava. Adesso le tecniche sono cambiate, la violenza è più psicologica che fisica, ma allora era così”. Volevano estorcere informazioni anche riguardo fratello, che all'apoca era poliziotto durante il regime egiziano, e quindi era considerato un nemico dai sionisti. Lo minacciavano di fare ritorsioni contro persone della sua famiglia. Alla fine è stato condannato a 7 ergastoli e 300 anni di detenzione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prigione era sovraffollata, c'erano stanze fatte per 15 persone in cui vivevano in 40 “Una volta hanno messo 50 di noi in una stanza in cui saremmo dovuti stare in 10. Noi li dentro eravamo come una famiglia, ci eravamo organizzati. Per esempio avevamo deciso che in ogni stanza c'era una sola persona autorizzata a parlare con i celerini, tutti gli altri non comunicavano con i sionisti.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ha passato 10 anni nel carcere di Askalan, e poi 5 nella prigione di Nafha, ed 1 nella prigione di Sorrayya. Racconta di aver vissuto 2 scioperi della fame, la prima settimana del primo non bevevano nemmeno acqua, poi, dal settimo giorno, hanno reintrodotto l'acqua ed un bicchiere di latte e uovo vitaminizzato al mattino: questo sciopero è durato 65 giorni. Abu Alqader AbuElfahem è morto in questo sciopero della fame. Era uno dei comandanti dell'esercito libanese, era stato ferito dai soldati e gli altri prigionieri gli avevano chiesto di non scioperare, ma lui aveva risposto: “siete i miei fratelli e la mia famiglia. Non posso non digiunare!” è morto il 7 maggio del 1970.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante questo sciopero, quando venivano individuati i leader, venivano spostati nella prigione di Nafha, e tra questi c'era anche Mohammed. Qui, nel 1982, ha partecipato ad un altro sciopero, in cui sono morte 3 persone: Rasew Halwa, Eshak Mawagha, Ali Elgaafre.  “Erano i leader dello sciopero, soldati gli hanno infilato un tubo nel naso per iniettare direttamente nello srtomaco il latte. Il tubo però è finito nei polmoni e così sono morti.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo 15 anni di prigionia è stato scarcerato in uno scambio di prigionieri nel 1985. All'epoca, racconta, il Fronte Popolare aveva preso 4 soldati che aveva scambiato con 4700 prigionieri palestinesi, ma non era autorizzato a tornare in patria...è rimasto esiliato a Ginevra, in Libia, Siria e Libano, prima di tornare clandestinamente a Gaza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Non ho paura a raccontare la mia storia pubblicamente, anche se sono ricercato da Israele...”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Storie come questa verranno raccontate davanti al campidoglio dove, ogni lunedì in concomitanza con il consiglio comunale, degli e delle attivist* si troveranno per chiedere libertà e giustizia per il popolo palestinese (è un'iniziativa di Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese, Comunità Palestinese di Roma e del Lazio, Amici della Mezza Luna Rossa Palestinese in solidarietà con i prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane in sciopero della fame dal 27 settembre). (per info &lt;a href="mailto:reteromanapalestina@gmaill.com" target="_blank"&gt;reteromanapalestina@gmaill.com&lt;/a&gt; )&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-2516207722834590296?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/2516207722834590296/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/mohammed-hamdan-duhan-ha-63-anni-e.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2516207722834590296'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2516207722834590296'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/mohammed-hamdan-duhan-ha-63-anni-e.html' title='Mohammed Hamdan Duhan'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-F67jWrPWJBY/TptSo59hGPI/AAAAAAAAARU/2BECwz08bG0/s72-c/MohammedHamdan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-317757119175919514</id><published>2011-10-16T11:24:00.000+02:00</published><updated>2011-10-16T11:24:55.787+02:00</updated><title type='text'>Diario dalla tenda numero 5 (con foto)</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri sera, giusto prima di tronare a casa, mi hanno fermato alcuni degli anziani alla tenda. Volevano sapere cosa ne pesassi di un certo fatto: mi hanno spiegato che la richiesta principale dei prigionieri -quella che riguardava la pratica dell'isolamento- era stata “quasi” del tutto accolta, che però lo sciopero continuava fino a che non fosse stata completamente soddisfatta. Ma è il significato di questo “quasi” che mi ha fatto percepire cosa significhi “unità”. Dovete sapere che nelle carceri hanno aderito ufficialmente allo sciopero tutti i partiti tranne Hamas e Fatah, e che qui alla tenda c'è qualche rappresentante di Fatah ma nessuno di Hamas. Ebbene, la proposta dei sionisti ai leader della protesta in carcere era quella di togliere dall'isolamento tutti i prigionieri tranne 3 facenti parte delle brigate al qassam, il braccio armato di Hamas. Secondo quelli con cui ho parlato, i sionisti avevano anche proposto di liberare buona parte dei leader della protesta con lo scambio se avessero fermato lo sciopero. Ebbene questi gli hanno risposto di no. Tutti i prigionieri devono essere tolti dall'isolamento. Tutti. Non importa di quale partito facciano parte, nelle carceri non stanno lottando solo per i loro compagni del loro partito ma per la palestina. Per tutti i prigionieri. Intanto, dalle notizie che giungono, le condizioni di Sa'adat stanno diventando sempre più gravi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A Varese è iniziato lo sciopero della fame l'altroieri, venerdì 14 ottobre digiuna Filippo, sabato 15 Anna, domenica 16 Gisa, lunedì 17 Valeria, martedì 18 Fiorella, …&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vi lascio con qualche foto...(non sono una gran fotografa, ma almeno dovrebbero rendere l'idea...)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la tenda:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zrqYLWGH_FU/TpqVHnG4qAI/AAAAAAAAAO8/pSGyj9eaclo/s1600/P6280002.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-zrqYLWGH_FU/TpqVHnG4qAI/AAAAAAAAAO8/pSGyj9eaclo/s320/P6280002.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-DUnQLLrI7zs/TpqVyi2OjnI/AAAAAAAAAPE/zEE4wr2NDwI/s1600/P6280003.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-DUnQLLrI7zs/TpqVyi2OjnI/AAAAAAAAAPE/zEE4wr2NDwI/s320/P6280003.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-qYshRAM-5jM/TpqWVUWDG5I/AAAAAAAAAPM/QLiA9DmSUZY/s1600/P6280004.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-qYshRAM-5jM/TpqWVUWDG5I/AAAAAAAAAPM/QLiA9DmSUZY/s320/P6280004.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-g6msTdMuRaw/TpqW5x2fhII/AAAAAAAAAPU/-KwEQf52AOQ/s1600/P6280007.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-g6msTdMuRaw/TpqW5x2fhII/AAAAAAAAAPU/-KwEQf52AOQ/s320/P6280007.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-W1pGy7MdgpY/TpqeYFL7YSI/AAAAAAAAAQ0/5aK-hOoEERE/s1600/P6280013.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-W1pGy7MdgpY/TpqeYFL7YSI/AAAAAAAAAQ0/5aK-hOoEERE/s320/P6280013.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2EM8GiUxxOg/TpqavggUgWI/AAAAAAAAAQE/ws4rh9zKiv4/s1600/P6280021.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-2EM8GiUxxOg/TpqavggUgWI/AAAAAAAAAQE/ws4rh9zKiv4/s320/P6280021.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Una delle donne in sciopero della fame:&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TQI9ONSIV88/TpqXjefx9mI/AAAAAAAAAPc/VM67r5tCs18/s1600/P6280006.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-TQI9ONSIV88/TpqXjefx9mI/AAAAAAAAAPc/VM67r5tCs18/s320/P6280006.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La preghiera del venerdì alla tenda:&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-QhuUfEhoaHs/TpqYNT_H7EI/AAAAAAAAAPk/D8PkynvP_kk/s1600/P6280020.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-QhuUfEhoaHs/TpqYNT_H7EI/AAAAAAAAAPk/D8PkynvP_kk/s320/P6280020.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-f-C8AheHzoM/TpqY1fVqriI/AAAAAAAAAPs/AT_s1N3lg4E/s1600/P6280015.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-f-C8AheHzoM/TpqY1fVqriI/AAAAAAAAAPs/AT_s1N3lg4E/s320/P6280015.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;L'interno del cortile della croce rossa:&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5JSW0aym8nM/TpqaD4hph1I/AAAAAAAAAP8/qQkOvDoTfvQ/s1600/P6280019.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-5JSW0aym8nM/TpqaD4hph1I/AAAAAAAAAP8/qQkOvDoTfvQ/s320/P6280019.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Qualcuno ha pensato di venire a fasteggiare il suo matrimonio alla tenda...(la festa è separata tra uomini e donne, questa è la parte "maschile", che quella femminile si fa al coperto):&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-4qb-qOrraz8/TpqbR5hWarI/AAAAAAAAAQM/Ckfv-OnQHao/s1600/P6280033.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-4qb-qOrraz8/TpqbR5hWarI/AAAAAAAAAQM/Ckfv-OnQHao/s320/P6280033.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hphrajt_wKM/Tpqchca2QDI/AAAAAAAAAQc/DF2ZeTs_n1A/s1600/P6280037.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-hphrajt_wKM/Tpqchca2QDI/AAAAAAAAAQc/DF2ZeTs_n1A/s320/P6280037.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-iGO6PqJONEU/TpqdtFtmWZI/AAAAAAAAAQs/CVq4zc67SZk/s1600/P6280055.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-iGO6PqJONEU/TpqdtFtmWZI/AAAAAAAAAQs/CVq4zc67SZk/s320/P6280055.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zIxcXRMr_4Q/Tpqe-3vQDUI/AAAAAAAAAQ8/lAGOD9iiAP4/s1600/P6280034.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-zIxcXRMr_4Q/Tpqe-3vQDUI/AAAAAAAAAQ8/lAGOD9iiAP4/s320/P6280034.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;...anche chi ha la pressione bassa balla dal letto...&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-GZC5dK9vhN4/TpqfoKl9Y6I/AAAAAAAAARE/LV-U6SfCqe0/s1600/P6280042.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-GZC5dK9vhN4/TpqfoKl9Y6I/AAAAAAAAARE/LV-U6SfCqe0/s320/P6280042.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-jjaLHwUTa4E/TpqgJ-wPnPI/AAAAAAAAARM/vVzZ24bjt6I/s1600/P6280051.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-jjaLHwUTa4E/TpqgJ-wPnPI/AAAAAAAAARM/vVzZ24bjt6I/s320/P6280051.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-317757119175919514?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/317757119175919514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/ieri-sera-giusto-prima-di-tronare-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/317757119175919514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/317757119175919514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/ieri-sera-giusto-prima-di-tronare-casa.html' title='Diario dalla tenda numero 5 (con foto)'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-zrqYLWGH_FU/TpqVHnG4qAI/AAAAAAAAAO8/pSGyj9eaclo/s72-c/P6280002.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-6170887949081543565</id><published>2011-10-16T11:01:00.001+02:00</published><updated>2011-10-16T11:30:13.929+02:00</updated><title type='text'>Solidarietà con i manifestanti a Roma</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Come piccolo contributo per esprimere la mia personale solidarietà a chi a Roma ha portato avanti una battaglia in cui crede, e per questo si è trovato faccia a faccia con lo stesso mostro che anche da qui stiamo combattendo, riporto "Occupare Wall Street e non la Palestina", appello del BNC (grazie a Falvia per la traduzione).&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Liberi tutti, liberi subito.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Palestina Occupata, 13 ottobre&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Il Comitato Nazionale Palestinese  (BNC) del Boicottaggio Disinvestimenti Sanzioni, la più larga coalizione della società civile in lotta per i diritti dei Palestinesi, è orgogliosa di sollevarsi in solidarietà con i movimenti che stanno lottando per un mondo nuovo, basato sulla democrazia, sui diritti umani e sulla giustizia economica. Da New York ad Atene, da Madrid a Santiago, da Bahrain a Roma, questa immensa mobilitazione fornisce un richiamo molto necessario  di qualcosa che i Palestinesi hanno sempre saputo – che un altro Mondo, che riconosca dignità, sia possibile e la gente comune può crearlo.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Le nostre aspirazioni  si sovrappongono; le nostre lotte convergono. I nostri oppressori , che siano avide aziende o occupazioni militari, sono unite  nel trarre profitti dalle guerre, saccheggiare, distruggere l’ambiente, reprimere ed impoverire. Dobbiamo unirci nella nostra comune richiesta di libertà, eguaglianza di diritti, giustizia economica e sociale,  salvaguardia dell’ambiente e pace mondiale. Non possiamo permettere più a lungo  di essere frantumati e divisi; non possiamo ignorare più a lungo il nostro obbligo di giungere le mani nella lotta contro la guerra ed il comune sfruttamento  e per una comunità mondiale amica dell’umanità al posto della giungla della massimizzazione del profitto.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il movimento di occupazione di Wall Street ed i suoi corrispettivi attraverso USA,  Europa, America Latina ed in qualsiasi altro luogo sono – almeno parzialmente- ispirati dalla Primavera Araba per la democrazia e la giustizia sociale. I leader delle rivolte  popolari arabe ci dicono che loro, a turno, erano ampiamente ispirati  da noi stessi, decenni di lotte contro l’occupazione israeliana della nostra terra, dei suoi sistemi di discriminazione  che corrisponde alla definizione di apartheid, ed il suo rifiuto del diritto dei Palestinesi rifugiati a tornare alle proprie case.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il rapido emergere del movimento per il Boicottaggio, Disinvestimenti e Sanzioni (BDS) contro Israele fino al suo  conformarsi con il Diritto Internazionale è una chiave e parte effettiva della lotta dei Palestinesi. Ancorato ai principi  universali dei diritti umani e lottando per libertà, giustizia ed uguaglianza, il movimento BDS, messo su nel 2005,  è profondamente radicato in decenni di resistenza pacifica dei Palestinesi all’oppressione coloniale ed è ispirato dalla lotta del Sud Africa contro l’apartheid e  dal movimento per i diritti umani negli USA. Esso è adottato con  un nuovo consenso dai Palestinesi in ognidove, da tutti i principali partiti, sindacati, albi professionali, unioni di donne, gruppi di studenti, reti di ONG e di difesa dei rifugiati rappresentati nel BNC, il referente di questo crescente movimento per la fine dell’impunità israeliana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il movimento BDS a guida palestinese è uno sforzo globale di gruppi, dal Sud Africa all’Inghilterra, dal Canada all’India, e all’interno dello stesso Israele, tutti comitati per la fine del rifiuto israeliano del riconoscimento dei diritti di base dei Palestinesi. Esso è appoggiato da elevati leader morali del calibro dell’Arcivescovo Desmon Tutu e del sopravvissuto all’Olocausto e co-autore della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, Stephane Hessel. E’ sostenuto da rinomate figure del mondo culturale ed intellettuale come Alice Walzer, Naomi Klein, Roger Waters, Judith Butler, Sarah Schulman, John Berger, Ken Loach, John Greyson e Adrienne Rich. Federeazioni di sindacati di massa  come la COSATU (Sud Africa), CUT (Brasile), TUC (GB), ICTU (Irlanda), fra molti altri, hanno anch’essi aderito al BDS.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il movimento ha ottenuto negli ultimi due anni alcuni spettacolari successi, quando rinomati artisti e gruppi musicali hanno prestato attenzione al boicottaggio culturale d’Israele ed hanno rifiutato  di tenervi i loro spettacoli o cancellato esibizioni programmate.  Tra di essi i Pixies, Elvis Costello, Snoop Dogg, Meg Ryan, Vanessa Paradis, Gil Scott-Heron, oltre molti altri. Il fondo statale  delle pensioni  Norvegese, tra altri, maggiori banche europee ed alcuni Enti sono stati tutti convinti a disinvestire dagli affari implicati nelle violazioni israeliane della legge internazionale. Sempre più, il BDS è riconosciuto come un movimento civico capace di porre fine all’impunità israeliana e, in modo decisivo,  contribuire alla lotta globale contro  la guerrafondaia, razzista agenda in cui Israele ha persistentemente giocato un ruolo chiave.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Così, dal momento che rompete le vostre catene  ed edificate la vostra effettiva resistenza contro la comune tirannia,  vi chiediamo una pace giusta per tutti i popoli del Medioriente, basata sulla legge internazionale e sull’eguaglianza dei diritti. Anche i Palestinesi sono parte di quel 99%  che nel mondo soffre per mano di quell’1%  la cui ingorda e spietata ricerca di egemonia ha guidato verso un’indicibile sofferenza e guerra senza fine. Il potere delle corporations non ha tratto profitto dalla nostra sofferenza, ma collude con il mantenimento dell’occupazione e dell’apartheid israeliane per perpetuare un ordine ingiusto che trae profitto dalle compagnie petrolifere e militari e dalle istituzioni finanziarie internazionali.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci appelliamo a tutti i movimenti sociali diffusi nel mondo per pensare in maniera critica quando considerano  il proprio atteggiamento verso le proteste “per la giustizia sociale” in Israele, che hanno quasi completamente ignorato la questione chiave al cuore di tutti i problemi di fronte ai  Palestinesi comuni ed anche agli Israeliani: il costoso sistema israeliano di occupazione, colonialismo ed apartheid sul popolo palestinese.  Senza porre fine a questo  multi-stratificato sistema israeliano di oppressione, la nostra intera regione non godrà mai di una pace completa e duratura,  basata sulla giustizia e sui diritti umani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Soldi per attività lavorative, salute ed educazione, non per oppressione razzista ed occupazione! Da nessuna parte è più importante che negli USA. Nonostante la persistente negazione israeliana dei diritti dei Palestinesi, gli USA hanno fornito ad Israele un’incondizionata assistenza  politica e militare che contribuisce direttamente alla negazione dei diritti dei Palestinesi, ma anche ai problemi di fronte ai quali si trovano i comuni cittadini statunitensi. Non sarebbero stati spesi meglio i 24 miliardi di dollari di aiuti militari forniti ad Israele nel periodo 2000-2009 in scuole, sanità ed altri servizi essenziali? Non ha giocato Israele un ruolo principale nel pungolare gli USA nel lancio e nella continuazione delle guerre in Iraq ed in Afganistan, con immensi costi umani e materiali, sopportati soprattutto dai più poveri in quei paesi ?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ma, dobbiamo ricordare a noi stessi tutto il tempo che questa lotta non sarà mai facile, e raggiungere i nostri obiettivi mai inevitabile.  Come Martin Luther King disse una volta:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Il cambiamento non gira nelle ruote dell’inevitabilità, ma giunge attraverso  la lotta incessante.  E così noi dobbiamo  raddrizzare le nostre schiene e lavorare per la nostra libertà. Un uomo non può cavalcarti senza che la tua schiena sia piegata.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le scene ristoratrici di proteste nel mondo pacifiche e determinate per la giustizia  ci dicono che il 99% del mondo è in un processo di raddrizzamento delle  nostre schiene, collettivamente,  con incrollabile forza d’animo e sconfinata speranza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Segreteria BNC&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;(traduzione di Flavia Lepre)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-6170887949081543565?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/6170887949081543565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/solidarieta-con-i-manifestanti-roma.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6170887949081543565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6170887949081543565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/solidarieta-con-i-manifestanti-roma.html' title='Solidarietà con i manifestanti a Roma'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-6364861122559271821</id><published>2011-10-13T21:24:00.004+02:00</published><updated>2011-10-19T22:58:30.455+02:00</updated><title type='text'>Diario dalla tenda numero 4</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm }  A:link { so-language: zxx } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Continua ad esserci gioia per i prigionieri che verranno liberati, ma si continua anche a ricordare chi sta ancora in carcere. Tutti sperano che i loro parenti o conoscenti siano nella lista, ma continuano ad essere pubblicate liste non ufficiali e non confermate, che creano illusioni senza dare certezze...tra qualche giorno sapremo effettivamente chi sarà libero e chi no. Mentre Hamas promette che Gilad Shalid non sarà l'ultimo soldato catturato per essere offerto in cambio di prigionieri palestinesi, il pensiero di molti torna a quelli che dal carcere non usciranno, e lo sciopero continua fino a che le richieste dei prigionieri non saranno ascoltate. Ieri sera, dopo i 4 che si sono sentiti male al mattino, anche Omar è finito all'ospedale. Tutti e 5 adesso stanno bene (o almeno così dicono) e continuano lo sciopero della fame. Il gruppo delle donne che fanno lo sciopero della fame si è infoltito, ora sono in 8, e qualcuna si ferma alla tenda a dormire.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Questa sera c'è stata una piccola manifestazione dalle Nazioni Unite alla croce rossa. Siamo stati una buona mezz'ora davanti all'UN, e la porta chiusa ceh vedete in foto esprime molto chiaramente anche il loro atteggiamento per quanto riguarda la questione palestinese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cFcb0pCX2D0/Tpc5_EN9UbI/AAAAAAAAAOs/CtPLNZsx76s/s1600/P6270372.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://3.bp.blogspot.com/-cFcb0pCX2D0/Tpc5_EN9UbI/AAAAAAAAAOs/CtPLNZsx76s/s320/P6270372.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9o57FFkEFRU/Tpc60BVcmLI/AAAAAAAAAO0/cDzuTuuuL6o/s1600/P6270374.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-9o57FFkEFRU/Tpc60BVcmLI/AAAAAAAAAO0/cDzuTuuuL6o/s320/P6270374.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Qualcuno mi faceva giustamente notare, dall'Italia, che le richieste dei prigionieri sono veramente basilari, che quello che dovremmo chiedere è libertà per tutti. Verissimo, chi dice il contrario? Il concetto di fondo, in tutto questo, è che -anche secondo la legislazione internazionale, di cui i nostri paesi si infischiano quando si parla di Israele- non dovrebbero esistere prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane. Però, al momento, le richieste dei prigionieri sono quelle già elencate (e che ritrovate le comunicato del BNC tradotto qui sotto), si tratta delle loro rivendicazioni, della loro lotta, che personalmente sono qui solo per supportare. Mi trovo a Gaza con l'ISM, che è un movimento “palestinian led”, significa che se partecipiamo ad una lotta di palestinesi, le nostra richieste non ha senso siano diverse da quelle dei palestinesi stessi. Se indicessero uno sciopero della fame fino alla libertà di tutti i prigionieri, probabilmente morirebbero tutti di fame. È anche chiaro che però in Italia, dove si tratta di fare pressione per la libertà e giustizia, premesse necessarie ad una qualche forma di pace, ha senso rivendicare anche il fatto che tutti i prigionieri debbano essere liberati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;A proposito di Italia, ho qui un elenco (sicuramente non esauriente, dal momento che è stato fornito da un'amica che lo ha trovato su facebook) di persone che ha digiunato ieri, o che stano ancora digiunando: Flavia Menta, Luca Stocchi, Marisa Conte, Elena Bellini, Renato Tretola, Katia Votoli, Maria Elena Delia, Francesca Antinucci, Francesco Lombardi, Daniela Rosa Carriero, Cinzia Baldessarri, Alessandra Capone, Michele, Rosa Schiano, Glenda Acito, Nao Ishiyama&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: x-small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt; (sicuramente qualcun* manca, fatevi vivi se volete che scriva qui il vostro nome). A &lt;a href="https://www.facebook.com/event.php?eid=258560334187720"&gt;Milano&lt;/a&gt; il 22 e 23 ottobre in piazza Mercanti – Duomo, 10 attivisti (4 italiani e 6 egiziani) attueranno uno sciopero della fame in solidarietà coi prigionieri palestinesi. Potrete trovare gli attivisti e le attiviste presso un gazebo sabato 22 dalle 10 con materiale informativo. Alle 17 ci sarà un presidio indetto dall'associazione ISM-Italia (che è cosa diversa dal movimento ISM, di cui faccio parte). Sono in attesa di ulteriori aggiornamenti ed adesioni, ma per ora i nominativi di chi digiunerà sono: Anna, Annalisa, Agata, Antonio, Majed, Mahe, Mohammed, Ashraf, Salam, Mido...Per quanto riguarda Varese domani digiunerà Filippo, sabato Anna (da confermare), domenica Gisa e lunedì Valeria.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;È stata creata una&lt;a href="https://www.facebook.com/pages/Solidariet%C3%A0-con-i-prigionieri-palestinesi-ITALIA/276818265672531"&gt; pagina&lt;/a&gt; facebook (in italiano!) in solidarietà con i prigionieri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Comuncia a prendere forma l'iniziativa di cui vi raccontavo che prevedeva di mostrare foto di prigionieri e raccontare le loro storie di fronte al campidoglio ogni lunedì. In fondo a questo lungo post trovate altre informazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Intanto continua la campagna di addameer che chiede di fare pressione sulla croce rossa perchè il prigioniero ahmad Sa'adat venga visitato da un medico e riceva le necessarie cure. Il sito “free Ahmad Sa'adat” &lt;a href="http://www.freeahmadsaadat.org/thirdweek.html"&gt;riporta&lt;/a&gt;: “nonostante le sue stesse crisi di salute, quando gli si è domandato come pensasse di continuare lo sciopero, ha risposto: "Continueremo. Non accetteremo queste condizioni degradanti. O vivremo dignitosamente o moriremo innalzando le mani"”&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Intanto qui arrivano notizie che il Fronte abbia organizzato per ieri a Khan Younis una lunga catena umana in solidarietà con i prigionieri (ed in particolare con Akhmad Sa'adat), i partecipnti portavano bandiere palestinesi e del Fronte Popolare, con foto dei prigionieri. Mahmud Al Ras, uno dei leader locali, ha dichiarato: “Siamo contenti di questo scambio di prigionieri, speriamo sia un primo passo verso la liberazione totale di tutti. Continueremo le nostre attività in supporto dei prigionieri e facciamo un appello alle organizzazioni internazionali perchè entrino in gioco proteggendo i loro diritti.” &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;In Giordania è stato dichiarato ufficialmente davanti alla croce rossa che in 9 hanno iniziato uno sciopero della fame a tempo indeterminato, ed altri 66 sciopereranno a staffetta. I partecipanti sono soprattutto giovani, facenti parte di diverse fazioni politiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;E poi è arrivata una dichiarazione, raccolta da un avvocato di Addameer, di uno dei leader delle rivolte in carcere. Trovo interessante trascrivere la traduzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Quindi, qui di seguito troverete:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Traduzione  della dichiarazione di Ahed Abughoulma dal carcere di Askalan.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Traduzione  dell'appello del Boycott National Committee per boicottare Israele  in supporto dei prigionieri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Invito  alla presenza in campidoglio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;&lt;b&gt;Traduzione della dichiarazione di Ahed AbuGhulma dal carcere di Askalan&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;&lt;i&gt;Ahed Abughulma è uno dei leader delle proteste in carcere, è stato imprigionato in un carcere controllato da inglesi ed americani (lo stesso dove si trovava Sa'adat) fino a quando il carcere è stato preso dai sionisti e da allora si trova a scontare l'ergastolo nelle carceri israeliane.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Tutti i prigionieri stanno bene, in buona salute, e conservano la loro grande dignità. Essi sono in grado di continuare lo sciopero della fame iniziato 2 settimane fa, e sono abbastanza forti per farlo. Continueremo fino a che non raggiungeremo i nostri obiettivi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Anche la settimana scorsa, quando un altro avvocato di Addameer è venuto a farci visita, abbiamo insistito sul fatto che la violenza che gli israeliani usano contro di noi non ci farà desistere dal richiedere condizioni umane di detenzione. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Sono molto contento di come si stanno comportando questi prigionieri e prigioniere, sono convinto che essi stiano creando una nuova situazione in prigione e che segnino l'alba di un nuovo movimento dei prigionieri. Mi auguro che tengano duro e non cambino posizione fino a che non otterrano ciò che chiedono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Assicuro ai miei compatriotti che presto innalzeremo la bandiera della vittoria sotto il nome dell'unità dei prigionieri palestinesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Voglio mandare i miei apprezzamenti ai palestinesi che ci sono vicini in questa lotta. Le diverse attività con cui ci supportano ci danno la forza di continuare, e gli infondono la caparbietà necessaria con Israele. Chiedo loro, d'altronde, di continuare ed aumentare le attività di supporto ai prigionieri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Saluto e ringrazio il mondo arabo ed il movimento internazionale di solidarietà, perchè sono con noi e mostrano sostegno alla giusta causa palestinese, in particolare coloro che sono in sciopero della fame in solidarietà con i prigionieri in sciopero della fame. Questa presa di posizione da parte degli attivisti in altri paesi è molto importante ed è simbolo di chiarezza di vedute e limpidezza delle posizioni. Essi fanno davvero un grande sforzo per essere parte di questo sciopero della fame.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Apprezzo anche le associazioni internazionali per i diritti umani, attive nell'intento di mostrare le situazioni in cui i prigionieri versano e che li supportano. Mi auguro che continuino fino a che il diritto al ritorno, all'indipendenza ed autodeterminazione non saranno garantiti. &lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.bdsmovement.net/2011/bnc-supports-palestinian-prisoners-hunger-strike-and-calls-for-intensifying-bds-8151#.Tpc2DEDWTrc"&gt;Appello&lt;/a&gt; del BNC&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Il Boycott National Commettee rappresenta le associazioni e gruppi che hanno firmato l'appello el 2005 per il boicottaggio, disinvestimento e snazioni nei confronti di Israele.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Il Comitato Nazionale per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni verso Israele (BNC) sostiene le legittime richieste dei prigionieri politici palestinesi espresse nel loro sciopero della fame a tempo  indeterminato e chiede di intensificare la campagna globale BDS per porre fine all'impunità di Israele&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Palestina occupata 2011/11/10&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il quindicesimo giorno di fila, i nostri coraggiosi prigionieri politici continuano il loro sciopero della fame a tempo indeterminato nelle carceri israeliane, sfidando i muri di silenzio e di complicità internazionale, esprimendo così il loro rifiuto alle umiliazioni e alle quotidiane violazioni dei loro diritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre si festeggia l'anniversario delle Nazioni Unite di solidarietà con i prigionieri politici sudafricani, le Nazioni Unite stesse, sotto l'egemonia degli Stati Uniti, hanno voltato le spalle sulla situazione dei prigionieri politici palestinesi, tra cui centinaia di minori, che giacciono in grave difficoltà nelle carceri israeliane, notoriamente disumane. Questa situazione esercita una pressione morale sulla società civile internazionale ad agire, al fine di spingere efficacemente Israele a liberare tutti i prigionieri palestinesi e arabi politici e, nel frattempo, rispettare i loro diritti riconosciuti a livello internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il BNC, la più grande coalizione palestinese società civile e che rappresenta la stragrande maggioranza dei sindacati, coalizioni e le forze politiche, supporta pienamente lo sciopero della fame richiesto dal prigionieri palestinesi e sostiene le loro legittime richieste per:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;-Porre fine alla pratica dell'isolamento&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;-Terminare il divieto di istruzione universitaria per i detenuti&lt;br /&gt;-Terminare la prassi di punizione collettiva, compresa la negazione delle visite, e imposizione di sanzioni pecuniarie sui prigionieri&lt;br /&gt;-Porre fine alle incursioni provocatorie e invasioni delle celle prigionieri&lt;br /&gt;-Fermare la pratica di ammanettare le mani e le gambe dei prigionieri durante le visite di familiari e avvocati&lt;br /&gt;-Migliorare le condizioni di salute di centinaia di prigionieri malati e feriti e fornire loro le cure necessarie&lt;br /&gt;-Permettere a libri, giornali e vestiti di entrare nelle prigioni&lt;br /&gt;-Permettere la trasmissione di canali televisivi satellitari che sono stati banditi dal servizio penitenziario israeliano (IPS)&lt;br /&gt;-Porre fine al limitare di 30 minuti ogni mese per le visite, e al rifiuto arbitrario di visite&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sostegno di sciopero della fame dei prigionieri politici palestinesi, la BNC fa un appello a intensificare in tutto il mondo il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele, in quanto questo è il modo più efficace di fare pressione su di esso fino a che non rispetti tutti i diritti del popolo palestinese:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--Chiediamo di intensificare il boicottaggio delle istituzioni accademiche israeliane, tutte complici dell'occupazione israeliana e dell'apartheid, in risposta alla negazione del diritto fondamentale prigionieri palestinesi all'istruzione&lt;br /&gt;--Chiediamo di organizzare campagne di boicottaggio e disinvestimento in tutto il mondo prendendo di mira aziende israeliane e internazionali che hanno contratti con la IPS (Israeli Prison Services) o altri enti che riforniscono l'ampio settore delle carceri, centri di detenzione e il farsesco sistema dei tribunali israeliani. Le aziende che partecipano in queste attività sono complici di gravi violazioni dei diritti umani internazionali e ricavano profitto dallo sfruttamento dei prigionieri palestinesi, costringendo i detenuti a pagare prezzi esorbitanti a causa della mancanza di alternative. Chiediamo che la leadership palestinese bandisca queste aziende da gare d'appalto pubbliche e private, e chiedamo una legislazione rigorosa nel mondo arabo volta a boicottare queste aziende.&lt;br /&gt;--Chiediamo di boicottare la Israeli Medical Association (IMA) e l'espulsione dalla World Medical Association (WMA) perchè i suoi membri sono coinvolti nella tortura, e perchè ha ripetutamente violato il principio fondamentale contro la tortura del codice dei medici, e la Dichiarazione di Tokyo, che obbliga i medici a denunciare e segnalare le torture ogni volta che si presentino. Ci sono numerose prove che documentano le visite dei medici ai prigionieri israeliani, in cui essi vedevano i prigionieri in vari momenti durante e dopo episodi di tortura, in cui essi hanno reagito non protestando o denunciando ma rimandando i prigionieri ai loro interrogatori. Inoltre IMA sta portando avanti un silenzio complice per quanto riguarda lo sciopero della fame dei prigionieri palestinesi in corso, dal momneto che è stato riportato che l'IPS ha sequestrato dalle stanze dei prigionieri il sale, che è essenziale per la loro salute e la sicurezza durante lo sciopero. Ricordiamo qui che l'Associazione Medica del Sud Africa fu costretta a ritirarsi dalla WMA a causa della sua complicità medica [1].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il movimento dei prigionieri palestinesi 'è sempre stato in prima linea della lotta palestinese per la libertà, la giustizia e l'autodeterminazione. Come la fame dei prigionieri palestinesi fa esplodere le pareti delle loro celle di prigionia [2], a nostra volta dobbiamo spingere la coscienza della società civile internazionale a far rendere conto ad Israele delle sua azioni secondo il diritto internazionale, intensificando le campagne BDS contro di esso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] Per ulteriori informazioni, vedere: http://www.bricup.org.uk/documents/archive/BRICUPNewsletter45.pdf. Entrambi i Medici per i diritti umani-Israele, e il Comitato pubblico contro la tortura in Israele (PCATI) hanno presentato la documentazione per il formato WMA a sostegno della domanda per l'esame della registrazione della complicità della IMA nella tortura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[2] Si riferisce al famoso Ghassan Kanafani "Perché non hanno fatto esplodere [entrambi] i lati dei muri?" Dal suo romanzo, Uomini al sole. Kanafani è un giornalista palestinese che è stato assassinato da Israele nel 1972, all'età di 36 anni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;&lt;b&gt;Presenza in campidoglio&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;Si è deciso di organizzare e mantenere a lungo termine&amp;nbsp;-- cominciando con il prossimo lunedi 17 -- &lt;span style="font-size: small;"&gt;una presenza in solidarietà con i prigionieri palestinesi in sciopero della fame, da tenersi al Campidoglio ogni lunedì sera, giorno di Consiglio Comunale, dalle 16:30 alle 18:30.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il presidio settimanale dovrebbe consistere in un gruppo di almeno 10 persone, ognuna delle quali dovrebbe portare la fotografia di un prigioniero, ogni volta diversa. Ogni lunedì, si dovrebbe inoltre raccontare la storia di alcuni dei prigionieri dei quali si porta la fotografia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Per favore, scrivete a me &lt;a href="mailto:annafar@msn.com" target="_blank"&gt;annafar@msn.com&lt;/a&gt; o telefonate al &lt;a href="tel:320%206359555" target="_blank"&gt;320 6359555&lt;/a&gt; per comunicare le vostre disponibilità specificando, se possibile, se per tutti i lunedi o ad esempio uno si ed uno no. Sarebbe utile avere&amp;nbsp;anche un recapito telefonico (nel caso di cambiamenti all'ultimo momento).&amp;nbsp;Questo mi aiuterà a&amp;nbsp;coordinare e organizzare i turni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="JUSTIFY" style="line-height: 115%; margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-family: Liberation Serif,serif;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Abbiamo bisogno di voi,della vostra presenza, di poche ore del vostro tempo, a sostegno di questa coraggiosa campagna di disobbedienza e protesta nonviolenta, e a favore dei diritti umani fondamentali."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-6364861122559271821?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/6364861122559271821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/diario-dalla-tenda-numero-4.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6364861122559271821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/6364861122559271821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/diario-dalla-tenda-numero-4.html' title='Diario dalla tenda numero 4'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cFcb0pCX2D0/Tpc5_EN9UbI/AAAAAAAAAOs/CtPLNZsx76s/s72-c/P6270372.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7995726675487840737</id><published>2011-10-12T13:59:00.003+02:00</published><updated>2011-10-13T09:49:15.679+02:00</updated><title type='text'>Quattro in ospedale tra gli scioperanti</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Questo ve lo mando come urgente, perchè sono successe cose che bisogna raccontare in fretta. Quattro persone, tra chi fa lo sciopero della fame qui a Gaza in solidarietà con i prigionieri, in questo momento si trovano in ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena sono arrivata alla tenda questa mattina, c'era Majed el Ajar che dormiva (già vi ho parlato di lui, è quello che, felicissimo per avere il supporto di suo padre, gli ha baciato la mano e portata alla fronte in segno di rispetto). Strano dormisse di mattina, do solito è sempre molto attivo! Ho pensato che potesse stare male, ma non mi sono preoccupata perchè era comunque circondato da tante persone che si prendevano cura di lui. Sono entrata nell'atrio della croce rossa, luogo più protetto dove ci sono più donne, ed ho visto alcuni compagni che portavano al riparo Nidal Abujazer. Già vi ho raccontato di lui, suo fratello è in carcere e lui si prende cura della nipote la cui madre è morta, ricordate? L'hanno steso su una panca, hanno cominciato a massaggiargli il torace. Gli hanno buttato acqua fresca sulla faccia. Lui piangeva, a tratti, e a tratti aveva uno sguardo vuoto. In molti gli si sono fatti attorno, portando acqua e cercando di fare il possibile. Ci ho messo parecchio prima di capire perchè stesse piangendo, a cosa fosse dovuto lo shock. Lo shock era dovuto al fatto che negli accordi tra Hamas ed i sionisti non è più prevista la liberazione del loro leader, Akhmad Sa'adat. Me lo ha spiegato Maher, mentre due lacrime gli solcavano le guance. In pratica, la delusione per il fatto che sia stato usato Shalit, l'unica merce di scambio disponibile, per un accordo che non prevedeva la liberazione ne' di Sa'adat ne' di Barghouti ha causato lo shock. Dopo poco è entrato anche Majed, anche lui stava piangendo, la testa dondolava a destra e sinistra. Si è seduto e ha preso in grembo la testa di Nidal, e, mentre qualcuno cercava di massaggiare il petto di Nidal, qualcun altro massaggiava il petto di Majed. Li hanno portati entrami all'ospedale Shifa. Mi hanno spiegato che Majed si era sentito male anche durante la notte...poche ore prima mi stava insegnando arabo!&lt;br /&gt;Sono uscita. Ghassan stava disteso. Anche Ghassan, come Majed, è di solito molto attivo. Però sono entrambi magrissimi, e di sicuro perdere peso non è la cosa più salutare per loro. Hanno entrambi vent'anni. All'inizio non sembrava Ghassan stesse troppo male, poi ha cominciato a dare chiari segni che era solo parzialmente cosciente. Allora lo hanno bagnato con no straccio umido, gli hanno dato da bere con il tappo della bottiglia, poi finalmente è arrivata l'ambulanza ed hanno portato anche lui all'al-awda. Poco dopo, hanno portato allo stesso ospedale anche Ramz El Halaby, entrambi sono sotto flebo.&lt;br /&gt;È appena arrivata un'amica che mi ha chiesto: allora, sei contenta? Avete vinto! (faceva riferimento agli accordi tra hamas ed i sionisti) Io le ho risposto: no non abbiamo vinto. Non sono contenta, sono triste ed arrabbiata. Ci sono i miei amici in ospedale.&lt;br /&gt;Fine dell'isolamento e di tutte le forme di punizione collettiva, medicine per i carcerati e diritto alle famiglie di visitare i propri prigionieri. Diritto ad un'istruzione in carcere, diritto ad avere libri e giornali. Niente mani legate durante gli sporadici colloqui. Per tutti i prigionieri. Tutti. Per favore, fate tutto quello che in vostro potere perchè le richieste dei prigionieri (che sono davvero il minimo possibile) vengano supportate...&lt;br /&gt;Aggiornamento h.13.30: ho appena sentito Maher dall’ospedale che mi ha rassicurata, le condizioni degli amici palestinesi ricoverati stanno migliorando.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_U3Z2dlEgms/TpaXkDxldhI/AAAAAAAAAOc/UBnjTSUV2K0/s1600/DSCF5853.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-_U3Z2dlEgms/TpaXkDxldhI/AAAAAAAAAOc/UBnjTSUV2K0/s320/DSCF5853.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ShWNjIPnuAI/TpaXl0Vbe0I/AAAAAAAAAOk/0gcVCeIBqhU/s1600/DSCF5858.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-ShWNjIPnuAI/TpaXl0Vbe0I/AAAAAAAAAOk/0gcVCeIBqhU/s320/DSCF5858.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;(grazie a Ruqaya per le foto)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7995726675487840737?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7995726675487840737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/questo-ve-lo-mando-come-urgente-perche.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7995726675487840737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7995726675487840737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/questo-ve-lo-mando-come-urgente-perche.html' title='Quattro in ospedale tra gli scioperanti'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_U3Z2dlEgms/TpaXkDxldhI/AAAAAAAAAOc/UBnjTSUV2K0/s72-c/DSCF5853.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-5282490686406589109</id><published>2011-10-12T10:08:00.000+02:00</published><updated>2011-10-12T10:08:07.787+02:00</updated><title type='text'>Diario dalla tenda numero 3</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Ru8dAeyWfMY/TpVIGuLYKVI/AAAAAAAAAOU/syRn814NH3E/s1600/latouffprisons.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="291" src="http://2.bp.blogspot.com/-Ru8dAeyWfMY/TpVIGuLYKVI/AAAAAAAAAOU/syRn814NH3E/s400/latouffprisons.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri mattina è stato il momento delle donne: circa 30 di esse si sono unite allo sciopero della fame. Ogni lunedì madri sorelle e mogli dei prigionieri si trovano alla croce rossa per mantenere alta l'attenzione sui loro cari. Ieri, l'usuale sit-in era particolarmente popolato, ed in 30 hanno deciso di cominciare lo sciopero della fame. Tra queste c'è Taragi, il cui marito è in carcere da quasi 6 anni. Viene da Khuza'a, la sua casa si trova a poche centinaia di metri dal confine, ed ha allevato da sola le sue 5 figlie. Adesso una è sposata e tra qualche mese avrà un bambino, un'altra si sposerà a giugno quando il padre uscirà di galera, e le altre vanno a scuola con ottimi risultati. Racconta che, quando era ancora autorizzata ad andarlo a trovare, nel 2005, era costretta a passare attraverso numerosi ed umilianti controlli, le sue figlie dovevano spogliarsi completamente di fronte alle soldatesse “mi faceva sentir male vedere le mie figlie nude di fronte alle militari israeliane, te come ti sentiresti?”. Passato Erez dovevano attraversare altri interminabili check point, dove dovevano aspettare per ore sotto il sole, “non venivamo trattate come esseri umani”. Una volta arrivata alla prigione, dopo tutte queste traversìe, si trovava a poter vedere il marito solo attraverso un vetro, e potergli parlare solo attraverso un telefono, ovviamente controllato, la cui linea veniva tagliata a piacere dei secondini. “Mio marito veniva picchiato di fronte ai nostri occhi, di fronte agli occhi delle mie figlie. Immagina come dovevano sentirsi questa bambine!”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La cosa bella di chi sciopera è che non esplicita l'appartenenza a nessun partito politico. La maggior parte di essi sono dal Pronte Popolare, ma ci sono anche persone del Fronte Democratico, di Fatah e della Jihad Islamica; nonostante ciò nessuno porta addosso simboli de proprio partito, o sciarpe o oggetti facenti riferimento alla propria appartenenza politica. A chi non segue queste regole vengono temporaneamente sequestrate le bandiere all'ingresso e restituite all'uscita. Ieri c'è stata anche un'accesa discussione su delle magliette che qualcuno avrebbe dovuto regalarci: voleva metterci la foto di Akhmad Sa'adat, però i ragazzi si sono rifiutati chiedendo che venisse messa la foto di tutti i leader in carcere, di tutti i partiti. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Raccontavo ai ragazzi di quello che stava succedendo in Italia, ed erano contenti di sapere di non essere soli, sicuramente la solidarietà attiva è quello che ci vuole. Ecco quello che raccontavo loro: che chi è in sciopero della fame vuole fare dei banchetti per renderlo visibile (probabilmente sarà intorno al 22-23), e oltre alle manifestazioni di Roma e Milano (di cui già vi ho accennato) è previsto un presidio al campidoglio ogni lunedì a partire dal 17 con le foto di detenuti, e racconti di storie degli stessi prigionieri. Qualcuno sta considerando pure di fare banchetti davanti alle varie sedi della croce rossa in italia, con persone che portino avanti lo sciopero della fame e che facciano sensibilizzazione. Le manifestazioni in supporto dei prigionieri nei territori del '48 sono state represse con l'uso di lacrimogeni ed è uscito un appello della campagna BDS per intensificare le azioni di boicottaggio in supporto delle richieste dei prigionieri. Intanto in tantissimi hanno accolto l'appello per uno sciopero della fame di un giorno per oggi (scusate se lo scrivo in ritardo, ma lo ho saputo tardi pure io). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La sera, poi, è arrivata la notizia: Hamas è giunto ad un accordo per la liberazione di Gilad Shalid in cambio di 1000 (o più) prigionieri palestinesi. Tutti erano felici. Pensavano che anche Sa'adat sarebbe stato liberato, anche Marwan Barghouti. Quando alla radio c'era il discorso di Netanyahu che confermava il raggiungimento dell'accordo, sembravano soddisfatti. D'altronde, chi non sarebbe contento della liberazione di 1000 prigionieri? Dai minareti i muezzin esultavano, c'erano petardi, gente che sparava in aria...mentre qualche amica qui di Gaza, testarda, scriveva su twitter “ma noi stiamo ancora pensando a tutti quelli che stanno in carcere, che non sono ancora liberi, vero?” e poi: “non festeggerò fino a che non saranno liberi tutti.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Vorrei concludere con una precisazione: lo scambio da parte del governo di Hamas del prigioniero di guerra Gilad Shalid (sequestrato nel 2006 tramite un'operazione congiunta di diversi bracci armati) in cambio di 1000 o più prigionieri non ha nulla a che vedere con lo sciopero portato avanti dai detenuti all'interno delle carceri per il miglioramento delle loro condizioni di vita. I nomi di chi verrà liberato sono ancora avvolti nel mistero, all'inizio si pensava ci fossero anche Barghouti e Sa'adat, mentre ora sembra di no. Qui non mi dilungherò oltre su questo argomento perchè, come mostrato più volte, in questo blog mi concentro sulle lotte della gente, quelle “dal basso” qualunque cosa voglia dire, piuttosto che sugli accordi di qualche partito con i sionisti. (sui quali potete farvi la vostra idea da soli)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo sciopero della fame continua, fino a che non verranno ascoltate le richieste dei prigioneri. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-5282490686406589109?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/5282490686406589109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/diario-dalla-tenda-numero-3.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5282490686406589109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5282490686406589109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/diario-dalla-tenda-numero-3.html' title='Diario dalla tenda numero 3'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Ru8dAeyWfMY/TpVIGuLYKVI/AAAAAAAAAOU/syRn814NH3E/s72-c/latouffprisons.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-4873865207441586158</id><published>2011-10-11T01:10:00.000+02:00</published><updated>2011-10-11T01:10:11.373+02:00</updated><title type='text'>diario dalla tenda numero 2</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;          &lt;style type="text/css"&gt; &lt;!--  @page { margin: 2cm }  P { margin-bottom: 0.21cm } --&gt; &lt;/style&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;NOVITÀ&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Qualche buona notizia: in italia sono stati organizzati almeno 2 sit-in, uno a Milano per il 22 pomeriggio, dalle 17 alle 18.30 in piazza dei Mercanti, ed uno a Roma, il 14 Ottobre dalle 15 davanti all'ambasciata israeliana. So che altri stanno organizzando altri sit-in però non ho ancora ricevuto conferme. Poi, oltre ad Enzo ed Elena, anche Serena (tutti di Udine) sta portando avanti lo sciopero della fame. Intanto, anche nei territori del '48 e precisamente ad Haifa, 8 attivisti pro-palestina sono in sciopero della fame da sabato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Poi un paio di novità poco carine: oggi ci sono stati i colloqui tra i rappresentanti dei prigionieri e le autorità cercerarie che si sono risolti in un nulla di fatto. I carcerati minacciano nei prossimi giorni di eliminare anche l'acqua e il sale se le loro richieste rimanessero inascoltate, speriamo non accada. Le condizioni dei Ahmad Sa'adat, leader del PFLP in carcere ed in isolamento da diversi anni e che ha aderito allo sciopero della fame si sono piuttosto deteriorate: secondo avvocati che sono riusciti a visitarlo l'eliminazione del sale da parte delle autorità carcerarie gli provoca vomito, il proseguire dello sciopero che ha iniziato 12 giorni fa potrebbe portare alla perdita del 25% del suo peso, ed ha serie difficoltà di concentrazione. Addameer ha lanciato un appello per il suo trasferimento in carcere, e chiede di mandare lettere o telefonare al servizio delle prigioni israeliano o alla croce rossa.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ieri è stata la giornata degli universitari: è stato organizzato un corteo che dall'università al-hazar è giunto fino alla nostra tenda, e l'ha riempita di gente. Oggi anche alcune donne hanno fatto lo sciopero della fame di un giorno, e alla mattina mi hanno detto che c'era grande affollamento, ma io non c'ero perchè ero nella buffer zone dove facevamo la raccolta delle olive: qualche sparo dalle torrette di controllo ma nulla fuori dal comune. Domani sembra ci sarà un altro corteo...&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;BREVE STORIA RACCCONTATA DA NABIL, IN SCIOPERO DELLA FAME:&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;“Mi chiamo Nabil AbuJazer, ho 30 anni, mio fratello Ala'a ha 46 anni ed è in prigione da 10 anni. È successo quando lui ha accompagnato mio padre in egitto per delle cure: hanno lasciato tornare a Gaza mio padre e mio fratello è stato arrestato. Quando è stato sequestrato sua moglie era incinta, ed è morta di parto, così la bimba, che si chiama Jumana, ha cominciato a vivere con noi, con mia madre ed i miei fratelli, l'abbiamo cresciuta noi. Quando aveva 2 anni ha cominciato a sentire gli altri bimbi che chiamavano papà e mamma, ma lei non sapeva cosa volesse dire, ed altri 2 anni dopo, alla scuola materna, ha cominciato a chiedere alla nonna cosa fosse successo ai suoi genitori: da li in poi ha cominciato a chiamare “mamma” la nonna, e “papà” uno dei miei fratelli. Quando Jumana faceva la prima elemantare quello che lei chiamava papà si era appena laureato, era salito su un'auto dove c'era uno della resistenza, l'auto è stata bombardata da Israele e lui è morto: è stato un grande shock per lei. La bimba è riuscita a vedere suo padre solo per foto, quando abbiamo fatto domanda per portarla in carcere a conoscerlo, ce l'hanno rifiutata “per ragioni di sicurezza”. Adesso che ha 10 anni Jumana ha capito cosa è successo, e quando qualcuno le chiede della sua mamma risponde di avere due mamme: una è la nonna e l'altra è in paradiso. Va molto bene a scuola, e quando alla fine dell'anno si festeggia dice che i buoni risultati sono un regalo per il suo babbo che sta in prigione...peccato che mio fratello, nelle prigioni sioniste, debba starci 18 anni in tutto, così che lei farà in tempo a finire la maturità prima che lui esca. Certe volte Jumana passa ore isolandosi da tutti e non parlando con nessuno. Io e mio fratello abbiamo provato a farci chiamare “papà” ma lei non ha voluto, perchè diceva che se ci avesse chiamato così saremmo morti anche noi.”&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-4873865207441586158?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/4873865207441586158/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/diario-dalla-tenda-numero-2.html#comment-form' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/4873865207441586158'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/4873865207441586158'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/diario-dalla-tenda-numero-2.html' title='diario dalla tenda numero 2'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-8618018492462079851</id><published>2011-10-09T09:37:00.001+02:00</published><updated>2011-10-09T09:52:53.637+02:00</updated><title type='text'>diario dalla tenda numero 1</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Sembra che ora i sionisti vogliano contrattare, dopo gli attacchi notturni di 3 giorni fa, quando hanno tolto l'elettricità alle prigioni, hanno fatto incursioni, hanno sparato gas lacrimogeni ed hanno tolto il sale ai prigionieri delle prigioni di akaba, Nafha, Rimon e soprattutto Askelon, la più grossa. E poichè però i detenuti non sembrano avere intenzione di smettere lo sciopero, ieri i sionisti hanno dovuto accettare di parlare con i leader della protesta, il meeting è fissato per oggi. Qui speriamo tutti che il meeting si risolva positivamente, perchè nelle carceri sono al 12° giorno di sciopero della fame e chi non è in perfetta salute tra qualche giorno potrebbe cominciare a stare veramente male.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le manifestazioni del lunedì delle madri mogli e sorelle dei prigionieri si svolgono davanti alla croce rossa, e anche il gruppetto di ragazzi di Gaza che fa lo sciopero della fame in solidarietà con i detenuti si trova davanti alla croce rossa. Ma perchè proprio la croce rossa? Perchè sono l'unico ente tramite il quale è possibile comunicare con i detenuti. Che poi, comunicare, significa che una lettera ci mette in media 2 mesi per arrivare al parente detenuto. E non sempre arriva. E a volte si può comunicare solo attraverso lettera.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fuori dalla sede della croce rossa di Gaza è stata allestita una specie di tenda, pali di ferro e teli verdi, con tante sedie e qualche materasso. Sulle sedie si siede che viene a portare solidarietà, mentre chi sciopera si mette sui materassi. Sulle pareti della tenda ci sono foto dei prigionieri, con la data del sequestro. La sera ci si sposta all'interno, nel cortile dell sede della croce rossa, dove c'è una grande tettoia si si sta un po' più protetti dalla strada...i ragazzi che scioperano hanno quasi tutti tra i venti e i tranta anni, sorridono, studiano per l'università, giocano a tris... Bilal ha il fratello in carcere, e si prende cura della figlia ceh è nata mentre lui era detenuto e la cui madre è morta nel parto. Maher è un po' grosso, e porta addosso una maglietta con scritto «restiamo umani». Majed porta un ciondolo con la bandiera palestinese al collo (e solo quella, nessuna di nessun partito); quando oggi suo padre ha annunciato che si sarebbe unito allo sciopero era raggiante di gioia, ha preso la mano del genitore, l'ha baciata e l'ha portata alla fronte, in segno di grande rispetto. E così, di giorno in giorno, diventiamo sempre di più. Da domani dovrebbero aggiungersi anche le madri dei detenuti, che ieri mattina erano qui in gran numero... Ho conosciuto Fatma, che è stata imprigionata incinta, ha partorito in carcere ed è uscita con suo figlio quando lui aveva 2 anni. Adesso il bimbo ha più di 3 anni, ha promesso che domani lo porta qui. Al più presto cercerò di raccontarvi le storie di questa gente, che sono poi il centro della faccenda.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Questa mattina, intanto, è uscita anche la barca Oliva. Il mare era molto popolato: tanti pescatori, e tante navi da guerra israeliane, però abbiamo avuto conferma che il progetto funziona. Quando siamo usciti c'era una nave israeliana all'interno delle 3 miglia, che quando ci ha visti si è allontanata al di la delle 3 miglia, lasciando i pescatori lavorare in quel poco di mare che l'occupazione sionista gli lascia a disposizione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando ci si trova in carcere non si hanno molti modi di protestare a parte lo sciopero della fame. Questo perchè ci si trova dentro a delle mura invalicabili, non è possibile scendere in piazza, è difficile comunicare con chi sta fuori. Personalmente, quella dello sciopero della fame non è un tipo di protesta che avrei mai pensato di mettere in atto se non in questa condizione particolare in cui mi trovo, in particolare penso che in Italia ci siano moltissimi obiettivi su cui è possibile lavorare, penso alla campagna bds e a presidi o azioni davanti alle ambasciate e consolati. Mi sono giunte però da più parti mails di persone che vogliono partecipare attivamente a questo sciopero della fame, con diverse idee di farlo a staffetta o simili. In due, ad Udine, hanno già iniziato. Nonostante quanto detto, trovo che qualsiasi gesto sia capace di  rompere il silenzio sull'argomento vada più che bene, e che sia necessario che ciascun* agisca con le modalità che preferisce, che crede più consone o incisive. Parlandone con i ragazzi qui in sciopero tra l'altro erano contenti dell'idea, perciò, fino a che non sarà attivo un coordinamento (che per noi è difficile gestire da qui) vi lascio la mia mail per chi è interessato: todessil@gmail.com. Sarà poi mia premura mettervi in contatto tra di voi. Personalmente, l'unica richiesta che faccio è che sia una scelta personale, senza che venga rivendicata da associazioni o gruppi o simili, che le lotte intestine ed i personalismi sono già abbastanza. Come dicono qui, alam filisteen u bas, bandiera palestinese e basta.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-8618018492462079851?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/8618018492462079851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/diario-dalla-tenda-numero-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8618018492462079851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8618018492462079851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/diario-dalla-tenda-numero-1.html' title='diario dalla tenda numero 1'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7905930876524258862</id><published>2011-10-07T16:47:00.001+02:00</published><updated>2011-10-07T16:57:00.879+02:00</updated><title type='text'>Sciopero della fame di chi sta fuori dal carcere in solidarietà con i palestinesi nelle carceri israeliane</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;«Durante le "indagini" mi facevano stare voltato contro il muro con le mani legate ed una gamba alzata. Se appoggiavo la gamba mi picchiavano. Oppure mi sedevano su una sedia con la meni legate dietro e i piedi legati in maniera da farmi tenere le gambe divericate, poi mi davano calci sulla pancia e sull'inguine. Mi facevano stare tutto il giorno sotto il sole. Se avevo sete una soldatessa versava l'acqua a pochi centimetri dal mio volto in modo che cadesse per terra. Sono stato 30 giorni in isolamento in una stanza di un metro per un metro. Le "indagini" sono durate 70 giorni. Avevo 16 anni»&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(Saber, Beit Hannoun)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane vengono sottoposti a tortura, ci sono prigionieri minorenni, vengono imprigionati in detenzione amministrativa senza nessuna accusa. Ai prigionieri provenienti da Gaza è proibito vedere le proprie famiglie, come forma di punizione collettiva conseguente all'imprigionamento dl soldato Gilad Shalid. Il fatto che vengano imprigionati in prigioni situate nei territori del '48 e non a Gaza o nella Cisgiordania è contrario alla legislazione internazionale. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da 10 giorni ormai i prigionieri si rifiutano di mangiare e di collaborare in alcun modo con le autorità carcerarie. Hanno indetto uno sciopero della fame di durata indeterminata. La loro situazione si è aggravata in seguito ad una dichiarazione di Netaniahu, che, nel giugno 2011 chiede che vengano aboliti «i privilegi garantiti ai prigionieri palestinesi». Ma di quali privilegi stiamo parlando? Le richieste dei prigionieri palestinesi includono:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- la fine dell'isolamento dei prigionieri (alcuni dei quali sono in isolamento da 10 anni) in particolare la fine dell'isolamento per Akhmed Sa'adat, leader del PFLP&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- consentire di avere un'istruzione e studiare in carcere&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- consentire le visite dei familiari (in particolare per i prigionieri di Gaza, a cui sono proibite)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- fine delle multe&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- fine delle incursioni e delle perquisizioni umilianti in carcere.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- smettere di legare mani e piedi dei prigionieri quando ci sono le visite delle famiglie e degli avvocati&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;- cure per chi è ammalato&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A causa di questo sciopero della fame i detenuti vengono repressi con la forza. I sionisti hanno messo in isolamento dozzine di detenuti e spostato i leader della protesta. Si è fermata la distribuzione dei medicinali anche per i prigionieri più anziani, che non ricevono nè cure nè cibo. Sono stati loro tolti i sali che gli scioperanti usavano per mantenere un quantitativo salutare di sali nel corpo durante il digiuno, sono state fatte incursioni e perquisizioni nelle celle, e sono stati usati lacrimogeni contro i detenuti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In solidarietà alla protesta ci sono manifestazioni sia a Gaza che nella Cisgiordania, e ci sono decine di palestinesi  che si aggiungono allo sciopero della fame pur non trovandosi in carcere. Qui a Gaza, in particolare, è stata allestita una tenda vicino alla sede della croce rossa per chi digiuna. &lt;b&gt;Da questa sera, anche io e altri ISMers, per quello che potrà servire a conveire l'attenzione sulla loro protesta, ci uniremo a questo sciopero delle fame.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Silvia Todeschini&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;﻿venite adesso alla prigione &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;state a sentire sulla porta &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;la nostra ultima canzone &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;che vi ripete un'altra volta &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;per quanto voi vi crediate assolti &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;siete per sempre coinvolti, &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;per quanto voi vi crediate assolti &lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;i&gt;siete per sempre coinvolti.&lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;(Fabri)&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7905930876524258862?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7905930876524258862/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/sciopero-della-fame-di-chi-sta-fuori.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7905930876524258862'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7905930876524258862'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/sciopero-della-fame-di-chi-sta-fuori.html' title='Sciopero della fame di chi sta fuori dal carcere in solidarietà con i palestinesi nelle carceri israeliane'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-3851434266599920425</id><published>2011-10-02T22:11:00.002+02:00</published><updated>2011-10-07T16:48:04.411+02:00</updated><title type='text'>Sciopero della fame nelle carceri israeliane</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-YSEDOnRY_fw/TojFGloylfI/AAAAAAAAAOM/wBV_4Z8ATYg/s1600/handalaPrison.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="217" src="http://1.bp.blogspot.com/-YSEDOnRY_fw/TojFGloylfI/AAAAAAAAAOM/wBV_4Z8ATYg/s320/handalaPrison.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da due giorni i prigionieri palestinesi nelle prigioni israeliane stanno portando avanti uno sciopero della fame per chiedere il miglioramento delle loro condizioni. Di fronte alla croce rossa di Gaza è stato allestito un presidio in loro solidarietà. Ai prigionieri è proibito comunicare con chi si trova fuori dal carcere, vengono torturati, tenuti in isolamento o in prigioni sovraffollate, non vengono loro formite le cure adeguate in caso di malattia, e in diversi casi vengono uccisi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Sono stato in prigione dal 15 Ottobre 2003 al 31 dicembre del 2009» racconta Mohammed Abu Uda, uno dei tantissimi esempi di prigionieri di Gaza. Lo hanno arrestato perchè qualcuno aveva fatto il suo nome, sostenendo che faceva parte della resistenza. Racconta che secondo la legge Tamir le dichiarazioni di chiunque che faccia il nome di qualcuno equivalgono alla confessione di chi viene nominato: qualcuno sotto tortura aveva fatto il nome di Mohammed e lui viene portato nella prigione di Askelon, dove viene sottoposto a 68 giorni di investigazione. «mi hanno tenuto 30 giorni in isolamento, uscivo solo per l'interrogatorio. Questi interrogatori duravano dalle 8 alle 24 ore, periodi nei quali non potevo mangiare ne' bere ne' dormire. Una volta mi hanno interrogato per 64 ore di seguito...». Dopo l'investigazione è stato portato nella cosiddetta stanza degli uccelli, dove c'erano uomini che si fingevano suoi amici solo per carpire informazioni e riferirle ai sionisti. «mi avevano condannato a 5 anni e 6 mesi, ma alla fine sono rimasto dentro 6 anni e 6 mesi. Sai, in prigione si imparano tante cose, che poi non si dimenticano più per tutta la vita. Per questo noi chiamiamo la prigione "università"».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Abu Hamzi, uno degli organizzatori del presidio alla croce rossa, spiega le ragioni della protesta: «vengono imprigionati i nostri leader, come Sa'adat e Bargouti, vengono tenuti in isolamento, viene loro impedito di comunicare con la famiglia o con chiunque» Il loro scopo, sostiene, è quello di tagliare i ponti dei contatti politici dei detenuti con chi resta fuori Fa alcuni nomi: Khaleel Abu Khandeeja, Ishaq Haraga, Ali El Jaafri, Ibrahim Elraiy, dicendo che sono morti in carcere, per le torture subite durante l'investigazione, o per la mancanza di medicine o durante uno sciopero della fame (che solitamente vengono repressi con la forza). &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ad oggi sono presenti circa 6000 palestinesi nelle carceri israeliane, e 203 detenuti palestinesi sono stati uccisi dopo l'arresto o sono morti nelle carceri israeliane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La presenza stessa di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane è illegale anche secondo la legge internazionale, in quanto in situazioni di guerra è possibile avere prigionieri, mentre in situazioni come quella palestinese di occupazione, si possono avere solo detenuti, ed essi devono essere sottoposti ad un processo civile ed essere detenuti all'interno del territorio occupato (e quindi a Gaza e non nei territori del '48). La situazione dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane è resa poi particolarmente grave da alcuni fattori: vengono imprigionati minori, i prigionieri vengono sottoposti a tortura, esiste ancora la detenzione amministrativa (cioè è possibile rimanere in carcere fino a diversi anni senza un'accusa formale) e da parte dei prigionieri non è possibile comunicare con le proprie famiglie.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni lunedì, a Gaza, si trovano le &lt;a href="http://hussienphoto.weebly.com/women.html"&gt;madri&lt;/a&gt; e le mogli dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane davanti alla croce rossa, per ribadire il loro diritto a poter comunicare con i parenti imprigionati, e per cercare di mantenere alta l'attenzione sulla questione. Da domani alcune di queste donne inizieranno uno sciopero della fame in solidarietà con i prigionieri. Il ministero dei detenuti ha annunciato diverse manifestazioni ed iniziative, tra cui lo stop delle visite.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;«Noi palestinesi continueremo a sostenere anche con lo sciopero della fame i prigionieri, fino alla vittoria!» dichiara Abu Hamzi «e chiediamo al mondo che si dice democratico di schierarsi al fianco dei nostri prigionieri e contro l'occupazione israeliana, perchè è appunto l'occupazione ad essere causa di tutti questi mali.»&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--qfjEktHWmo/TojFKrUOdWI/AAAAAAAAAOQ/jyw7eg7zgi8/s1600/prison.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/--qfjEktHWmo/TojFKrUOdWI/AAAAAAAAAOQ/jyw7eg7zgi8/s1600/prison.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-3851434266599920425?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/3851434266599920425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/sciopero-della-fame-nelle-carceri.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/3851434266599920425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/3851434266599920425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/10/sciopero-della-fame-nelle-carceri.html' title='Sciopero della fame nelle carceri israeliane'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-YSEDOnRY_fw/TojFGloylfI/AAAAAAAAAOM/wBV_4Z8ATYg/s72-c/handalaPrison.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-5807975496246218429</id><published>2011-09-30T22:29:00.000+02:00</published><updated>2011-09-30T22:29:40.308+02:00</updated><title type='text'>Mohammed al-Durra. 30 Settembre 2000</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-SOqDllSZ3vI/ToYhsrvrwuI/AAAAAAAAAOI/T7o7GbmRcv8/s1600/mohammed-al-dura_shooting3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-SOqDllSZ3vI/ToYhsrvrwuI/AAAAAAAAAOI/T7o7GbmRcv8/s1600/mohammed-al-dura_shooting3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://3.gvt0.com/vi/QUTwGnRzXos/0.jpg"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/QUTwGnRzXos&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="320" height="266"  src="http://www.youtube.com/v/QUTwGnRzXos&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;30 Settembre 2000, il secondo giorno della seconda intifada. Certe cose vanno ricordate.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-5807975496246218429?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/5807975496246218429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/09/mohammed-al-durra-30-settembre-2000.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5807975496246218429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5807975496246218429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/09/mohammed-al-durra-30-settembre-2000.html' title='Mohammed al-Durra. 30 Settembre 2000'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-SOqDllSZ3vI/ToYhsrvrwuI/AAAAAAAAAOI/T7o7GbmRcv8/s72-c/mohammed-al-dura_shooting3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-5421978631199127791</id><published>2011-09-29T11:59:00.001+02:00</published><updated>2011-09-29T21:03:29.025+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oliva'/><title type='text'>Oliva attaccata (ancora, sì, di nuovo..)</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per uscire con Oliva si parte piuttosto presto al mattino. Il 28 settembre alle sette di mattina non c'è quasi nessuno per strada; al porto, invece, c'è gran fermento ed attività: alcuni tra i pescatori escono quando è ancora buio e alle sette già si affaccendano per vendere il pesce, portando casse troppo vuote sulle spalle. Molti però sono ancora in mare. Il mare è calmo, il sole picchia forte ed Oliva, con a bordo un'attivista tedesca, il capitano, me e due giornalisti parte dirigendosi direttamente verso le barchette pescatori palestinesi, a 2.5 miglia marine dalla costa. Il mare coi sui pesci e la terra coi suoi frutti sono le principali fonti di cibo tradizionali per le popolazioni di quest'area. Israele, con le sue limitazioni di movimento (imposte unilateralmente agli abitanti della striscia di Gaza), impedisce l'accesso al 35% delle terre arabili di Gaza e all'85% di quelle che secondo Oslo dovrebbero essere acque territoriali palestinesi. Così i pescatori, sotto minaccia di armi da fuoco, devono rimanere all'interno delle 3 miglia marine, dove ormai quasi tutto il pesce è stato pescato (quando gli accordi di Oslo prevedevano potessero allontanrsi fino alle 20).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le navi da guerra israeliane si trovano inizialmente alle 3 miglia, mentre quelle palestinesi sono costrette a fermarsi alle 2,5 miglia, sanno che se andassero più in la verrebbero attaccate.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A un certo punto la nave da guerra israeliana si dirige chiaramente verso di noi. Ci troviamo a circa 2.5 miglia, e facciamo rotta a massima potenza verso il porto, ma, per quanto il nostro motore sia abbastanza potente, quello delle grosse navi da guerra israeliane lo è di più. Già quando la nave si trova a diverse decine di metri di distanza si può riconoscere il cannone ad acqua, il cui getto è momentaneamente abbassato. Sopra al soldato che manovra il cannone ad acqua ce ne è un altro, che invece punta contro di noi qualche cosa che somiglia ad un mitra. Eppure l'interno della nostra barchetta è chiaramente visibile dall'esterno, si può riconoscere bene che non portiamo nessun tipo di armi o di oggetti che possano rappresentare un pericolo per l'incolumità dei soldati...eppure siamo tenuti costantemente sitto tiro di un'arma da fuoco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La nave da guerra ci raggiunge, ci spara addosso con i cannoni ad acqua. La telecamera dei giornalisti con noi è diventata inservibile, la nostra waterproof funziona ancora. Il capitano, con un'abile mossa, fa girare su se stessa la grossa nave israeliana e questo ci permette di guadagnare ancora un po' di terreno. Poi la nave da guerra ci raggiunge ancora, e di nuovo ci spara con i cannoni ad acqua. Questi prelevano acqua marina, e quindi possono espellerne una grossa quantità, non hanno bisogno di serbatoi. La pressione non è fortissima perchè ci troviamo a poco più di una decina di metri di distanza...però l'acqua è veramente tanta, la sensazione è quella di fare la doccia sotto una grossa cascata. E poi c'è sempre quel cecchino, un po' più in alto, che continua a puntarci contro un'arma da fuoco. Ad un certo punto la nave israeliana si gira e torna sui suoi passi. Questa mossa ha il sapore minaccioso di un avvertimento...suona come dire «vi teniamo sotto tiro» da parte di chi ha paura di essere osservato, da parte dei sionisti che vogliono impedire che si raccontino al mondo le loro azioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci fermiamo a circa 1.5 miglia dalla costa. C'è da decidere se tornare verso i pescatori, che si trovano ancora alle 2.5 miglia marine, o tornare al porto. Decidiamo di tronare verso i pescatori. Ci muoviamo verso le 3 miglia, leggermente verso nord. La nave da guerra si muove pure verso nord, rimanendo alle sue 3 miglia dalla costa. Come a seguirci a distanza... decidiamo di non avvicinarci troppo. Almeno, seguendo noi, prestano meno attenzione ai pescatori, che possono per un po' pescare quasi tranquilli. Da lontano, sentiamo gli israeliani sparare alcuni colpi in acqua. Non ne capiamo la ragione, sembrano lontani da qualsiasi nave palestinese... Intanto, la batteria del motore della notra barchetta è stata danneggiata dall'acqua dei cannoni, e il motore fatica a riaccendersi. Alcune barchette di pescatori si avvicinano, chiedendo se abbiamo bisogno di aiuto (e prendendoci un po' in giro...due mesi fa il motore, adesso la batteria...ma non riusciamo proprio ad andare in mare senza rimediare un guasto?). Alla fine anche la batteria si aggiusta, con la pazienza del capitano che a furia di mertello e cacciavite riesce a rimetterla in sesto. Ritorniamo al porto di Gaza verso le 11.30...oggi, 28 settembre, sono in mare altre due persone: sembra che per ora sia tutto tranquillo, staremo a vedere.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://0.gvt0.com/vi/M8CbidkUHkQ/0.jpg" height="266" width="320"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/M8CbidkUHkQ&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF" /&gt;&lt;embed width="410" height="340"  src="http://www.youtube.com/v/M8CbidkUHkQ&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-5421978631199127791?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/5421978631199127791/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/09/oliva-attaccata-ancora-si-di-nuovo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5421978631199127791'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5421978631199127791'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/09/oliva-attaccata-ancora-si-di-nuovo.html' title='Oliva attaccata (ancora, sì, di nuovo..)'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-4199299501786471384</id><published>2011-09-24T13:58:00.001+02:00</published><updated>2011-09-24T20:49:07.435+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Oliva'/><title type='text'>Oliva ed altri aggiornamenti</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'altroieri qui a Gaza c'è stata la seconda seduta del processo ai presunti assassini di Vittorio. Non c'era molta gente, quasi non c'erano giornalisti, solo una ventina di amici di Vik e qualche famigliare degli imputati. Trovate &lt;a href="http://www.nena-news.com/?p=12985"&gt;qui&lt;/a&gt; il resoconto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ieri è stato &lt;a href="http://www.infopal.it/leggi.php?id=19412"&gt;ucciso&lt;/a&gt; dai coloni un palestinese nel distretto di Nablus, ed altri sono stati feriti. I soldati, sempre compiacenti agli occupanti, hanno cominciato ad arrestare palestinesi. Da ricordare che nell'ultimo periodo c'è stato un consistente afflusso di sionisti da tutta europa e dall'occidente nelle colonie, per poter organizzare una rivolta dopo il voto all'ONU.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A parte questo, ci sono due buone notizie. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La prima è un po' datata, e parla di boicottaggio, ma, visto che è un po' che non aggiorno il blog, vale la pena riportarla... L'AGREXCO È IN &lt;a href="http://www.stopagrexcoitalia.org/news/262-agrexco-liquidazione.html"&gt;LIQUIDAZIONE&lt;/a&gt;!!!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come sicuramente saprete, la &lt;a href="http://www.stopagrexcoitalia.org/"&gt;Carmel-Agrexco&lt;/a&gt; è la principale esportatrice di prodotti agricoli israeliani, soprattutto provenienti dalle colonie della valle del giordano, che spesso vendono come «biologici»..strana concezione del biologico, per un'azienda che anche ammesso che non distrugga l'ambiente sicuramente distrugge la vita di tantissimi palestinesi...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Comunque, tra le cause del suo fallimento, ha sicuramente un peso importante la campagna BDS, e questa non può che essere considerata una vittoria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La seconda buona notizia è che &lt;b&gt;domani ricominciamo a uscire con la barca &lt;a href="http://www.cpsgaza.org/"&gt;Oliva&lt;/a&gt;. Si tratta di un'imbarcazione con un equipaggio in parte composto da internazionali ed in parte da giornalisti, il cui scopo è monitorare le violazioni dei diritti umani nelle acque palestinesi. Oliva era stata ripetutamente &lt;a href="http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/breve-storia-di-oliva-e-delle-ultime.html"&gt;attaccata&lt;/a&gt;, più di un mese fa, dalla marina militare israeliana. Erano stati usati cannoni ad acqua, era stato minacciato l'uso di proiettili, ed è stato distrutto il motore. Ora il motore è stato riaggiustato e domani si parte. Fa pensare, però, il modo che hanno i sionisti di attaccare una piccola barchetta che di fatto rappresenta una terza parte nonviolenta, un mezzo per osservare e riportare quello che succede nelle acque palestinesi.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Compiere qualsiasi azione alla luce del sole significa assumersi la più completa responsabilità per ciò che si fa. A livello individuale, si sa, questa non è sempre la via più conveniente. Ma a livello di apparati statali, di organismi che dovrebbero rispondere a organi «democraticamente» eletti, agire di nascosto significa due cose: significa non voler rendere conto delle proprie azioni a chi si pretende di rappresentare, e significa anche implicitamente ammettere che quello che si sta facendo verrebbe criticato, verrebbe condannato, verrebbe combattuto.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ora, se Isreele non vuole essere filmato mentre aggredisce i pescatori, io penso, è esattamente perchè non vuole che si sappia ciò che fa. E se non vuole che si sappia ciò che fa, è perchè sa di essere nel torto. Si tratta di un'ammissione di colpa implicita. Se Israele sapesse di essere nel giusto, se ne fosse fermamente convinto, non attaccherebbe mai una barca che è stata creata e pensata esclusivamente per monitorare ciò che succede. Invece Israele ha attaccato e nonostante questo la barca finalmente aggiustata domani tornerà in mare.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Israele, ci imbarcheremo su Oliva per guardarti, ti osserveremo. Racconteremo quello che fai. Abbiamo una barchetta piccola, non ci sono armi a bordo, non possiamo fare male ai tuoi soldati, ai tuoi mercenari o a quelli a cui hai fatto il lavaggio del cervello fin da piccoli. Non abbiamo modo di fare loro nemmeno un graffio. Eppure staremo li a guardare. Non ti preoccupare, poi racconteremo quello che fai. Lo renderemo pubblico. La gente saprà, e la gente, talvolta, quando smette di seguire quello che dice la tv o a credere alle balle dei giornali mail stream, lo sai anche tu Israele, che capita che la gente pensi. Libertà è la libertà di dire che due e due fanno quattro, raccontava Orwell. Due e due fanno quattro, anche se il Partito sostiene che fanno cinque. I sionisti continueranno ad essere assassini, anche se vogliono nascondere la verità. E noi, continueremo ad osservare e raccontare.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le foto della conferenza stampa di oggi vi rimando a quelle di Hussein: &lt;a href="http://hussienphoto.weebly.com/reports.html"&gt;http://hussienphoto.weebly.com/reports.html&lt;/a&gt; (con il reporto in inglese di Joe)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-4199299501786471384?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/4199299501786471384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/09/oliva-ed-altri-aggiornamenti.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/4199299501786471384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/4199299501786471384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/09/oliva-ed-altri-aggiornamenti.html' title='Oliva ed altri aggiornamenti'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-5652542411375561280</id><published>2011-08-15T12:29:00.000+02:00</published><updated>2011-08-15T12:29:49.044+02:00</updated><title type='text'>PRESS RELEASE Abu Yazan (GYBO) arrested in Gaza</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;Ricevo e pubblico. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WORRISOME ARREST OF YOUNG POLITICAL ACTIVIST&lt;br /&gt;On August 14th 2011 Abu Yazan, a young political activist from Gaza Youth Breaks Out (GYBO) has been arrested by the Hamas authority. After returning from a trip to France, where he was invited to hold talks about the current situation of the besieged Gaza Strip, he has been called in two times for questioning, until he was finally arrested today.&lt;br /&gt;GYBO is a peaceful Palestinian youth movement in Gaza, which gained international attention after publishing a Manifesto in January. Abu Yazan is a leading voice in the movement that is representing a growing number&lt;br /&gt;of Gazan youth. The group raises, mainly through new social media like facebook, awareness about the situation under siege for young people in Gaza, and recently called for unity among the Palestinian factions with&lt;br /&gt;the aim to target the illegal Israeli occupation.&lt;br /&gt;Abu Yazan regularly takes part in demonstrations against the illegal Israeli occupation in Beit Hanoun, northern Gaza.&lt;br /&gt;No reasons for his arrestment was given up to this time. He also was denied visits by his family and a lawyer.  We call on the authorities to abide by the law.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui ho trovato una pagina facebook per chiedere la sua liberazione.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/?ref=home#%21/pages/Free-Abu-Yazan-now/207421399315760?sk=wall"&gt;http://www.facebook.com/?ref=home#!/pages/Free-Abu-Yazan-now/207421399315760?sk=wall&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-5652542411375561280?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/5652542411375561280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/08/press-release-abu-yazan-gybo-arrested.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5652542411375561280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5652542411375561280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/08/press-release-abu-yazan-gybo-arrested.html' title='PRESS RELEASE Abu Yazan (GYBO) arrested in Gaza'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7006145759579975206</id><published>2011-07-19T20:51:00.000+03:00</published><updated>2011-07-19T20:51:40.235+03:00</updated><title type='text'>Sequestrati e forzati ad entrare in Israele</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.freedomflotilla.it/2011/07/19/sequestrati-e-forzati-ad-entrare-in-israele/"&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/a&gt;, 19 Luglio 2011&lt;br /&gt;Sequestrati in acque extraterritoriali 16 cittadini di diversa  nazionalità. L’azione non è stata commessa da pirati somali ma dalla  marina israeliana.&lt;br /&gt;Tra i sequestrati ci sono deputati, medici, professori , giornalisti, attivisti per la pace &lt;a href="http://www.freedomflotilla.it/passeggeri-a-bordo-della-dignite-sequestrati-da-commandos-israeliani/" target="_self"&gt;(vedi lista passeggeri, foto e brevi biografie)&amp;nbsp;.&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;Che fine ha fatto &lt;strong&gt;Jérôme Gleizes&lt;/strong&gt;, professore di Economia, direttore della rivista Ecorev, Capo della TCE in Europe? E con lui la dottoressa &lt;strong&gt;Jacqueine Le Corre&lt;/strong&gt;, partita per portare aiuto sanitario alla popolazione di Gaza? Il deputato onorario del Parlamento francese &lt;strong&gt;Jean Claude Lefort&lt;/strong&gt; , il capo dell’associazione ecologica Keep it Blue &lt;strong&gt;Jo Le Guen&lt;/strong&gt;, l’editore &lt;strong&gt;Yamin Makri&lt;/strong&gt;, la vice presidente dell’ AFPS &lt;strong&gt;Claude Léostic&lt;/strong&gt;, già sgradita a Israele per aver sostenuto le ragioni di Arafat, &lt;strong&gt;Oummeya Naoufel Seddik&lt;/strong&gt;,il tunisino oppositore di Ben Ali, ? e &lt;strong&gt;Thomas Sommer-Houdeville&lt;/strong&gt;, e &lt;strong&gt;Yannick Voisin&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Hilaire Folacci&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Stéphan Corriveau&lt;/strong&gt; ? E il musicista ebreo di fama internazionale &lt;strong&gt;Dror Feiler&lt;/strong&gt;, anche lui imbarcatosi per rompere l’assedio, dove sarà in questo momento? Insieme al professore ateniese &lt;strong&gt;Vangelis Pissias&lt;/strong&gt;, o ai giornalisti &lt;strong&gt;Ayyache Derradji&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Amira Hass&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Stéphane Guida&lt;/strong&gt;? Quale trattamento riserverà loro Israele?&lt;br /&gt;Il silenzio complice di governi importanti e di governi deboli, e la  benevolenza di mass media che utilizzano aggettivazioni improprie per  ridurre la portata delittuosa dei suoi reati, purtroppo consente a  Israele di fare ogni cosa.&lt;br /&gt;Alcune agenzie pro-assedio hanno addirittura diramato la notizia che la  nave Dignite’ è stata “pacificamente fermata” . Pacificamente? non più  di quanto possa essere pacifico sfilare un portafoglio con destrezza o  “persuadere “ qualcuno con l’ostentazione di sovrabbondanti  equipaggiamenti militari a seguire una diversa rotta.&lt;br /&gt;Ci vergogniamo di assistere al signorsì dei nostri governanti e al  silenzio-assenso dei nostri mass media, per questo abbiamo chiesto a  tutta la società civile e sinceramente democratica di ritrovarsi in ogni  città davanti ai consolati e alle ambasciate israeliane per esigere il  rilascio della nave e dei suoi passeggeri e per ribadire che l’assedio  di Gaza deve finire.&lt;br /&gt;Chiediamo che i mass media non si lascino imbavagliare, ma che svolgano  il compito di informazione corretta e di denuncia democratica che in  tante occasioni, dignitosamente, rivendicano.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;A Roma manifestiamo  domani, 20 luglio, alle ore 18 davanti all’ambasciata israeliana in via  Michele Mercati per il rilascio dei 16 attivisti sequestrati. Con noi  sarà presente anche Vauro, testimone diretto imbarcatosi sulla Stefano  Chiarini e costretto a tornare in Italia.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ufficio stampa Freedom Flotilla Italia&lt;br /&gt;333.5601759 – 338.1521278&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7006145759579975206?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7006145759579975206/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/sequestrati-e-forzati-ad-entrare-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7006145759579975206'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7006145759579975206'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/sequestrati-e-forzati-ad-entrare-in.html' title='Sequestrati e forzati ad entrare in Israele'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-7954364205917239851</id><published>2011-07-15T17:51:00.000+03:00</published><updated>2011-07-15T17:51:57.706+03:00</updated><title type='text'>Breve storia di Oliva e delle ultime aggressioni</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-8KRlNl3VDhA/TiBT7ldQwTI/AAAAAAAAAOE/ea1UaTrt4AI/s1600/oliva.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/-8KRlNl3VDhA/TiBT7ldQwTI/AAAAAAAAAOE/ea1UaTrt4AI/s320/oliva.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.cpsgaza.org/"&gt;Oliva&lt;/a&gt;, la barca internazionale che naviga in acque palestinesi per monitorare le violazioni dei diritti umani in esse perpetrate, è stata attaccata due volte in due giorni dalla marina militare israeliana, mettendo in pericolo le vite stesse del suo equipaggio.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'idea era partita quest'inverno da Vittorio e Nacho. Nacho veniva dalla Spagna, ed aveva conosciuto Vittorio a causa di un film su Gaza che aveva girato, lo aveva intervistato quando raccontava degli accompagnamenti dei pescatori palestinesi. Vittorio diceva che, con la presenza di internazionali nella barche palestinesi, con i pescatori erano riusciti a superare il limite delle 3 miglia marine imposto da Israele e la quantità di pesce era aumentata al punto da far calare drasticamente i prezzi al mercato. Hanno smesso quando i soldati li hanno portati via tutti, con i pescatori che accompagnavano, e sono stati tenuti sotto sequestro in una prigione israeliana prima di essere deportati nel loro paese d'origine.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Allora, appunto quest'inverno, Vittorio e Nacho si sono messi in testa che una barca internazionale, individuata chiaramente come “terza parte” posta in acque palestinesi per osservare e documentare quel che succedeva, sarebbe stato un aiuto concreto per i pescatori sotto minaccia israeliana. Il nome “Oliva” era stato scelto in una partecipata assemblea al Gallery, un bar all'aperto di Gaza city. Gli ultimi tre nomi rimasti erano: Tahrir (libertà), AlManara (faro) e, appunto, Oliva. Oliva ricorda l'amore dei palestinesi per la loro terra. Oliva ricorda gli alberi sradicati e l'olio, quell'olio che deve per forza essere il migliore del mondo perché porta in se tutta la forza ed il sangue di coloro che sono morti per difenderlo. La parola Oliva, poi, ha proprio un bel suono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Intanto i pescatori continuavano a raccontare le loro storie. Come quella di &lt;a href="http://palsolidarity.org/2011/03/17166/"&gt;Mustafa&lt;/a&gt;, Mahmoud e Hjazi, usciti il 5 di marzo durante una tempesta per pescare (“non possiamo permetterci di perdere un giorno di lavoro” - dicevano). La nave da guerra israeliana li ha raggiunti mentre si trovavano a 2,5 miglia dalla costa, ed ha cominciato e sparare alle loro reti, e loro continuavano a tirarle dentro la barchetta perché, dicevano, non potevano lasciarle li, e non è una novità che i soldati sparino alle reti. I soldati, però, hanno minacciato di sparare anche a loro se non si fossero fermati. Così hanno spento il motore, la nave da guerra ha compiuto qualche giro attorno alla piccola barca rischiando di farla capovolgere, i pescatori sono stati obbligati a denudarsi e buttarsi in mare per nuotare fino alla nave sionista, dove sono stati bendati, fatti inginocchiare sul freddo ponte in metallo e legati con strette cinghie alle mani. Ad Ashdod (il porto israeliano) sono stati interrogati, e componenti dello shin bet (servizio segreto israeliano) hanno chiesto loro dove si trovassero i diversi uffici del porto, loro hanno risposto in maniera evasiva. Di fronte a Mustafa, il più vecchio, è stato posto del denaro, molto denaro...gli è stato domandato se volesse lavorare per loro. Lui ha scosso la testa in segno di diniego. Sono stati rimandati a Gaza senza scarpe, entrando da Erez. Non hanno più rivisto la loro barca, con le reti e tutto il materiale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://palsolidarity.org/2011/03/17151/"&gt;Alaam&lt;/a&gt; ha 15 anni ed è stato sequestrato con suo padre Nasser mentre stava pescando. Nasser racconta: “La nostra barca è ridicolmente lenta, ha un motore di soli 8 cavalli. Così, mentre gli altri con cui eravamo sono riusciti a scappare, siamo rimasti da soli. [Le navi da guerra] ci hanno raggiunti e ci hanno ordinato di fermarci. Gli ho risposto che stavo andando a casa ed ho continuato ad andare indietro. Ci hanno ordinato nuovamente di fermarci, ma ho continuato a navigare verso la spiaggia... solo 4 giorni fa avevano sparato a mio figlio Yasser e non avevo nessuna voglia di obbedire loro. A quel punto hanno iniziato a sparare e non mi è rimasta altra alternativa che fermarmi”. Poi, come in tutte le volte, sono stati fatti spogliare, hanno nuotato fino alla nave israeliana e sono stati sottoposti ad interrogatorio ad Ashdod. La barca, come sempre, sequestrata. Alaam era stato colpito dai proiettili israeliani anche un anno prima, e ha mostrato le cicatrici sul petto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La storia di &lt;a href="http://palsolidarity.org/2011/03/17020/"&gt;Yasser &lt;/a&gt;non è molto diversa da queste o da moltissime (troppe) altre: ha un proiettile nel petto ben visibile dalle ecografie e, quando gli è stato chiesto se volesse lasciare un messaggio, ha affermato: “vogliamo il nostro mare indietro. Aiutateci a far si che il mare sia di nuovo aperto per noi!”.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Durante gli accordi di Oslo era stato stabilito che i pescatori palestinesi non potessero allontanarsi più di 20 miglia marine dalla costa di Gaza. Questo &lt;a href="http://www.cpsgaza.org/search/label/Situation"&gt;limite&lt;/a&gt; è stato abbassato unilateralmente da Israele prima alle 6 miglia marine e poi, dopo l'attacco terroristico israeliano denominato “piombo fuso”, fino alle 3 miglia marine. Questo limite è fatto rispettare dalle navi da guerra sioniste tramite l'uso di armi da fuoco. Per dare dei numeri, tra il 27 dicembre 2010 ed il 27 gennaio 2011 sono stati riportati 5 attacchi da parte della marina militare israeliana, che hanno portato al sequestro di 16 persone. Tra l'agosto 2008 ed il giugno 2009 55 palestinesi e 3 attivisti internazionali sono stati portati via dalle navi da guerra; nello stesso periodo sono state confiscate 26 navi e relativo materiale necessario per la pesca. Tutto ciò ha portato ad un aumento delle famiglie sotto la soglia di povertà presso i pescatori palestinesi: esse erano il 90% nel 2010 e il 50% nel 2008. Secondo il Palestinain Center for Human Rights (PCHR) le forze militari israeliane violano il diritto dei pescatori palestinesi alla vita, sicurezza ed incolumità. L'attacco diretto ai civili è una violazione delle legge umanitaria internazionale, ed è considerato crimine di guerra.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Lo scopo principale di Oliva è di sviluppare una terza parte nonviolenta che supporti lo stato di diritto in acque palestinesi e monitori le potenziali violazioni di diritti umani. Sul sito è possibile &lt;a href="http://www.cpsgaza.org/search/label/About"&gt;leggere&lt;/a&gt;: “CPSGAZA impiegherà un gruppo di pace di circa 10 internazionali formati per fare da osservatori in acque territoriali di Gaza. […] La squadra CPSGAZA si muoverà in una barca identificabile con il nome di “Oliva”. L'Oliva accompagnerà i pescatori di Gaza e riporterà e documenterà riguardo i diritti umani e le violazioni dello stato di diritto alle parti in gioco ed ai rappresentanti della comunità internazionale”. È un &lt;a href="http://www.cpsgaza.org/search/label/Principles"&gt;progetto&lt;/a&gt; pensato per durare a lungo, perché è sul lungo termine che si possono cambiare le ingiustizie. Il gruppo attivo in CPSGAZA è indipendente da qualsiasi partito politico, e rispettoso della cultura locale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi gli ideatori iniziali del progetto non si trovano più a Gaza, Vittorio è morto ammazzato e &lt;a href="http://www.cpsgaza.org/2011/06/israel-deports-spanish-pscc-worker-and.html"&gt;Nacho&lt;/a&gt; ha ricevuto il “denied entry” da Israele. Però la barca continua a salpare, grazie alle numerose associazioni che la supportano e grazie al coraggioso e paziente lavoro di un gruppo di attivisti ed attiviste. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il 13 ed il 14 di luglio Oliva ha subito pericolosi attacchi da parte delle navi da guerra israeliane. Alle 12.05 di mercoledì 13 si trovavano a bordo un'attivista inglese, un danese, il capitano ed una giornalista. Ruqaya, inglese, racconta: “Quando ci hanno attaccato ci trovavamo a meno di 2 miglia marine dalla costa di Gaza. Li abbiamo visti sparare acqua ad alcune barche di pescatori così ci siamo diretti verso quell'area. Quando ci siamo avvicinat*, la nave da guerra ha abbandonato le barche dei pescatori e si è rivolta verso di noi. Ci hanno attaccat* per circa 10 minuti, seguendoci mentre noi ci dirigevano verso la costa ed infine rallentando quando ci trovavamo a circa un miglio da essa.”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per quanto riguarda giovedì 14, alle 8:15 due navi da guerra si sono avvicinate ad Oliva mentre stava navigando entro le 3 miglia. Gli statunitensi a bordo ed il capitano sono stati attaccati con cannoni ad acqua che hanno riempito la nave di acqua fino al punto di farne rischiare l'affondamento o il capovolgimento. I due membri statunitensi dell'equipaggio ed il capitano sono stati salvati dalla nave e portati in un peschereccio palestinese che però ha continuato a subire le angherie dei soldati israeliani -che continuavano a girare attorno alla barca sparando acqua- per un'altra ora. Prima di allontanarsi la marina israeliana ha fatto sapere che se fossero tornati in mare avrebbe sparato sia ai pescatori palestinesi che a chi era li per monitorare le violazioni dei diritti umani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mi hanno scritto da Gaza dicendo che sono riusciti a recuperare la barca, e che continueranno con i quattro viaggi settimanali come era stato deciso all'inizio. Domani saranno di nuovo in mare...&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I sionisti sono violenti e sadici, ma non sono stupidi. Se attaccano Oliva hanno le loro ragioni. E le loro ragioni mi sembrano oggi più palesi che mai: quello di cui loro hanno paura, quello che li mette in stato di angoscia, quello che può realmente mettere in crisi il sistema terroristico che hanno creato, è dire la verità su quel che stanno facendo. Raccontare i loro feroci crimini, fare in modo che si sappia cosa stanno facendo passare al popolo palesitinese. Perché talvolta accade che chi legge o ascolta riguardo le infamie di questa forza occupante prende posizione attivamente contro di esse, per esempio boicottando Israele. E questo fa paura ai sionisti: loro sono li perché il nostro mondo li autorizza a starci, perché non abbiamo preso posizione con sufficiente forza... Boicotta Israele.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-7954364205917239851?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/7954364205917239851/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/breve-storia-di-oliva-e-delle-ultime.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7954364205917239851'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/7954364205917239851'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/breve-storia-di-oliva-e-delle-ultime.html' title='Breve storia di Oliva e delle ultime aggressioni'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-8KRlNl3VDhA/TiBT7ldQwTI/AAAAAAAAAOE/ea1UaTrt4AI/s72-c/oliva.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-5148051963777563465</id><published>2011-07-14T23:20:00.000+03:00</published><updated>2011-07-14T23:20:20.473+03:00</updated><title type='text'>Israele minaccia di morte l'aquipaggio di Oliva.</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quella che segue è la traduzione del comunicato diffuso da CPSGAZA, di cui è possibile trovare la versione originale su &lt;a href="http://www.cpsgaza.org/2011/07/cps-gaza-responds-to-israeli-naval.html"&gt;http://www.cpsgaza.org/2011/07/cps-gaza-responds-to-israeli-naval.html&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ancora una volta la dimostrazione che ciò di cui hanno più paura le forze di occupazione è che si racconti la verità su quello che stanno facendo, e che si prenda posizione attivamente contro i loro crimini.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per il secondo giorno consecutivo l'imbarcazione per il monitoraggio dei diritti umani CPSGAZA ha subito attacchi consistenti da parte delle forze navali israeliane, e per la prima volta le minacce erano potenzialmente letali.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Circa alle 8:15, due cannoniere israeliane si sono avvicinate ad Oliva mentre stava navigando entro il limite di pesca delle 3 miglia marine unilateralmente imposte e fatte rispettare dalle forze israeliane.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dopo averle girato attorno diverse volte, la marina israeliana ha sparato ad Oliva ed al suo equipaggio con cannoni ad acqua, con l'apparente intento di riempire la barca di acqua e farla affondare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I due membri statunitensi dell'equipaggio ed il capitano palestinese sono stati salvati dalla nave, che rischiava di capovolgersi entro poco, da una barca di pescatori che li hanno trasportati in un peschereccio nelle vicinanze.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una delle navi da guerra ha poi girato attorno al peschereccio per quasi un'ora, sparando con i cannoni ad acqua e facendosi beffe dell'equipaggio di pescatori gridando dall'altoparlante: “Dove sono i vostri pesci? Mostratemi i vostri pesci!”&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La nave da guerra infine si è allontanata, non dopo aver avvisato che se fossero tornati in mare la marina israeliana avrebbe sparato sia ai pescatori palestinesi che a chi era li per monitorare le violazioni dei diritti umani.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;“Questo comportamento e queste minacce nei confronti di osservatori internazionali disarmati mette chiaramente in luce il tentativo di nascondere i crimini di un blocco ancora in corso”, ha affermato Alexandra Robinson, cittadina statunitense membro dell'equipaggio CPSGAZA che ha subito l'attacco.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Civil Peace Service Gaza è un'iniziativa di una terza parte nonviolenta che si pone come scopo quello di monitorare le violazioni dei diritti umani in acque territoriali di Gaza.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-5148051963777563465?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/5148051963777563465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/israele-minaccia-di-morte-laquipaggio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5148051963777563465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5148051963777563465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/israele-minaccia-di-morte-laquipaggio.html' title='Israele minaccia di morte l&apos;aquipaggio di Oliva.'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-2794761461537088161</id><published>2011-07-13T21:06:00.001+03:00</published><updated>2011-07-13T21:25:11.228+03:00</updated><title type='text'>Oliva attaccata da navi da guerra israeliane</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.cpsgaza.org/"&gt;Oliva&lt;/a&gt; è una barca con equipaggio internazionale che naviga nella acque palestinesi al largo di Gaza allo scopo di monitorare, documentare e rendere pubbliche le frequenti violazioni dei diritti umani perpetrate dalle forze di occupazione israeliane nei confronti dei pescatori palestinesi. Essa è stata oggi attaccata con dei cannoni ad acqua dalle stesse navi da guerra sioniste che si proponeva di filmare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le limitazioni di movimento unilateralmente imposte dalle forze di occupazione nei confronti dei pescatori palestinesi li costringono a non allontanarsi da riva più di 3 miglia marine. Gli attacchi però vengono portati avanti anche all'interno di questo limite, infatti Ruqaya, presente su Oliva al momento dell'attacco, afferma: "Quando ci hanno attaccato ci trovavamo a meno di 2 miglia marine dalla  costa di Gaza. Li abbiamo visti sparare acqua ad alcune barche di  pescatori così ci siamo diretti verso quell'area. Quando ci siamo  avvicinat*, la nave da guerra ha abbandonato le barche dei pescatori e  si è rivolta verso di noi. Ci hanno attaccat* per circa 10 minuti,  seguendoci mentre noi ci dirigevano verso la costa ed infine rallentando  quando ci trovavamo a circa un miglio da essa"&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È un fatto grave che dimostra ancora una volta come Israele non abbia scrupoli nemmeno nei confronti di attivisti totalmente nonviolenti, e di come il suo peggiore timore sia che vengano diffuse evidenze che confermano l'assoluta violenza ed impunità che caratterizzano lo stato che ha violato più risoluzioni ONU al mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per ora copio-incollo il comunicato di CPS Gaza, che lancia una conferenza stampa per questa sera. Seguiranno aggiornamenti. (quanto segue è preso da &lt;a href="http://palsolidarity.org/2011/07/19447/"&gt;http://palsolidarity.org/2011/07/19447/&lt;/a&gt;)&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;13 July 2011 | &lt;a href="http://www.cpsgaza.org/2011/07/cps-gaza-crew-attacked-by-israeli.html"&gt;Civil Peace Service Gaza&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;For Immediate Release&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Israeli naval forces attacked the Civil Peace Service Gaza monitoring boat with water cannons earlier today.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://palsolidarity.org/tag/civil-peace-service-gaza/"&gt;Civil Peace Service Gaza&lt;/a&gt;  is an&amp;nbsp;international third party non-violent initiative to monitor  potential human rights violations in Gazan territorial waters.&lt;br /&gt;The initial attack happened at 12.05pm local time. There were four  people aboard the Oliva boat at the time, two CPS Gaza crew members  (from the UK and Sweden), the captain and a journalist.&lt;br /&gt;&lt;span class="vvqbox vvqyoutube" style="height: 445px; width: 550px;"&gt;&lt;/span&gt; British human rights worker Ruqaya Al-Samarrai stated:&amp;nbsp;“We were fewer  than two miles away from the Gaza coast when they fired at us. We saw  them firing water at some fishing boats so we headed to the area. When  we got close, the warships left the fishing boats, and turned on us.  They attacked us for about ten minutes, following us as we tried to head  to shore and eventually lagged when we reached about one mile off the  Gaza coast.”&lt;br /&gt;A fishing boat was also fired at and damaged with live rounds.  Currently Israel claims to allow fishing boats to work within three  miles off the coast of Gaza, but the limit is rarely respected and &lt;a href="http://palsolidarity.org/tag/fishermen/"&gt;fishermen&lt;/a&gt; as close as 1.5 nautical miles are regularly targeted.&lt;br /&gt;&lt;div class="entry"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;#gallery-1 { margin: auto; }#gallery-1 .gallery-item { float: left; margin-top: 10px; text-align: center; width: 50%; }#gallery-1 img { border: 2px solid rgb(207, 207, 207); }#gallery-1 .gallery-caption { margin-left: 0pt; }&lt;/style&gt;      &lt;br /&gt;&lt;div class="gallery galleryid-19447 gallery-columns-2 gallery-size-thumbnail" id="gallery-1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://palsolidarity.org/multimedia/2011/07/Israel-attacking-Oliva-boat-2011-07-13.jpg" rel="gallery-19447" title="Israeli naval forces attack Oliva"&gt;&lt;img alt="Israeli naval forces attack Oliva" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://palsolidarity.org/multimedia/2011/07/Israel-attacking-Oliva-boat-2011-07-13-150x150.jpg" title="Israeli naval forces attack Oliva" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;dd class="wp-caption-text gallery-caption"&gt;Israeli naval forces attack Oliva     &lt;/dd&gt;&lt;/dl&gt;&lt;dl class="gallery-item"&gt;&lt;dt class="gallery-icon"&gt;     &lt;a href="http://palsolidarity.org/multimedia/2011/07/265970_250235144986995_100000015345807_1095601_7608002_o.jpg" rel="gallery-19447" title="Israeli forces use water cannon"&gt;&lt;img alt="Israeli forces use water cannon" class="attachment-thumbnail" height="150" src="http://palsolidarity.org/multimedia/2011/07/265970_250235144986995_100000015345807_1095601_7608002_o-150x150.jpg" title="Israeli forces use water cannon" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;    &lt;/dt&gt;&lt;dd class="wp-caption-text gallery-caption"&gt;Israeli forces use water cannon     &lt;/dd&gt;&lt;/dl&gt;&lt;br /&gt;&lt;br style="clear: both;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Civil Peace Service Gaza to hold press conference following attack from Israeli naval forces&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Photos and video available upon request, email press@cpsgaza.org&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;When: 13 July 2011, 9pm local time&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Where: Fishing port, Gaza&lt;/li&gt;&lt;li&gt;Who: Ruqaya Al-Samarrai, British human rights worker for Civil Peace Service Gaza&lt;br /&gt;Khalil Shaheen, Palestinian Center for Human Rights&lt;br /&gt;Mahfouz Kabiriti, President of Palestine Association for Fishing and Marine Sports&lt;/li&gt;&lt;li&gt;What: Key members of the Civil Peace Service initiative to monitor  human rights violations in Gazan territorial waters will speak about  today’s attack from Israeli armed naval forces.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;b&gt;Background&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Restrictions on the fishing zone are of comparable significance to  Palestinian livelihood. Initially 20 nautical miles, it is presently  often enforced between 1.5 – 2 nautical miles (PCHR: 2010). The marine  ‘buffer zone’ restricts Gazan fishermen from accessing 85% of Gaza’s  fishing waters agreed to by Oslo.&lt;br /&gt;During the Oslo Accords, specifically under the Gaza-Jericho  Agreement of 1994, representatives of Palestine agreed to 20 nautical  miles for fishing access. In 2002 the UN Secretary General Kofi Annan  empowered Catherine Bertini to negotiate with Israel on key issues  regarding the humanitarian crisis in the Occupied Palestinian  Territories and a 12 nautical mile fishing limit was agreed upon. In  June 2006, following the capture of the Israeli soldier Gilad Shalit  near the crossing of Kerem Abu Salem (Kerem Shalom), the navy imposed a  complete sea blockade for several months. When the complete blockade was  finally lifted, Palestinian fishermen found that a 6 nautical mile  limit was being enforced. When Hamas gained political control of the  Gaza Strip, the limit was reduced to 3 nautical miles. During the  massive assault on the Strip in 2008-2009, a complete blockade was again  declared. After Operation Cast Lead, the Israeli army began imposing a  1.5 – 2 nautical miles (PCHR: 2010).&lt;br /&gt;The fishing community is often similarly targeted as the farmers in  the ‘buffer zone’ and the fishing limit is enforced with comparable  aggression, with boats shot at or rammed as near as 2nm to the Gazan  coast by Israeli gunboats.&lt;br /&gt;The fishermen have been devastated, directly affecting an estimated  65,000 people and reducing the catch by 90%. The coastal areas are now  grossly over-fished and 2/3 of fishermen have left the industry since  2000 (PCHR: 2009). Recent statistics of the General Union of Fishing  Workers indicate that the direct losses since the second Intifada in  September 2000 were estimated at a million dollars and the indirect  losses were estimated at 13.25 million dollars during the same period.  The 2009 fishing catch amounted to a total of 1,525 metric tones, only  53 percent of the amount during 2008 (2,845 metric tones) and 41 percent  of the amount in 1999 (3,650 metric tones), when the fishermen of Gaza  could still fish up to ten nautical miles from the coast. Current  figures indicate that during 2010 the decline in the fishing catch  continues. This has caused an absurd arrangement to become standard  practice. The fisherman sail out not to fish, but to buy fish off of  Egyptian boats and then sell this fish in Gaza. According to the  Fishermen’s Union, a monthly average of 105 tons of fish has been  entering Gaza through the tunnels since the beginning of 2010 (PCHR  2009).&lt;br /&gt;Palestinian Centre for Human Rights (PCHR). “The Buffer Zone in the Gaza Strip.” Oct. 2010. &lt;a href="http://www.pchrgaza.org/facts/factsheet-bufferzone-aug.pdf"&gt;http://www.pchrgaza.org/facts/factsheet-bufferzone-aug.pdf&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Palestinian Centre for Human Rights. “A report on: Israeli Attacks on Palestinian Fishers in the Gaza Strip.” August 2009. &lt;a href="http://www.pchrgaza.org/files/Reports/English/pdf_spec/fishermen3.pdf"&gt;http://www.pchrgaza.org/files/Reports/English/pdf_spec/fishermen3.pdf&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-2794761461537088161?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/2794761461537088161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/oliva-attaccata-da-navi-da-guerra.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2794761461537088161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/2794761461537088161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/oliva-attaccata-da-navi-da-guerra.html' title='Oliva attaccata da navi da guerra israeliane'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-5716888635785643055</id><published>2011-07-06T21:03:00.001+03:00</published><updated>2011-07-06T21:15:07.457+03:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valsusa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='resistenza'/><title type='text'>Dalla Grecia alla Valsusa (passando per Gaza)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La&lt;a href="http://www.freedomflotilla.it/"&gt; flotilla&lt;/a&gt; è ferma in Grecia. E dalla Grecia è patita solo la nave &lt;a href="http://www.freedomflotilla.it/2011/07/05/liberte-egalite-fraternite-dignite/"&gt;francese&lt;/a&gt;, perchè non aveva detto al governo greco che faceva parte della flotilla. Il governo greco ha dimostrato di essere l'ennesimo potere servile ad Israele. Ora, se noi ci fermassimo a ragionare solo sulla questione palestinese, ignorando il fatto che è stata la Grecia, quella stessa Grecia che sta mettendo in atto una “manovra anti-crisi” che sta rendendo i poveri sempre più poveri ed i ricchi sempre più ricchi e vieta un futuro alle generazioni più giovani, se ignoriamo il fatto che è la stessa Grecia che reprime i greci che non ne possono più delle prevaricazioni del potere sulle loro stesse vite, se pensiamo solo a che le barche non sono partite tralasciando tutto il resto, allora credo che stiamo guardando il mondo con i paraocchi. Non perché la questione greca sia più importante di altre, ma perché ciascuna lotta, se non è contestualizzata, perde di forza ed importanza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Resistenza non è solo quella palestinese. Vik era solito dire “la Palestina è il fronte su cui io combatto, ma ciò per cui tutti assieme lottiamo è qualche cosa di molto più ampio”... e, oggi, l'esempio più vicino di resistenza attiva che posso osservare qui in Italia è quello della &lt;a href="http://www.notav.info/"&gt;Valsusa&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ora, non è questo il luogo per descrivere le pericolosità dell'ennesimo mostro messo in campo da un potere esterno sulle spalle di chi abita un certo luogo, di elencare gli sperperi di denaro che esso comporta, ne' di descriverne l'inutilità in una valle in cui già esiste una linea ferroviaria sottoutilizzata. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò su cui verrei riflettere è che in Valsusa, come in Palestina, si sta combattendo per il diritto di abitare la propria terra, per il diritto di poter avere una vita dignitosa, per il diritto di poter decidere del proprio territorio. Vorrei dire che le ragioni che spingono un palestinese a voler tornare a casa sua nei territori del '48 o quelle che spingono un valsusino a voler tornare alla Maddalena, in fondo, sono molto simili. I sentimenti di un contadino palestinese che vuol continuare a coltivare la propria terra anche se si trova nella buffer zone e i cecchini israeliani gli sparano sicuramente possono essere ben compresi da un viticoltore che non può raggiungere le sue vigne perchè glielo impediscono dei poliziotti in divisa messi li da un potere esterno alla valle che ha deciso di militarizzare l'area. In Valsusa come a Gaza i media hanno fatto il gioco dei potenti, e coloro che subiscono le ingiustizie si trovano di fronte allo stesso tipo di menzogne mediatiche (ricordate Maroni che definisce i no-tav terroristi?). Chi sostiene che l'incidenza di cancri è aumentata a Gaza dopo piombo fuso o dopo le discariche installate dai sionisti vicino al confine di Gaza, non potrà appoggiare un'opera che libererà dalle montagne piemontesi amianto (che causa il cancro al polmone) e uranio. Siamo tutti certi che poi i check point nella west bank siano meno leciti dei check point imposti dalla polizia alla gente che abita in Valsusa?&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questo non voglio dire che la situazione a Gaza o in Valle siano uguali, però voglio affermare che esse sono due fronti in cui si combatte la stessa lotta.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pensare che si possa risolvere il problema palestinese senza contestualizzarlo e senza trovare legami ed affinità con tutte le altre lotte trovo che sia ingenuo, se non addirittura ipocrita. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Se perdiamo di vista il fatto che combattiamo tutt* per la stessa ragione, che è il sistema tutto ad essere marcio e quello con cui ci confrontiamo sono solo le conseguenze, allora abbiamo già perso in partenza. &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;È come osservare la punta di un iceberg: il grosso sta sottoterra, se io mi impegno a distruggere solo la parte che vedo l'iceberg continuerà a salire fuori, perchè la parte sommersa non viene intaccata. Parlare di israele è come puntare il dito verso la parte visibile, il che è essenziale perchè permette di individuare la parte sommersa, però dall'altro lato, se vogliamo fare sparire l'iceberg dobbiamo lavorare anche sulla parte sommersa. Non possiamo pensare solo ad Israele, perchè Israele stesso è conseguente, funzionale e parte integrante di un sistema malato, la cui malattia va molto più in profondità. Se combattiamo contro l'apartheid israeliana, ha senso ed è doveroso combattere contro tutte le forme di razzismo, altrimenti la nostra lotta diventa ipocrita. Se pensassimo che il razzismo israeliano è inaccettabile ma approvassimo la presenza dei CIE (per fare un esempio), avremmo perso di credibilità. Se combattendo Israele dimentichiamo che esso sta li per interessi legati alla nostra stessa società ed economia, se sleghiamo la crisi sociale da quella economica e da quella ambientale pensando che abbiano cause diverse, stiamo facendo il gioco di chi vuol fare si che questo sistema continui a viaggiare sui binari di sangue dove si muove.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ciò che fa paura a chi vuol privare l'essere umano delle libertà è il fatto che si sia uniti e che non ci si arrenda. I palestinesi fanno paura ad Israele perchè hanno imparato che solo uniti si può vincere e che nessuna delle varie forme di lotta ha più dignità delle altre, e perchè hanno saputo resistere per 63 anni. Queste stesse ragioni -l'unità della lotta e la sua persistenza- sono quelle che rendono le proteste in valsusa vincenti da un lato e pericolose per il potere dall'altro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'unità di intenti l'ho vista a Gaza quando nelle manifestazioni nonviolente gli slogan erano “min Rafah la Jenin kullu nas muqawemyn” (da Rafah a Jenin siamo tutti Resistenza). Per Muqawama di solito si intende resistenza armata, ma non solo...lo slogan “siamo tutti resistenza” significa che ciascun* con i mezzi che ritiene più opportuni, ciascun* con le modalità che gli o le calzano meglio addosso, è parte fondamentale di questa Resistenza. Ho visto l'unità d'intenti in valle, quando anche chi pratica la nonviolenza &lt;a href="http://www.notav.info/news/a-proposito-di-nonviolenza/"&gt;afferma&lt;/a&gt; che in diverse occasioni sia lecito e giusto reagire o agire in maniera violenta, e quando dall'altro lato chi poi tirava le pietre ha apprezzato l'azione del nonviolento Turi, con la sua verticale di fronte alla polizia. Questo è il primo fatto importante: ovunque, se non ci rendiamo conto che ci stiamo muovendo con mezzi diversi nella stessa direzione, non arriveremo da nessuna parte.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La continuità della lotta l'ho vista a Gaza in maniera fortissima, quando dopo 63 anni migliaia di persone si sono recate ai confini israeliani per rivendicare la loro libertà di tornare &lt;a href="http://libera-palestina.blogspot.com/2011/05/terza-intifada.html"&gt;a casa,&lt;/a&gt; quando i contadini continuavano a coltivare la loro terra nonostante i sionisti, quando le ragazzine di sedici anni con madre e sorella appena ammazzate da Israele dicevano “nemmeno nei loro sogni ce ne andremo dalla Palestina”. La ho vista, forse un po' più in piccolo, in valle osservando questo popolo di montanari iniziare a lottare negli anni 90 e non essersi ancora arreso, anzi, intensificando la lotta di anno in anno, e trovando la capacità di coinvolgere in questa persone da fuori dimostrando -se fosse stato ancora necessario- che non si trattava di una lotta NIMBY (Not In My Back Yard, non nel mio giardino).&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Avevo salutato Gaza con quel pezzo che si chiamava “&lt;a href="http://libera-palestina.blogspot.com/2011/06/ho-imparato-saluto-gaza.html"&gt;ho imparato&lt;/a&gt;”. Ho imparato significa che oggi per me è necessario mettere in pratica quello che mi è stato insegnato. Io oggi per questo rivendico di aver partecipato all'assedio di un cantiere imposto dall'esterno sulle spalle di una popolazione che non lo vuole. Sono felice ed orgogliosa di essere stata li con decine di migliaia di persone che hanno agito in maniere differenti ma che -tutte!- avevano dalla loro la forza di sapere di essere nel giusto.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E ribadisco che la lotta portata avanti in valle non è qualche cosa di separato da quella portata avanti dai gazawi, o dai migranti nei CIE. Essa è la lotta, prima di tutto, dell'essere umano per la sua libertà, contro chi o cosa vuole privarlo di questa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In Valsusa come a Gaza siamo tutti resistenza.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-5716888635785643055?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/5716888635785643055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/dalla-grecia-alla-valsusa-passando-per.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5716888635785643055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/5716888635785643055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/07/dalla-grecia-alla-valsusa-passando-per.html' title='Dalla Grecia alla Valsusa (passando per Gaza)'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-3490767810498325928</id><published>2011-06-27T03:50:00.000+03:00</published><updated>2011-06-27T03:50:54.783+03:00</updated><title type='text'>Siamo tutt* sulla Freedom Flotilla!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;p { margin-bottom: 0.21cm; }&lt;/style&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il mare di Gaza è bellissimo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Visto da Gaza, voglio dire. Fa viaggiare con la mente e pensare a cosa c'è al di la, oltre l'orizzonte. È incantevole osservare la sera le luci delle barchette vicine -troppo vicine- alla costa, magari fumando un narghilè. C'è un'aria fresca anche quando fa caldo, la porta un vento gentile che viene da lontano, le barriere israeliane non possono fermare il vento. Nessuno tra i confini imposti dagli uomini può fermare il vento... così come non possono, alla lunga, fermare la solidarietà tra le genti. E genti di buon cuore sono partite in barca, per infrangere quella barriera ingiustamente imposta e per manifestare la loro solidarietà alle genti di Gaza. Hanno chiamato il loro viaggio &lt;a href="http://www.freedomflotilla.it/"&gt;Freedom Flotilla,&lt;/a&gt; per essere messaggere di libertà con il vento gentile che viene da lontano, perché è di libertà che stiamo parlando.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://libera-palestina.blogspot.com/2010_05_01_archive.html"&gt;Poco più di un anno fa&lt;/a&gt;, in un viaggio simile, 9 tra queste genti di buon cuore sono state assassinate da soldati sionisti, qualcuna è stata gravemente ferita e tutte le altre sono state arrestate. Perché, anche se non è possibile fermare il vento che viene dal mare, interessi politici ed economici armano mani omicide per fermare le genti solidali che vogliono andare ad abbracciare i loro amici e le loro amiche assediat*.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;È difficile vedere spazi aperti a Gaza, e il mare è uno dei pochissimi spazi aperti presenti, è bello poter spaziare lontano con lo sguardo. Mi han detto che l'anno scorso era stato possibile intravedere da riva il brutale assalto alla Mavi Marmara. Oggi, con un manifesto che è una dichiarazione d'intenti nonviolenti ed antifascisti, una nuova flotilla sta partendo. Non sappiamo se arriverà alle coste di Gaza con il suo carico di aiuti (non solo materiali) o se le navi da guerra sioniste la circonderanno prima...non ci facciamo troppe illusioni, gli stessi soldati che bombardavano le donne a Gaza e sparavano a manifestanti pacifici di sicuro non daranno un fraterno benvenuto a queste genti gentili.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Su quelle navi non ci sono solo gli attivisti che fisicamente si sono recati in Grecia per intraprendere il viaggio, su quelle navi ci siamo tutt*. Ci siamo tutt* perchè esse sono un simbolo: sono il simbolo della solidarietà, sono il simbolo di quei legami che nessuna barriera imposta dall'uomo è in grado di recidere, sono il simbolo della vicinanza tra noi e quel popolo della cui oppressione gli stessi stati da cui proveniamo sono corresponsabili. Su quelle navi ci siamo tutt* perchè dalle coste di Gaza hanno bisogno di tutt* noi. Non scenderemo da quelle barche, non abbandoneremo i palestinesi al loro assedio ne' le genti solidali alle aggressioni omicide dei sionisti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;Per questo è venuto il momento di coordinarsi e di AGIRE. Le richieste che arrivano da chi è fisicamente partito sono di recarsi in piazza. Chi ora si trova sulla Stefano Chiarini, la barca italiana, &lt;a href="http://www.nena-news.com/?p=10925"&gt;scrive&lt;/a&gt;: “nel caso l’attacco minacciato si verificasse, invitiamo sin da ora a scendere subito in piazza, a Roma all’ambasciata israeliana in Via Michele Mercati, a Milano al consolato israeliano in Corso Europa e in tutte le altre città nelle piazze principali”. Se è vero, come è vero, che la battaglia per la liberazione della Palestina si combatte soprattutto a Milano, Madrid, Londra, Parigi, New York e in generale nel cosiddetto occidente, questo è il momento in cui tocca a noi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"&gt;Il mare di Gaza è bellissimo, e la ragione principale della sua bellezza è il fatto che al di la di esso ci sono le genti solidali. Il vento che arriva dal mare viene da molto lontano. Non abbandoniamo gli abitanti di Gaza, non abbandoniamo chi si è imbarcato sulle navi. Organizziamoci, per rendere ancora più bello il mare di Gaza, e più carica di libertà la sua brezza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-3490767810498325928?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/3490767810498325928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/06/siamo-tutt-sulla-freedom-flotilla.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/3490767810498325928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/3490767810498325928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/06/siamo-tutt-sulla-freedom-flotilla.html' title='Siamo tutt* sulla Freedom Flotilla!'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-433426130257184485</id><published>2011-06-11T20:58:00.000+03:00</published><updated>2011-06-11T20:58:39.528+03:00</updated><title type='text'>Ho imparato - saluto a Gaza</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quest'anno sono stata a scuola. Ci sono tanti tipi di scuola, alla scuola dove sono stata io non c'erano insegnanti professionisti, ma si imparavano tante cose lo stesso. Ora vi racconto cosa ho imparato. Il programma delle lezioni è stato intenso, ma come tutti è venuto il momento di andare in vacanza per i mesi estivi, perché una delle cose che ho imparato è che c'è bisogno di pause per interiorizzare le lezioni.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che il suono delle zannane è diverso da quello degli f16 che è diverso da quello degli apache. Ho imparato a distinguerli. Non ho imparato a distinguere i sonic boom dalle bombe reali, però. Questo è programma dell'anno prossimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato il suono dei proiettili, ho imparato che quando sparano in aria si sente un solo botto, quando sparano in terra si sentono 2 botti ravvicinati e quando oltre ai 2 botti si sente un fischio allora comincia ad esserci un problema.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che ci sono proiettili che fanno dei buchi grossi e proiettili che li fanno più piccoli. E che ci sono persone disposte ad essere piene di buchi in nome di quello in cui credono.  Che i buchi nelle persone non sempre riescono a fermarle. Di sicuro non riescono a fermare le loro idee.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che non tutti possono resistere 63 anni. Ho imparato che è difficile. Però ho anche imparato che è possibile, ed il fatto che sia reale rende la vittoria vicina.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che non si può rifiutare un bicchiere di tè. Ho imparato che rifiutarlo è una grave offesa.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che se una granata da un carro armato israeliano uccide tua madre e tua sorella, te sei ferita e a 16 anni con il filo di voce che ti è rimasto affermi: “neanche nei sogni di israele ce ne andremo dalla nostra terra”, in Palestina sei una ragazza normale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che la resistenza è fatta di tante cose, è una pratica quotidiana. Ho imparato che se non resistiamo assieme ognuno con i suoi mezzi non vinceremo mai. Ho imparato che potremo vincere solo se saremo uniti. Non ho ancora imparato come si fa a essere davvero tutti uniti, anche questo è programma dell'anno prossimo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che il fosforo bianco lascia cicatrici che durano per sempre, che anche le bombe spesso rendono impossibile una vita normale dopo. Ho imparato che le macchie di sangue, anche se non è il tuo, fanno fatica ad essere lavate...in tutti i sensi.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che se la mia vicina o il mio vicino non sono liberi allora non lo sono nemmeno io, perché la libertà è una pratica collettiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che avere qualcuno che ascolta i tuoi problemi è importante. E non potere parlare è tremendo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che ci sono luoghi, come qui a Gaza, dove i colori sono più colorati, il nero è più scuro ed il giallo è più brillante, il rosso più intenso e la gioia più energica, la tristezza più tremenda, la forza più tenace. Ho imparato che il nostro mondo occidentale vive di gradazioni di grigio, e che è tutto avvolto in un involucro di plastica protettiva.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che un amico morto ammazzato non è una cosa facile da superare. Però ho anche imparato che anche quando credi che non ce la puoi più fare, quando pensi che “starò stesa qui per l'eternità, non riuscirò più ad affrontare il mondo fuori”, anche in questi casi con un po' di pazienza la forza si può trovare.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che anche la forza si può imparare. Ho imparato che non esiste un limite oltre il quale non ti puoi spingere. Però ho anche imparato che ci vuole molta pazienza per superarli ad uno ad uno questi limiti.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho imparato che si può avere paura di morire. Ma è molto peggio quando si ha paura di vivere. Perché la morte dura un istante mentre la vita dura una vita intera.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-433426130257184485?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/433426130257184485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/06/ho-imparato-saluto-gaza.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/433426130257184485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/433426130257184485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/06/ho-imparato-saluto-gaza.html' title='Ho imparato - saluto a Gaza'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-8230140717159827781</id><published>2011-06-04T12:03:00.000+03:00</published><updated>2011-06-04T12:03:53.988+03:00</updated><title type='text'>5 di Giugno</title><content type='html'>&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Roma:&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOMENICA 5 GIUGNO PER LA PALESTINA E' UN GIORNO DI GRANDE IMPORTANZA:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*  E' LA RICORRENZA DELLA   NAKSA, L'ESODO FORZATO DI 300.000 PALESTINESI A SEGUITO DELLA GUERRA DEI SEI GIORNI;&lt;br /&gt;* SI RICORDANO LE MIGLIAIA DI PALESTINESI RINCHIUSI NELLA CARCERI ISRAELIANE IL PIU' DELLE VOLTE SENZA PROCESSO MA CON SEMPLICE PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO;&lt;br /&gt;* DA  GAZA, NELLA WEST BANK E DAI CAMPI PROFUGHI DEI PAESI CONFINANTI FOLLE DI DIMOSTRANTI CONVERGERANNO SUI CONFINI DELLA PALESTINA OCCUPATA PER MANIFESTARE PER IL DIRITTO DEI PROFUGHI  AL RITORNO E PER L'INDIPENDENZA E LA LIBERTA' DEL POPOLO PALESTINESE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci   saranno dimostrazioni   in Egitto e Giordania  davanti alle ambasciate isrealiane al Cairo e ad Amman, chiedendone la chiusura e l’espulsione degli ambasciatori. Sono previste iniziative anche  in vari paesi europei, a New York e Washington.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I GIOVANI PALESTINESI CHIEDONO AI MOVIMENTI   CHE SOSTENGONO LA LOTTA DEL POPOLO  PALESTINESE  PER LA PROPRIA LIBERTA' E PER UNA PACE GIUSTA DI MANIFESTARE IN APPOGGIO ALLE LORO DIMOSTRAZIONI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IERI  NELLA RIUNIONE DELLA RETE SI E' DECISA PER IL 5 GIUGNO UNA GIORNATA DI MOBILITAZIONE. DIVERSE INIZIATIVE SONO ALLO STUDIO. SIN D'ORA ANNUNCIAMO UN PRESIDIO DALLE ORE 16 ALLE ORE 18 IN PIAZZA S. MARCO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREPARIAMO CARTELLI E VOLANTINI, MOBILITIAMOCI PER UNA PARTECIPAZIONE NUMEROSA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DAREMO NOTIZIA TEMPESTIVAMENTE DELLE ALTRE INIZIATIVE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Gaza &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaza - 01.06.2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;After the resounding success of the movements of 15 May to the boarders of our land occupied in 1948, and caused by these movements of embarrassment to the Israeli enemy, which showed the world the extent of the fragility of the Israelian system, where infiltrated by a group of Palestinian youth without any weapon,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;so for our appreciation for heroes (martyrs) who were martyred on the anniversary of the Nakba on May 15&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Complement to their careers, "the process of return and dignity."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Kafa)  Invites you in coordination with youth groups in the Palestinian in  West Bank, Syria, Lebanon, Egypt, Jordan and the Diaspora, to join and share woth the demonstrations , on Sunday, June 5 .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Which will be as follows:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gaza Strip: Big demonstrations&amp;nbsp;  in the northern Gaza Strip will be launched from rotary station Hammouda at 11 am, and the second demonstration will start in the Center of Gaza ( Algonde Almaghol ) even the United Nations Gaza City at 11 am.&lt;br /&gt;West Bank: The youth of the West bank will be held protests in several provinces, including a sit-in in Ramallah Manara, and a similar in the main square in Nablus, in Hebron etc.. at 10. Am.&lt;br /&gt;Syria: The movements from  the Palestinian refugee camps towards the Syrian Palestinian  border, and the presence on the border at 10 am, and they will camp on the borders.&lt;br /&gt;Lebanon: The movements from  the Palestinian refugee camps towards the Lebanon Palestinian  border, and the presence on the border at 10 am, and they will camp on the borders.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Republic of Egypt and Kingdom of Jordan: There will be protests outside the Israeli Embassy in Cairo and Amman to demand its closure and the expulsion of the ambassador.&lt;br /&gt;There are some Europe countries will participate with protest  in front of  Isrelian embassies to demand human and international rights of the Palestinian people.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;It was agreed , "Kafa group " with other youth groups to raise just the Palestinian flags during the events,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Your participation is support Palestine and Palestinian Rights.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Together and together until you return and editing&lt;br /&gt;Rashad AbuMudalalla&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5063283975283462963-8230140717159827781?l=libera-palestina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://libera-palestina.blogspot.com/feeds/8230140717159827781/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/06/5-di-giugno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8230140717159827781'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5063283975283462963/posts/default/8230140717159827781'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://libera-palestina.blogspot.com/2011/06/5-di-giugno.html' title='5 di Giugno'/><author><name>Silvia Todeschini</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5063283975283462963.post-1974327313830214067</id><published>2011-05-23T16:55:00.001+03:00</published><updated>2011-05-23T17:13:17.375+03:00</updated><title type='text'>Appello ISM per attivarsi il 5 giugno...</title><content type='html'>&lt;style type="text/css"&gt;p { margin-bottom: 0.21cm; }&lt;/style&gt;  &lt;br /&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Il diritto al ritorno è un obiettivo centrale della lotta di liberazione palestinese. Dal 1947-1948, quando oltre 750.000 palestinesi sono stati espulsi con la forza dalle loro case - e più di 700.000 hanno subito la pulizia etnica dal loro paese tutto - essi e i loro discendenti si sono organizzati per chiedere la rettifica di questa ingiustizia storica. I profughi della guerra dei Sei Giorni nel 1967 (dopo la quale le forze israeliane hanno espulso 300.000 palestinesi dalla Striscia di Gaza e Cisgiordania), l'amministrazione israeliana dei territori occupati nel 1967-1994 (durante il quale Israele spogliato 140.000 palestinesi dei loro diritti di residenza), la colonizzazione della Palestina in corso e lo spostamento dei suoi abitanti originari, hanno aggiunto le loro ragioni al crescente movimento per il diritto al ritorno.  &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Negli ultimi anni, il diritto al ritorno è emerso anche come una richiesta chiave degli attivisti nei movimenti di solidarietà alle aspirazioni di libertà dei palestinesi. Il 9 luglio 2005, per esempio, l'appello della società civile palestinese per il &lt;a href="http://www.bdsmovement.net/call"&gt;Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS)&lt;/a&gt; - il documento fondante di un movimento globale guidato dai palestinesi per la giustizia in Palestina - ha affermato che "le misure punitive nonviolente devono essere mantenute fino a quando Israele rispetterà l'obbligo di riconoscere il diritto inalienabile del popolo palestinese all'autodeterminazione e si conformerà pienamente a quanto sancito dal diritto internazionale ... rispettando, proteggendo e promuovendo i diritti dei profughi palestinesi a tornare alle loro case e proprietà".  &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Oggi i sette milioni di rifugiati palestinesi sono il più grande gruppo di rifugiati al mondo, un terzo della popolazione totale di rifugiati. Il loro diritto di tornare alle proprie case, e di ricevere un indennizzo per i danni causati su di esse, sono sanciti dal diritto internazionale. La &lt;a href="http://domino.un.org/unispal.nsf/0/c758572b78d1cd0085256bcf0077e51a?OpenDocument"&gt;risoluzione 194&lt;/a&gt;, che l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato in data 11 dicembre 1948 e Israele ha accondisceso ad attuare, come condizione della sua successiva l'ammissione alle Nazioni Unite,&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm; margin-left: 1.49cm; margin-right: 1.45cm;"&gt;&lt;i&gt;sancisce che i rifugiati che desiderano tornare alle loro case e vivere in pace con i loro vicini dovrebbero essere autorizzati a farlo al più presto possibile, e che deve essere pagato un risarcimento per le proprietà di coloro che scelgono di non tornare e per la perdita o il danneggiamento delle proprietà che, secondo i principi del diritto internazionale o in equità, dovrà essere versato dai governi o dalle autorità responsabili. &lt;/i&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Inoltre, la &lt;a href="http://www.un.org/en/documents/udhr/"&gt;Dichiarazione Universale dei Diritti Umani&lt;/a&gt; , adottata dall'Assemblea Generale il 10 dicembre 1948, afferma che "ogni individuo ha il diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese." E la risoluzione 3.236 , che l'Assemblea Generale ha adottato il 22 novembre 1974, “...ribadisce il diritto inalienabile dei palestinesi a tornare nelle case e proprietà da cui sono stati sfollati e sradicati, e chiede il loro ritorno".  &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Nonostante i suoi chiari obblighi secondo il diritto internazionale, Israele continua a porre resistenza alle richieste da parte dei rifugiati palestinesi che hanno il diritto di tornare alle loro case.  Più recentemente, domenica 15 maggio durante la 63° commemorazione della Nakba, o "catastrofe", della pulizia etnica della Palestina 1947-1948, le truppe israeliane hanno risposto alle manifestazioni da parte dei rifugiati inermi marcia verso le loro case con una forza letale.  &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Le forze israeliane hanno ucciso almeno 15 manifestanti su tre confini (con Gaza occupata, Libano e Siria e tra le alture del Golan occupate), ferito centinaia di persone con armi da fuoco, proiettili di artiglieria e gas lacrimogeni, e scatenato una ondata di arresti e repressione in West Bank occupata.  Questa massiccia violenza potrebbe essere stata progettata come una dimostrazione di forza bruta, finalizzata, insieme con affermazioni ripetute Benjamin Netanyahu che "non succederà", a dissuadere i profughi palestinesi dal far valere i propri diritti storici e sfiancare il consenso mondiale per il diritto al ritorno.&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Ma la storia che più a lungo resterà impressa nelle nostre menti dal 15 maggio potrebbe essere quello di Hassan Hijazi. Profugo siriano di 28 anni, ha sfidato la sparatoria che ha ucciso altri quattro lungo il confine con la alture del Golan occupato, ha fatto l'autostop e, infine, ha preso un autobus, fino a casa della sua famiglia a Jaffa. Prima di andare lui stesso dalla polizia di Tel Aviv, ha detto ai giornalisti israeliani, "non ho avuto paura e non ho paura. Sul bus a Jaffa, mi sedetti accanto a soldati israeliani. Mi resi conto che erano più paura di me. "  &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;Altri milioni di persone hanno deciso di seguire il percorso di Hijazi. Domenica 5 giugno, durante la commemorazione del 44 ° Naksa, o battuta d'arresto, l'espulsione israeliana nel 1967 di 300.000 palestinesi dopo la Guerra dei Sei Giorni, i rifugiati palestinesi torneranno in massa alle frontiere.  Il 18 maggio, annunciando la mobilitazione, la “Third Intifada Youth Coalition” ha detto, "Gli ultimi giorni hanno dimostrato che la liberazione della Palestina è possibile e concretamente ottenibile anche con una massiccia marcia disarmata se la nazione decide che è pronta a pagare tutto in una volta per la liberazione della Palestina".  &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT" styl
