Siamo antifascisti e antirazzisti. Ed è esattamente per questo che siamo antisionisti. (Rete Italiana ISM)


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venerdì 5 dicembre 2014

"Il fine giustifica i mezzi"


Al campo Newroz pioviggina. Anzi piove. Ci sono pozzanghere e fango. Bisogna stare attenti a non scivolare nel fango, e certe volte non è facile, soprattutto quando non c'è corrente e ci si muove con la luce del cellulare.
Alan è uno degli abitanti del Rojava che qui si da da fare nel comitato per le relazioni. Spiega che tutto è organizzato in comitati: c'è la scuola dove i ragazzi imparano in curdo, ci sono le attività organizzate dal centro culturale per insegnare ai bambini il canto e la danza, c'è la tenda delle donne dove si studia la storia delle donne e del Kurdistan, c'è la tenda degli uomini dove si studia la storia del kurdistan e si può vedere la televisione, c'è il comitato per i servizi che si occupa di organizzare i lavori necessari nel campo, eccetera, eccetera. Nuri, invece, è originario di Shengal e parla inglese molto bene, portandomi in giro nel campo e traducendo le interviste, ma non dimenticando di raccontare la storia della sua gente. Quando mi porta nella tenda della sua famiglia per mangiare e dormire e mi domanda: “hai presente un libro che si chiama “il Principe”, scritto da Macchiavelli? In quel libro c'è una frase: “il fine giustifica i mezzi.” Ecco, noi siamo i mezzi sacrificati per il fine dell'occidente e degli altri Stati qui attorno. Però non siamo stupidi, no, noi capiamo cosa succede.”