Siamo antifascisti e antirazzisti. Ed è esattamente per questo che siamo antisionisti. (Rete Italiana ISM)


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sabato 14 dicembre 2013

Maltempo a Gaza

A causa del maltempo, a Gaza, ci sono vie di comunicazione interrotte, intere aree allagate, centinaia di famiglie evacuate, numerosi feriti e quattro morti. L'assedio e l'occupazione sioniste contribuiscono ad aggravare la situazione per decine di migliaia di persone.




venerdì 12 novembre 2010

A pranzo da un'amica



Ieri sono andata a pranzo a casa di un'amica, Lubna, in un campo profughi che si chiama Deir al Balah. Lubna è un po' grossa, sorridente sempre, insegna ginnastica in un centro per donne a Jabalia. Ha un figlio di 2 anni ed una di 8 mesi. Il marito è disoccupato e accudisce i bambini: da il biberon, li tiene in braccio e soprattutto cambia i pannolini, e questo mi ha fatto pensare che la loro coppia fosse più equilibrata di tante nostre occidentali.
Lubna suo marito e sua sorella parlano poco inglese, e suo fratello non lo parla per niente. Prima di pranzo mi portano sulla terrazza sul tetto e il fratello mi mostra una specie di candela, grande come una mano, con un foro in alto. Dice “min yahud”: da Israele.

Poi dopo svuota un po' del contenuto che esce dal buco sul balcone della terrazza. È una polvere bianca. Quando avvicina la fiamma dell'accendino prende fuoco immediatamente, ed emana una puzza fortissima uguale a quella degli accendini quando si accendono. Faccio qualche foto ed intanto penso: “così è questo il famoso fosforo bianco...”. Mi verrà spiegato dopo che si tratta ancora di un resto dall'operazione Piombo Fuso.


 
A pranzo abbiamo mangiato riso con uva passa, carote e arachidi. E insalata. Buono. Dopo siamo andati ad una specie di parco giochi per bambini. Mentre andava la musica e i bambini giocavano, abbiamo sentito un botto, e mi hanno chiesto se fosse stata la prima volta che sentivo una bomba. La musica è continuata, i bambini hanno continuato a giocare.


venerdì 4 giugno 2010

Never Trust Israel (Mai fidarsi di israele)

Non si capisce come mai all'inizio anche i media israeliani avessero detto 16 morti mentre poi i morti reimpatriati siano calati a 9.
La testimonianza di un'attivista siriana racconta che "Hanno gettato in mare, subito dopo averli uccisi, i turchi assassinati.".
Intanto da più parti cominciano ad arrivare voci di persone che mancano all'appello.

Un racconto dell'attacco alla Navi Marmara racconta che tra le prime contromisure verso l'attacco dei soldati c'era l'utilizzo di idranti. Eppure questo non è visibile dal video diffuso dall'IDF. La testimonianza racconta che prima i soldati hanno iniziato a sparare e poi la gente ha cominciato a difendersi. Da dove viene in video dell'IDF?

Al momento sono interrotti i contatti con la Rachel Corrie, non è possibile mettersi in contatto con i passeggeri della nave. L'Irlanda ha dichiarato che se anche sono uno dei passeggeri irlandesi delle nave venisse ferito per Israele, verrebbero prese in considerazione serie misure. Non hanno ricevuto nessuno risposta nemmeno dall'ambasciata israeliana in Irlanda.

Lo stato sionista sostiene che c'è un accordo tra Irlanda ed Israele per fare attraccare la nave a Ashdod per controllarne il carico. L'Irlanda ha fermamente negato questo accordo.

Secondo la radio militare israeliana la Rachel Corrie sta tornando indietro per motivi tecnici. Sembra una notizia strana.

Una coppia sposata, lei turca e lui palestinese di Gaza, che non era mai riuscita a tornare a Gaza, ha tentato di arrivarci con la freedom flotilla. Sono stati arrestati, lei è stata rimandata in Turchia e lui a Gaza: per lui è impossibile uscire per lei entrare. All'uomo era stato detto che la moglie lo avrebbe seguito.

Come si era autodefinito israele? L'unica democrazia del medio oriente?

Boicotta israele perchè mente.

sabato 29 maggio 2010

Ancora aggiornamenti sulle barche

Una nave della Freedom Flotilla è stata bloccata sull'isola di Cipro. Una delegazione di 60 esponenti politici europei è stata inizialmente fermata a Larnaca con la polizia che dichiarava di "aver avuto ordine dal governo che questa delegazione non avrebbe dovuto in alcun modo lasciare il porto". Si sono spostati a Limassol per cercare di raggiungere la flotta con un'altra imbarcazione ma si sono trovati nuovamente circondati dalla polizia. Sembra che l'intenzione di Israele sia quella di abbordare le navi in acque internazionali.

Vi propongo un comunicato scritto da alcuni gironalisti presenti sulla nave "8000", che prende il nome dal numero di prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane.

"Noi, giornalisti, videoreporter e freelance a bordo della nave "Ottomila" della Freedom Flotilla, considereremo ogni aggressione israeliana contro di noi una grave violazione della libertà di stampa, sancita da numerose convenzioni internazionali. Ribadiamo che noi siamo qui per svolgere il nostro dovere professionale al seguito della missione umanitaria della Freedom Flotilla.

Troupe di Aljazeera
Media SKAI radio - Grecia Web tv - Grecia TVXS.gr - Grecia Ethnos Newspaper - Grecia Ceska Televize - Rep. Ceca CZECHR - Rep. Ceca Infopal.it - Italia
Bulgarian BTV - Bulgaria

N.B.: operatori dei media, turchi, russi e di altre nazionalità sono a bordo di altre imbarcazioni della Freedom Flotilla."

Intanto oggi Israele ha ancora bombardato Gaza, lanciando 9 missili nell'area di Rafa e 2 nella zona sud-occidentale di Gaza. I danni sono ingenti ma sembra non ci siano feriti.

Boicotta israele contro l'assedio di Gaza.

giovedì 27 maggio 2010

Freedom Flotilla in viaggio verso Gaza

La freedom flotilla si sta pian piano avvicinando a Gaza.
Alcune delle barche sono ormeggiate a Cipro in attesa delle altre, per fare rotta tutte assieme verso i porti di Gaza.

Per prima cosa vi propongo questo e questo video in cui alcune attiviste in procinto di imbarcarsi sulle navi raccontano le ragioni di questo viaggio: il primo racconta soprattutto l'esperienza di una ragazza che è stata per lungo tempo nella striscia ed il secondo spiega meglio di cosa sono caricate le navi. Essi sono tratti da www.witnessgaza.com, dove volendo potrete trovare altri video interessanti, tra cui gli auguri di alcune personalità per quest'impresa.

Poi vi trascrivo alcuni stralci di diari di persone che stanno sulle navi:

"Siamo una trentina di giornalisti, un ex ambasciatore Usa in Iraq, un gruppo transnazionale di Ebrei contro l'Occupazione, due medici, altri attivisti, nonché alcuni responsabili della European Campaign to end the siege on Gaza, una delle organizzazioni promotrici della missione umanitaria Freedom Flotilla.

Anche in questo caso, dal punto di vista mediatico, il nostro Paese si colloca ben in basso nelle classiche della "libertà di infomare i cittadini": con noi non c'è alcuna testata nazionale mainstream. Tv e giornali di altri stati europei, e arabi, sono invece ben presenti. A "rappresentare" l'Italia, mediaticamente, in questa impresa dai tratti davvero "storici", siamo in tre: i videoreporter Manolo Luppichini, Manuel Zani e chi scrive.

Ora ci troviamo in mare aperto, verso Rodi, dove la nostra nave farà sosta per poi proseguire verso le acque cipriote, per riunirsi alle altre 8 - le navi turche e algerina, quelle del Free Gaza partire ieri da Creta, e i tre cargo."
(Angela Lano, 26-5-2010)



"Abbiamo cambiato albergo poiche' hanno sistemato tutti partecipanti, prima sparsi in vari alloggi, in un unico hotel in modo da essere
pronti al momento della partenza e per poter fornire eventuali aggiornamenti in tempo reale. In mattinata siamo andati a Nicosia, la
capitale, dove abbiamo conosciuto altri nostri compagni di viaggio, provenienti dall' Irlanda, dalla Norvegia, dalla Svezia, dalla Bulgaria, dall' Inghilterra, dagli USA e dalla Russia (oltre a due cittadini israeliani che condividono la necessita' di fermare l'atroce assedio contro la Striscia).

[...]

Ci aspettano quattro tipi di scenari, uno solo del quale è entusiasmante: l'arrivo a Gaza per sabato dopo una traversata in mare
di poco piu di un giorno. Ma tenuto conto di quanto fermamente Israele abbia ribadito il proprio impegno a contrastare duramente la missione umanitaria, c' e' poco da sperare in una simile situazione. Gli organizzatori ci hanno fatto sottoscrivere un foglio con il quale ci assumiamo l'intera responsabilita' per cio' che ci accadra', osservando l'impegno a mantenere un atteggiamento non violento di
fornte a qualunque tipo di provocazione israeliana. Le prospettive vanno dal 'fermo in mare' (ovvero potrebbero bloccare le imbarcazioni per vari giorni in mare), al sequestro dei cargo, all'assalto delle navi (con cannoni ad acqua o con altro tipo di minacce), sino all'arresto e alla detenzione, per non dimenticare che altri mezzi di Free Gaza sono stati pesantemente attaccati con armi da fuoco e
danneggiati irreparabilmente. I giornali israeliani in questi giorni riportano addirittura la notizia che Israele avrebbe provveduto alla
preparazione di un campo di detenzione per gli attivisti della Freedom Flotilla ad Ashkelon. Ci sono state date indicazioni in merito
ai nostri diritti e all'atteggiamento che dovremo seguire in caso di arresto e/o interrogatorio e ci hanno fornito i numeri di emergenza e informazioni sull'avvocato che nell'eventualita' gli organizzatori metterebbero immediatamente a nostra disposizione.
In ogni caso siamo sereni: sappiamo che Israele fara' di tutto per minacciarci e spaventarci, ma sappiamo che stiamo compiendo una missione importantissima di aiuto e solidarieta' con un intero popolo: la Turchia accompagnera' la carovana via mare e avremo un telefono satellitare in nave in caso di emergenza. Vogliamo fare la nostra parte: gli aiuti (materiali da costruzione, generatori di corrente, generi alimentari per bambini, sedie a rotelle elettriche, medicinali, materiali per le scuole) ora ammontano a quasi 10.000 tonnellate!!! La mia speranza e' quella di poter testimoniare questa avventura, dimostrando la crudelta' (che polverizza ogni parola di propaganda che in questi giorni si sta spendendo allegramente su blog, siti, commenti ad articoli di stampo indiscutibilmente filosionista) del governo e dell'esercito israeliano verso Gaza, ma soprattutto consegnando aiuti fondamentali per i cittadini palestinesi. Se non fosse drammatico, ci sarebbere da ridere dei Governi italiani che si sono avvicendati, sottoscrivendo ed approvando accordi militari di cooperazione con Israele...saranno proprio i soldi dei cittadini italiani, il denaro pubblico del nostro paese, che sara' utilizzato per tentare di fermarci ed eventualmente detenerci in campi israeliani! L'Italia che butta nel cesso i quattrini dei propri cittadini, per ubbidire all'odio feroce dei sionisti: chissa' cosa ne penserebbero i disoccupati, i ricercatori universitari, le aziende in crisi, le forze di polizia senza benzina per la lotta contro la criminalita'...Ma ovviamente il regime politico e mediatico italiano non fara' passare una sola riga su questa missione umanitaria e sui rischi che sta correndo: meglio non parlarne...e' il modo migliore per dimostrare che non esiste."
(Monia Benini, 26-05-2010)


"Questa mattina (27 maggio), le navi europee della Flotta contro l'embargo israeliano a Gaza partono da Rodi, dirette verso le coste cipriote. Da lì, nelle prossime 24 ore, la Flotta muoverà alla volta della Striscia di Gaza assediata.

La Campagna Europea contro l'embargo a Gaza - una delle sigle che compongono la coalizione della Freedom Flotilla - riferisce che con la partenza delle navi europee, una delle quali è stata denominata "Ottomila" in onore dei prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, e quella delle tre navi che si trovano nel porto di Antalya, nella serata di oggi, comincerà l'ultimo passo prima di quello finale, che vedrà l'intera Flotta dirigersi verso la Striscia di Gaza assediata.

La Campagna Europea, che ha sede a Bruxelles, afferma: "Ci si attende che tutte le navi della Flotta - che trasportano decine di migliaia di tonnellate di aiuti - s'incontrino di fronte alle coste di Cipro a mezzogiorno di domani (venerdì 28), dove si uniranno agli altri partecipanti, trasportati da alcune barche, alcuni parlamentari europei. Da lì partirà il viaggio verso Gaza, con l'arrivo nelle acque territoriali palestinesi dopo 24 ore"."
(Infopal)

Boicotta Israele perchè l'assedio a cui sta sopponendo Gaza è inumano.

sabato 22 maggio 2010

Ancora sulla freedom flotilla.

E' possibile firmare questa lettera in supporto della freedom flotilla a questo link.
Ricordo che la freedom flotilla, gruppo di 9 barche che tenterà di rompere l'assedio di Gaza portando sacchi di cemento, apparecchiature mediche e testi scolastici, ha ricevuto pesantissime minacce da israele insieme con la promessa di non lasciarle approdare nella Striscia.

Inoltre la rete romana di solidarietà con il popolo palestinese invita tutti a recarsi a Montecitorio in caso di attacco violento della flotta da parte delle forze armate israeliane, e invita chi non sta a Roma ad effettuare azioni simili davanti alle sedi istituzionali (italiane o israeliane) delle rispettive città.

E' possibile seguire qui la flotilla in tempo reale.

Boicotta israele e supporta la freedom flotilla.

giovedì 29 aprile 2010

Ne hanno ammazzato un altro, scusate, altri 6.

Ancora a Gaza, ancora per una manifestazione in cui i palestinesi arrivavano alle loro terre vicine al muro. Di nuovo hanno sperato i cecchini israeliani. Di nuovo hanno colpito, si chiamava Ahmad Salim, gli hanno sparato, come a Bianca, su una coscia. Solo che lui è stato meno fortunato: hanno usato proiettile dum dum, quelli che esplodono dentro alla carne del malcapitato, ed è morto dissanguato a 22 anni.
Nessuno dei manifestanti era armato. Qui c'è un video, girato da Bet'selem, che mostra la manifestazione, che mostra i manifestanti ed i soldati.

Nel frattempo gli egiziani fanno esplodere i cunicoli che servono a portare il cibo dentro Gaza. Ieri ne hanno fatto esplodere 1, ammazzando 5 persone che lavoravano in un cunicolo vicino: queste hanno sentito sprigionarsi del gas velenoso e hanno tentato di scappare. I cunicoli sono l'unico passaggio di cibo e materiale verso Gaza, sono migliaia, ed attraverso di essi passa ogni genere di merci necessaria ai quasi 1 milione e 500mila abitanti della striscia di fatto isolati da ogni commercio con l'esterno. Tutto questo è ancor più scandaloso se pensiamo che sia appoggiato ed attuato dall'Egitto e non da israele.

Boicotta israele perchè continua ad ammazzare.

domenica 25 aprile 2010

Hanno sparato a Bianca su una coscia

Ho conosciuto Bianca, maltese, al training dell'ISM. Lei per la verità faceva il training con noi ma era con un'organizzazione chiamata IWPS- International women peace service. Quando la ho conosciuta io aveva 27 anni ma non li dimostrava perchè era (ed è tuttora, guardando le foto) piccolina e magrolina.

Parla anche italiano, e questo mi veniva molto utile durante il training, perchè il training era in inglese e quando non capivo qualche cosa lei me lo traduceva. Quella notte eravamo a dormire nella stessa stanza, e ricordo che mi raccontò una sua idea, con cui all'epoca non ero tanto d'accordo, ma che comunque vi racconto perchè dopo mi ha dato molto da riflettere: lei diceva che in qualche modo ai governi occidentali fa comodo l'occupazione israeliana, perchè così possono prendere esempio. Cioè: osservando come reagisce un popolo sotto un'oppressione che dura da così tanti anni, guardano a questa faccenda come fosse un gigantesco esperimento, per “imparare” come fare a trattare minoranze e gruppi indesiderati a casa loro in occidente. Per prendere esempio e verificare gli effetti dei diversi trattamenti a distanza di tempo. E in effetti davvero non aveva tutti i torti quando descriveva come l'atteggiamento delle vittime fosse spesso privato di qualunque tipo di speranza e di fiducia verso il futuro. Raccontava in particolare un episodio (piuttosto normale da quelle parti) di una mamma a cui avevano arrestato il figlio di 16 anni, senza muovere una vera accusa contro di lui, e mettendolo in un carcere il cui nome era rimasto segreto. La madre non chiedeva di avere indietro suo figlio (immaginatevi il confronto con una madre italiana) ma chiedeva che in qualche modo gli si facesse avere certe medicine, di cui aveva bisogno perchè affetto da non ricordo quale malattia cronica.


Bianca è nella striscia di Gaza da più di un anno ormai, ci è entrata quando io ero ancora nella west bank. Raramente ci scriviamo, l'ultima volta mi ha detto di una nave che vuole rompere l'embargo ed attraccare a Gaza dalle stesse acque in cui gli israeliani non lasciano pescare i palestinesi (la free gaza boat), e mi ha chiesto se volessi imbarcarmi.


Il 24, ieri mattina, Bianca stava con alcuni attivisti dell'ISM in una manifestazione. È strano come in Palestina, e soprattutto nella striscia di Gaza, assumano lo stato di “manifestazioni” anche i gesti più normali del quotidiano vivere, nel momento in cui l'occupazione si traduce quatidianamente in distruzioni di campi ed incursioni militari. Dico gesti normali del quotidiano vivere come quello di andare nelle proprie terre, quando i soldati lo vogliono impedire. Esiste una buffer zone, corridoio di sicurezza, attorno al muro che circonda Gaza, ed in quest'area i cecchini israeliani sparano a chi entra. Però i terreni sono dei palestinesi, ed allora, entrare nei propri terreni diventa una manifestazione. E i cecchini sparano.

Bianca è stata colpita ad una coscia, il proiettile è entrato ed è anche uscito, fortunatamente senza toccare l'osso o arterie importanti, probabilmente in 3 settimane tornerà a camminare; altri 2 palestinesi che erano con lei, di 18 e 22 anni, sono stati feriti. In particolare quello di 22 anni si è preso un proiettile nello stomaco, e sembra abbastanza grave.

Il fatto che Bianca sia stata “fortunata” e sia stata colpita nell'alta coscia in vece che nella pancia, non rende meno grave la situazione. Che razza di paese è un paese che spara alla gente che entra nelle sue terre? In un'intervista domandavano a Bianca cosa stesse facendo li, e lei diceva: stavamo mettendo delle bandiere palestinesi in terra palestinese. Erano disarmati, non tiravano nemmeno le pietre, e i cecchini gli hanno sparato addosso.

Ma secondo voi, a che cosa potrebbe pensare un ragazzo giovane, mettiamo sui 18 anni, cresciuto a Gaza quando si trova di fronte un israeliano?


p.s.: c'è una frase che mi ha sempre colpito di chi in Palestina o in territori di guerra non ci è mai stato, che dice: “sei andata in una certa situazione, te lo devi anche aspettare che ti sparino contro” o in altre parole, stai dalla parte di quelli a cui sparano contro, è normale che ti sparino contro. Io penso questo: o stai dalla parte di quelli che sparano o dalla parte di quelli a cui sparano contro. In qualche modo, se non ti sparano contro, vuol dire che stai dalla parte di chi spara. Il nostro presidente del consiglio, nell'anniversario della nakba, la nascita dello stato di israele che coincide con l'inizio della pulizia etnica della Palestina, ha avuto il coraggio di visitare l'ambasciatore israeliano in Italia augurandosi che presto Israele entri a fare parte dell'unione europea. Io penso ci sia molta poca differenza tra il tacere di fronte a questo e l'imbracciare un fucile di precisione. Qui è normale tacere come in israele è normale fare il servizio militare nei territori occupati.


Boicotta israele perchè ordina ai suoi soldati di sparare a civili disarmati.

venerdì 23 aprile 2010

Varie da Gaza

Hamas sta costruendo una tenda all'ingresso del confine di Erez, per i palestinesi che, secondo la nuova ordinanza dell'IDF, verranno deportati a Gaza. Lo scopo sarà quello di non lasciare entrare i palestinesi della West Bank in Gaza, e di ospitarli nelle tende fino a che gruppi internazionali non faranno sentire abbastanza la loro voce perché loro tornino indietro nella West Bank dalle loro famiglie. In altre parole impedirgli di entrare a Gaza non ha lo scopo di vietare ai palestinesi di vivere dove vogliono, ma dimostrare che essi hanno il diritto di vivere dove loro scelgono.

Nel frattempo continuano le incursioni nella zona a sud della striscia vicino a Khan Younis e gli attacchi ai pescherecci palestinesi.

Dall'altro lato la campagna popolare contro la buffer zone, la zona vicina al muro dove l'accesso è proibito, continua. Una manifestazione, il 22 di aprile, è stata repressa con spari, fortunatamente non ci sono stati feriti. La situazione dei contadini che non possono accedere alle loro terre per coltivarle resta drammatica.
La campagna popolare contro la buffer zone è formata da diverse organizzazioni per la liberazione della Palestina e gruppi di organizzazioni non governative. Ogni martedì organizzano una manifestazione in posti vicino alla barriera di separazione tra la striscia di Gaza ed israele. Nasce per esprimere solidarietà con i contadini che lavorano al confine e che non possono raggiungere le loro terre e per protestare contro il tentativo di Israele di allargare questa buffer zone dentro la striscia di Gaza.

Boicotta israele perchè non permette agli abitanti di Gaza di coltivare e di pescare.