Perchè lottare per la libertà è un modo stupendo per affermare di essere vivi.
sabato 9 ottobre 2010
Per la verità SU israele
Ruba mi ha raccontato che quando sono iniziati i bombardamenti di piombo fuso era a scuola. Aveva una gran paura, non sapeva se sarebbe riuscita a tornare a casa. Arrivata a casa mancavano ancora all'appello le sorelle maggiori, che erano all'università. Da casa provavano a chiamarle ma le comunicazioni con i cellulari erano state interrotte. Dopo qualche ora sono riuscite ad arrivare a casa, e tutta la famiglia si è raccolta in una sola stanza, la stanza più sicura della casa. In 3 settimane di bombardamenti è uscita di casa 2 volte, entrambe con sua madre: un giorno sono andate a portare da mangiare ad una famiglia povera di vicini, ed un altro alla scuola dell'unrwa, di cui sua madre è preside. Nella scuola c'erano diverse famiglie accampate, e sono rimaste li fino a che israele non ha bombardato la scuola con il fosforo bianco: allora se ne sono andate, ma Ruba non sapeva dove.
L'altra notte, quando hanno bombardato, a casa sua hanno avuto una gran paura perchè non erano lontani da uno dei 2 obiettivi. Spiega Ruba che ad ogni bomba c'è la paura che ci sia un nuovo bombardamento, una nuovo attacco, e risveglia traumi e terrori mai completamente superati.
Ruba è studente universitaria, e si domanda come possano le università occidentali avere ancora rapporti con le università israeliane considerando il fatto che queste sono direttamente coinvolte nell'appoggiare l'occupazione.
Il 7 c'è stata una manifestazione, a Roma, “per la verità - per israele”, maratona oratoria di solidarietà ad israele, promossa da un gruppo trasversale e bipartisan di parlamentari e associazioni su iniziativa di Fiamma Nirenstein, colona israeliana residente in un insediamento illegale e parlamentare italiana.
Ho visto un video di Roberto Saviano, lo scrittore contro la mafia, registrato in occasione dell'infame evento, in cui descriveva l'entità sionista come uno stato democratico assediato dai paesi arabi confinanti. Quale vigliacco esempio di travisamento della realtà!
Riporto le parole di una lettera inviata dagli “amici della mezzaluna rossa”, rivolta appunto ai partecipanti a quella manifestazione mistificatrice:
A tutti coloro che riteniamo realmente amici della verità e, in primis, dei diritti umani ad essa comunque collegati, chiediamo: perché, invece di diffonderla quella verità, e contribuire a fermare la catena d’odio generata da violenze e ingiustizia, avete scelto di schierarvi dalla parte dello stato occupante? Perché condividete con Nirenstein la convinzione che lo stato di Israele sia “proprietario” di ogni regione che occupa illegalmente senza riconoscere i confini della Risoluzione Onu che l’ha fatto nascere? Perchè non considerate che le 73 Risoluzioni Onu sono state regolarmente ignorate da quello Stato, senza che alcun organismo internazionale alzasse un dito per fermare i crimini contro l’umanità di cui esso si macchia dalla sua nascita? Nirenstein parla di diritto a costruire insediamenti israeliani su quei territori che dovrebbero rappresentare lo stato di Palestina, ed è tanto convinta di questo diritto che lei stessa è un’occupante.
Ma voi che andrete a manifestare per la “verità”, siete mai stati a vedere cosa significa l’occupazione israeliana? Già illegale in quanto occupazione è comunque particolarmente odiosa per le violenze e l’umiliazione continua che impone agli occupati. Avete mai visto i villaggi assetati e assediati dai coloni come la vostra Nirenstein?
E come giustifica una scienziata (si riferisce a Rita Levi Montalcini) che ha passato la sua vita per migliorare la vita umana, come giustifica l’uso del fosforo bianco e delle altre armi proibite su esseri umani di ogni età? E a un fotografo come Toscani chiediamo: ma cosa cerca con l’adesione a una tanto macabra manifestazione? Cerca qualche foto ancor più straziante di quelle che le azioni della democrazia
israeliana ci hanno abituato a vedere? E al professor Veronesi chiediamo: lo sa lei che Israele impedisce alla parlamentare palestinese Khalida Jarrar di curare un tumore al cervello? Lo sa lei, che per professione cura chi soffre, quanta gente Israele fa morire per impedimento alle cure? E allo scrittore Saviano chiediamo: lei che parla, e molto bene, di legalità, lo sa lei che le pratiche di quotidiana legalità israeliana nei confronti dei palestinesi fanno impallidire perfino la camorra?
Boicotta israele, perchè Ruba mi ha detto che è fondamentale.
giovedì 7 ottobre 2010
stanotte bombe a nord ed ovest della città di Gaza
Questa notte, verso l'1, da casa abbiamo sentito un'esplosione. Telefonando non siamo riusciti a capire dove fosse stata, qualcuno diceva in un'area qualcun altro in un'altra. Sembrava non ci fossero feriti.
Questa mattina abbiamo capito che l'esplosione non era una ma due, una a nord ed una ad ovest della città di Gaza, e che i feriti erano 5, di cui 2 in gravi condizioni.
Tra la gente che ha ancora in mente i bombardamenti dell'operazione piombo fuso questo ha risvegliato un trauma ancora non sorpassato, provocando scene di panico e paura tra i residenti (secondo maan news).
Dicono fosse la risposta al lancio del razzo al pomeriggio, ma se un bombardamento multiplo è la risposta al lancio di un razzo nel deserto, senza nessuna vittima e non rivendicato da nessuno, allora quale dovrebbe essere la risposta ad un embargo che dura da 4 anni con bombardamenti continui, quale dovrebbe essere la risposta all'operazione piombo fuso?
Boicotta israele come parte della risposta alle sue aggressioni.
martedì 5 ottobre 2010
Raccolta delle olive
La buffer zone è un'area dell'ampiezza di circa 300 metri vicino al muro costruito da Israele attorno alla prigione di Gaza. È proibito a chiunque non faccia parte dell'esercito entrare in questa zona.
La settimana scorsa hanno sparato ad un ragazzo all'addome in una zona vicina a dove eravamo oggi. Ad aprile avevano sparato anche a Bianca Zammit.
Questa è la mappa dell'ONU che rappresenta la buffer zone e le zone dove l'accesso è ristretto.
Nella prima foto ci stiamo avvicinando alla zona dove avremmo raccolto le olive.
Nelle 3 foto successive c'è la raccolta delle olive.
Nell'ultima foto è possibile vedere il muro sullo sfondo.
La buffer zone prende il 35% delle zone arabili di Gaza, e, ogni martedì, il comitato di iniziativa locale di Beit Hannoun organizza una manifestazione in quell'area, questa settimana è stata particolarmente leggera perché non siamo entrati nella buffer zone (quella che nella mappa è chiamata “no-go zone”) ma ci siamo solo avvicinati.
Nel pomeriggio sono stata in gita con un gruppo che sta segunedo un corso di inglese. Facevano un sacco di domande su cosa pensano o cosa fanno gli italiani, mi ha colpita la frase di una donna che diceva: “I don't think people don't know what's happening here, I just think they don't care” “io non penso che la gente non ne sappia cosa succede qui, penso solo che non glie ne importi nulla”
mercoledì 1 settembre 2010
Abu Mazen si incontrerà con Netanyahu a Washington per riprendere in mano gli accordi di pace "due popoli, due stati"
Il Quartetto (Stati Uniti, Russia, UE, e Nazioni Unite) ha dichiarato che " L'accordo per la creazione di uno stato palestinese potrà arrivare al termine di un anno di negoziati."
Infatti domani si incontreranno a Washington i leader palestinesi ed israeliani, cercheranno un accordo "che metta fine all'occupazione iniziata nel 1967 e che ha avuto come risultato l'emergenza di uno stato palestinese indipendente, democratico e attuabile che viva fianco a fianco in pace e sicurezza con Israele e i suoi altri vicini".
Questa frase significa che Netaniahu ed Abu Mazen si incontreranno a Washington per riprendere in mano gli accordi di pace "due popoli, due stati".
OK.
STOP.
Direi che ho sparato abbastanza stronzate su quel che accadrà domani.
Vediamo di analizzare la situazione un po' più seriamente.
Domani si incontreranno Abu Mazen e Netaniahu. Ammesso che Netaniahu rappresenti veramente gli israeliani, soffermiamoci un istante su Abu Mazen. Per come la so io l’ unico governo eletto (e tuttora “valido”) dei palestinesi sia quello del gennaio 2006, di cui facevano parte sicuramente, oltre ad una maggioranza di membri di Hamas, che esprimeva Haniyeh come primo ministro, anche membri di Fatah e pure Mustafà Barghouti (era Ministro per l’ informazione). Abu Mazen è stato eletto presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese nel 2005, e poi il mandato è scaduto senza essere rinnovato.
Quindi, Abu Mazen non rappresenta i palestinesi, ed il vero rappresentante dei palestinesi nei nostri media non si fa sentire.
Tra l'altro, l'uccisione di 4 coloni l'altro giorno, dimostra quanto alla popolazione siano graditi questi accordi di pace.
Ciononostante Abu Mazen si incontrerà con Netanyahu a Washington per riprendere in mano gli accordi di pace "due popoli, due stati"
"sin incontrerà con Netanyahu". Lo stesso Netanyahu che ha nel suo parlamento esponenti della JDL, famosi per le loro scritte sui muri di Hebron "gas all the arabs", lo stesso Netanyahu che definiva terroristi gli attivisti della freedom flotilla, lo stesso Netanyahu che continua a portare avanti il blocco su Gaza (condannato dall'ONU), che non ha mai condannato l'operazione piombo fuso (condannata dall'ONU) e che continua la costruzione del muro (condannato dall'oNU). Come pensano costoro del quartetto di potersi fidare di un personaggio che tuttora non ha fermato la costruzione delle colonie e che non ha aperto le frontiere di Gaza nonostante tutto quello che la comunità internzionale gli ha deblmnte sussurrato all'orecchio?
Però, abbiamo detto, Abu Mazen si incontrerà con Netanyahu a Washington per riprendere in mano gli accordi di pace "due popoli, due stati".
Questi si incontrano a Washington. Già, e perchè non a Teheran? Ora, non mi sembra in caso di spiegare per esteso questo concetto, ma decisamente Washington non è terreno neutrale. Che ne direbero costoro del quartetto se si facesse un incontro a Washington ed uno a Teheran? Come si dice...un punto per uno, palla al centro.
Quindi, Abu Mazen si incontrerà con Netanyahu a Washington per riprendere in mano gli accordi di pace "due popoli, due stati".
Accordi di pace. Leggo da Repubblica che Netanyahu dichiara: "Non permetteremo che i terroristi decidano dove devono vivere gli israeliani o la configurazione dei confini definitivi", ha aggiunto. "Nel corso dei negoziati chiederemo misure di sicurezza destinate prevenire questi omicidi". D'accordo, se gli insediamenti sono illegali (e lo sono, secondo le risoluzioni ONU) quali misure di pace potrebbero esistere per permettere ai coloni di scorazzare liberamente in una terra che non è la loro? In più egli dichiara che questi omicidi porteranno alla fine del blocco della costruzione delle colonie. Blocco che non si è mai visto. Senza giustizia non c'è pace.
Sta di fatto che Abu Mazen si incontrerà con Netanyahu a Washington per riprendere in mano gli accordi di pace "due popoli, due stati".
La souzione 2 popoli 2 stati è già stata dichiarata irrealizzabile da numerosissimi analisti, in particolare per queste ragioni:
-1 la presenza delle colonie impedisce di poter costruire uno stato di Palestina
-2 l'ipotetico stato di Palestina verrebbe diviso in 3 o 4 piccole enclave, che di conseguenza non avrebbero di fatto nessun potere
-3 solo uno stato unito e democratico può garantire la pace a lungo termine, altrimenti avremmo 2 stati in eterno conflitto tra loro, infatti 2 stati su base etnico-religiosa non postranno mai essere in pace tra loro.
Una volta un contadino palestinese mi ha raccontato che tempo addietro, recandosi alle sue terre troppo vicino ad una colonia, è stato aportrofatto un questa maniera da un colono: "voi palestinesi non volete la pace. Se voleste la pace sareste già andati in Giordania".
Io non voglio essere pessimista, sicuramente questi accordi porteranno ad un ottimo risultato, e, finalmente, tra 1 anno arriveremo alla pace. Quale pace? Arriveremo ad una soluzione del conflitto. Il fatto è che non siamo di fronte ad un conflitto, bensì di fronte ad un'occupazione. Gli accordi porteranno anche fine all'occupazione? Prevederanno sanzioni per chi ha commesso pulizia etnica e genocidi?
Soprattutto, porteranno giustizia?
Qualcosa mi fa supporre di no.
Boicotta Israele perchè i Palestinesi, per avere la pace, non devono emigrare in Giordania.
domenica 15 agosto 2010
Un'appello dall'ISM (palestina)
A tactic of challenging the occupation and the Israeli authorities is via legal measures. As Israel’s crackdown on popular resistance escalates, International Solidarity Movement activists are working on the ground to fight the authorities’ attempts to arrest, imprison and deport us – all strategies employed by Israel in their attempts at disconnecting us from our role in the struggle against apartheid. Legal challenges are an important battle field in non-violent resistance because often the occupation is forced to change their policies when these are held up to scrutiny.
The past six months have seen a surge in Israel’s crackdown on Palestinian and international activists involved in the popular resistance, marked by a wave of arrests targeting grassroots organizers from the popular committees of Bil’in, Ni’lin, Al Masara and Nablus and international activists involved in these regions’ struggles. Several ISM activists have been illegally abducted by Israeli forces and continue to fight lengthy legal battles against the Israeli state for these cases, in addition to the frequent arrests of activists at the growing number of West Bank demonstrations that the military has struggled in vain to crush.
American ISM activist Ryan Olander was arrested on December 18 in Sheikh Jarrah, East Jerusalem. He was then illegally re-arrested by “Oz” immigration unit the following day, just moments after his release. He spent 29 days in Ramle Givon detention center resisting deportation before he was released. On June 3 the Israeli District Court ruled in Olander’s favor, the precedent-setting ruling articulating that the police and “Oz” immigration unit practices were illegal. This victory paves the way for a legal grounding for future activists (see: http://palsolidarity.org/2010/02/11278/).
Czech activist and ISM media co-ordinator Eva Novakova was kidnapped by Oz forces in a night raid operation on her Ramallah apartment on January 11. Australian activist and ISM international co-ordinator Bridget Chappell and Spanish activist Araidna Jove Marti were abducted by Israeli military forces in a similar night raid on the ISM media office in Ramallah on February 7 (see: http://palsolidarity.org/2010/02/11224/).
All three activists pursued the issue in the Israeli Supreme Court, bringing Israel’s repreated violation of the Oslo accords in to focus.
In the case of Chappell and Marti, the State Prosecutor was forced to admit the their arrests had been outside the legal framework, with the
judge declaring their detention illegal.
These legal battles, taking the Israeli power structures on at their own game, constitutes a form of “resistance” that has the potential to set decisive precedents and alter Israeli policy, while at the same time exposing the level of corroboration between various Israeli departments in the occupation’s implementation.
This kind of legal work comes at a high price tag, we currently owe around 18,000 NIS to our lawyers. The ISM is asking its supporters to donate now to support the work of the ISM’s solidarity with the Palestinian movement against apartheid. Activist groups may consider throwing fund-raising events to raise money, and continue raising awareness for the cause. You can donate online via Paypal (not through AJ Muste), please see http://palsolidarity.org/donate for details.
venerdì 13 agosto 2010
Felice Ramandan.

Ramadan.
Il mese del digiuno, dell'astinenza, della bontà.
Il ramadan quest'anno è iniziato l'11 agosto, l'11 agosto le forze di occupazione ad Hebron hanno chiuso alcuni negozi perchè troppo vicini all'ingresso di AlShuhada street, la strada vietata ai palestinesi e riservata ai coloni. Di fronte all'ingresso di questa strada ogni venerdì, da alcuni mesi, si tiene una manifestazione per chiederne l'apertura, oggi, come forma di punizione collettiva, l'esercito israeliano ha deciso di chiedere i negozi più vicini, arrestando un inernazionale e 5 palestinesi.
Quei negozi rappresentavano l'unica forma di reddito per le famiglie che li possedevano, Ramadan mese del digiuno, in questo caso digiuno forzato e probabilmente non limitato al Ramadan...
Boicotta Israele perchè obbliga i negozi di Hebron a chiudere.
domenica 11 luglio 2010
Viva Palestina Convoy
Per quanto riguarda la flotilla via mare: vi saranno diverse navi che partiranno da diversi punti del Mediterraneo, questa parte sarà curata principalmente dall'"international committee to break the siege on Gaza". Quel che è stato detto è che le navi saranno sicuramente molte di più di quelle utilizzate l'ultima volta, c'è chi arriva a dire che si punta ad un numero di 60.
Per quanto riguarda il convoglio via terra:
vi saranno 3 braccia:
-1- partenza da Londra, si attraversa la Francia, si entra in Italia dalle parti di Genova, Milano, Ancona, traghetto fino in Grecia, Istanbul, Siria, Giordania, traghetto sul mar rosso (prima della traversata ci si incontra con il terzo braccio), egitto, Rafah
-2- Partenza da Casablanca, attraversamento del nord africa, arrivo a Rafah
-3- Partenza da Doha (Qatar), attraversamento dell'arabia saudita, arrivo Aqaba dove si rcongiunge con il primo convoglio.
ciascun convoglio racconglierà gli abitanti dei paesi che attraverserà, in più abitanti di usa, sudamerica, aistralia e malaysia partiranno da Londra, mentre i sudafricani da Casablanca.
l'obiettivo sono 500 mezzi via terra, 150 nel gruppo che parte da londra.
ISM-italia punta come minimo ad un mezzo per regione.
in Italia passerà il primo braccio presumibilmente fermandosi un paio di notti intorno al 22 settembre (da Londra partirà il 18 per aspettare la fine del ramadan)
MATERIALE TRASPORTATO: il materiale sarà di 3 tipi:
-materiale sanitario
-materiale scolastico
-materiale da costruzione
si cercherà di reperire in occidente il materiale che non costa di più che in oriente e che pesa poco ad essere trasportato, ed in oriente il materiale (tipo il cemento) che li costa meno e che pesa molto.
PROGETTI CONCRETI SUPPORTATI A GAZA:
-a sud di Gaza c'è una moschea con scuola per bambini orfani che sono state bombardate, l'idea è quella di ricostruirle e fornire materiale scolastico alla scuola
-a nord invece si accumulano donne con gravidanze problematiche che cercano di andare in israele per farsi curare, ma israele non le lascia entrare. L'idea è quella di formire di incubatrici e attrezzature mediche l'ospedale al nord.
ora si tratta di organizzarsi...
Boicotta israele e collabora con il convoglio e la flottilla.