Siamo antifascisti e antirazzisti. Ed è esattamente per questo che siamo antisionisti. (Rete Italiana ISM)


giovedì 29 maggio 2014

È l'antisionismo che fa la differenza.


Mi sembra di vedere un filo azzurro che collega alcuni avvenimenti dell'ultimo periodo. Un filo azzurro come azzurra sono la stella di David, e il Nilo e l'Eufrate che la racchiudono, nella bandiera che rappresenta il sionismo.

Ormai sarà stato un mese fa, il gruppo della sinistra per Israele ha organizzato un incontro a Padova, nella mia città, presentando il libro “sinistra e Israele” di Fabio Nicolucci. Nella copertina, ben visibili, una falce e martello con una stella di David. Ovviamente l'iniziativa è stata contestata, sebbene l'abbiamo saputo il giorno prima. Ebbene questi signori, affermavano che avremmo dovuto collaborare con loro, invece che contestarli, perché "anche noi siamo per il ritiro dalle colonie, anche noi spingiamo per uno stato di Palestina". C'era una differenza: loro avevano una campagna in atto perché il sionismo non fosse identificato come un'ideologia razzista (quale è), ma si riconoscesse che il sionismo era un'ideologia rinascimentale.

lunedì 14 aprile 2014

Si dice che "chi ha compagni, non muore mai."



Questa notte ti vorrei scrivere una lettera, vorrei scriverla come se tu potessi leggerla, come fingendo.



Ricordo della tua scritta “mukawama” sul braccio, che vuol dire resistenza.

Resistenza, come quella dei contadini palestinesi, come quella dei partigiani sulle nostre montagne.

Ricordo di come spiegavi che se siamo tristi non abbiamo il diritto di portare la nostra tristezza sui palestinesi, di come a volte ti chiudevi in casa (chissà quali ferite ti stavi curando), di come quando invece uscivi eri sempre pronto a scherzare e ridere con tutti e tutte. Quasi che avessi assunto come ruolo, quello di portare un po' di allegria intorno a te. Quasi che quell'allegria contagiosa, fosse essa stessa una forma di resistenza. Certamente lo era, senza il quasi.

Ricordo della tua scritta “mukawama” sul braccio, che vuol dire resistenza.

Di come quella resistenza l'avessi vissuta anche in Cisgiordania, prima di venire a Gaza. Di come insistevi dicendo che gli attivisti, prima di andare a Gaza, andassero in Cisgiordania. Di come per te fosse così importante che i due pezzi di Palestina occupati nel '67 fossero collegati.

E continua a venirmi in mente quella scritta, “mukawama” sul braccio.

mercoledì 19 marzo 2014

Andiamo in Palestina!


Vorrei che tu partissi per andare in Palestina, perché tu possa vedere con i tuoi occhi che cosa comporti l'ideologia sionista, e quanto orribile sia l'occupazione.
E vorrei che tu ci andassi con l'International Solidarity Movement, perché è un modo per sentirti parte della lotta di liberazione del popolo palestinese.

venerdì 7 febbraio 2014

Date di presentazione del libro: "perchè amo questo popolo - storie di resistenza palestinese da Gaza"


Ecco il calendario delle presentazioni del libro “perché amo questo popolo – storie di resistenza palestinese da Gaza”.
Il libro è, più che altro, una scusa per parlare di Gaza e della Palestina.
È possibile ci siano ancora delle variazioni, in questo caso verranno aggiornate su questo evento.

venerdì 31 gennaio 2014

Ricordando i prigionieri politici palestinesi malati illegalmente deportati nelle carceri israeliane

Questa settimana, al sit in settimanale in solidarietà con i prigionieri politici nelle carceri israeliane, l'attenzione era tutta per i prigionieri malati. I prigionieri politici palestinesi che necessitano di cure mediche sono circa 1000, e la vita di molti di loro è in pericolo perché spesso sono negate le cure mediche necessarie (fonte).


mercoledì 22 gennaio 2014

terra "mamnua"

Dal momento che i bulldozer delle forze di occupazione sioniste hanno distrutto parte del campo di Khaled Qudaih, a Khuza'a (est di Khan Younis), lui e la sua famiglia sono andati a seminare di nuovo. I militari israeliani hanno risposto con circa mezz'ora di spari, e la minaccia di colpire direttamente Khaled se non si fosse allontanato. 

giovedì 2 gennaio 2014

26 prigionieri politici palestinesi rilasciati (e 5000 ancora in carcere)

26 prigionieri politici che si trovavano nelle carceri israeliane da prima degli accordi di Oslo sono stati rilasciati la notte del 30 dicembre, mentre altri quasi 5000 restano, contro la legge internazionale, in prigioni che si trovano nei territori occupati nel '48.